Via Marina bloccata: la rivolta di una colonia che il potere padano non ha mai integrato
Bandiera gigliate a Napoli e striscione di Autonomia Napolitana -
NAPOLI – 20mila persone in Via Marina. Una strada bloccata, un porto fermo, un messaggio chiaro che visto da Sud, da quella che in Italia è ancora una colonia, suona diverso.Ieri mattina il corteo dell’USB partito da Piazza Mancini ha occupato i binari della Stazione Centrale e poi si è diretto al varco Bausan del porto. Obiettivo dichiarato: sciopero generale contro carovita, affitti alle stelle e riarmo.
Ma a guardare bene, tra i caschi gialli degli operai e le bandiere tricolori, c’era un’altra bandiera: quella giallo-rossa di Napoli, con lo striscione AUTONOMIA NAPOLITANA. È il movimento guidato da Gigi Lista, nato il 13 febbraio, che da dieci giorni presidia gli stessi luoghi: il porto di Napoli, gli svincoli di Nola e Caserta Sud al fianco degli autotrasportatori contro il caro carburanti. La loro frase è diventata lo slogan di ieri: «Non ci accontenteremo più delle briciole».Il collegamento è la sintesi che il potere padano non ha mai capito.Autonomia Napolitana ha messo insieme pezzi che il Nord ha sempre diviso: camionisti, Comitato Casa Mia contro gli abbattimenti, comitati di Pozzuoli e Campi Flegrei, portuali a 700 euro, studenti senza stanza.E la rivendicazione è una sola: il Mezzogiorno mai integrato dal potere padano.
Dal 1861 il Sud è stato annesso, non integrato. Le fabbriche chiuse, il Banco di Napoli svuotato, le ferrovie costruite per portare materie al Nord. Oggi è uguale: Via Marina è il corridoio coloniale dove il Sud movimenta container e il Nord incassa i profitti. Salari da 700 euro contro affitti da 500 in una città trasformata in B&B per turisti.
Hanno bruciato un carro armato di cartone e regalato sfogliatelle ai poliziotti. Due gesti: bruciamo le vostre guerre pagate tagliando la nostra sanità, ma sappiamo che anche il poliziotto in antisommossa è un meridionale da 1.300 euro.
Lo striscione di ieri diceva tutto: “BASTA GUERRE BASTA ESSERE COLONIA”.Non è caos al porto. È la colonia che blocca il porto del padrone e chiede integrazione vera: meno accise, caro energia, diritto alla casa.
Se il potere padano non integra, il Mezzogiorno torni aa essere Due Sicilie
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