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SE LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO INVADE IL CAMPO DELLA MAGISTRATURA
Articolo 13 e libertà personale: il GIP di Milano applica la Costituzione con 37 pagine di motivazione. L'attacco di Palazzo Chigi ignora la separazione dei poteri

 

Il provvedimento, diremmo anche “banale”, emesso dal Gip di Milano inerente alla libertà personale di Youssef Siher, in quanto assolutamente coerente con migliaia di altri provvedimenti del medesimo tenore, ha scatenato gravissime dichiarazioni della Presidente del Consiglio, la quale, con arroganza nota, si è lanciata in un attacco sconsiderato ed incostituzionale che attesta, accanto alla nota arroganza, una incompetenza istituzionale che fa specie ed anche paura.Le nostre istituzioni, fondate sul sangue di migliaia di cittadini caduti per liberare l’Italia, non consentono al rappresentante del potere esecutivo e politico di delegittimare la magistratura giudicante, la quale nel sereno e scrupoloso adempimento del proprio compito deve valutare, analizzare, esaminare atti e documenti ed emettere un provvedimento.Nel caso di specie, il Giudice di Milano ha svolto il proprio compito con un provvedimento motivato di ben 37 pagine, ritenendo insussistenti nella fattispecie i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato. I provvedimenti giudiziari vanno criticati nel merito nelle forme e nei modi previsti dall’ordinamento, senza sconfinare in scomposti attacchi ad una giudice.Va ricordato che la “Pupatella della Garbatella”, promotrice del referendum sulla “giustizia giusta”, attesta la propria ignoranza circa una regola elementare dello Stato di diritto, in vigore da secoli: chi governa non può controllare la Magistratura, altrimenti apriamo il campo alla dittatura.Va rimarcato che l’art. 13 della Costituzione, secondo cui “la libertà personale è inviolabile”, ha un alto valore di tutela e difesa della libertà individuale, ed il relativo processo non si svolge dinanzi ad una Tv, oppure in un salotto di Canale 5, ma in un’aula di Tribunale.La Presidente del Consiglio, invece, ha un evidente problema con il principio di autorità, la Costituzione repubblicana e la separazione dei poteri. Non sa che il potere giudiziario è indipendente dal potere esecutivo, che i giudici sono autonomi dai Pubblici Ministeri ed indipendenti rispetto ai desiderata del potere politico. Che senza prove di un reato nessuno può essere privato della libertà personale.Né appare ammissibile distrarre l’opinione pubblica dal costo della vita, dalla crisi abitativa e dai salari fermi a vent’anni fa, scagliandosi contro il nemico esterno e “certa magistratura” definita “rossa” oppure “comunista”.La vigilanza del popolo sovrano rispetto a codeste manifestazioni di torsione autoritaria, che stanno caratterizzando la condotta dell’attuale maggioranza politica, diventa impegno e difesa di quei diritti scritti dai Padri Costituenti. Le invasioni di campo non sono ammesse dalla nostra Costituzione.

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