Positano? Se la ami scappa via
Positano la “perla della costiera” è in overtourism, vi racconto quattro giorni da incubo.
Positano? Se la ami scappa via, oppure non andarci. E’ questo il consiglio che mi viene da dare a quelli che come me amano la splendida “perla della Costiera Amalfitana” e che ne conservano il ricordo di qualche anno fa.
Proprio perché mancavamo da una quindicina di anni abbiamo deciso, in famiglia, di trascorrere quattro giorni a Positano in un periodo diciamo così di “bassa stagione” ricordando quella settimana di luglio trascorsa li nel 2009.
Treni della linea Circumvesuviana affollati di turisti
Conoscendo la difficoltà estrema ed i costi stellari richiesti per parcheggiare l’auto a Positano, abbiamo affrontato il tragitto con i mezzi pubblici: treno della linea Circumvesuviana fino a Sorrento e poi bus della Sita. I primi sentori li abbiamo avuti già in treno dove una grande quantità di turisti stranieri si spostava da Napoli verso gli scavi di Ercolano e Pompei o proseguiva lungo la costa sorrentina. Fino a qui niente di male, anzi ci si sente lusingati per i tanti turisti che scelgono la tua terra per un viaggio.
Lunghe file per prendere l’autobus
I disagi sono iniziati nel piazzale della stazione di Sorrento quando ci siamo messi in coda ad una lunghissima fila composta da tutti turisti stranieri in attesa dell’autobus destinazione finale Amalfi, tappa intermedia Positano. Ovviamente non siamo riusciti ad entrare tutti nel primo autobus in partenza, ed abbiamo dovuto attendere la corsa successiva avvenuta con un mezzo che ha viaggiato al completo.
Finalmente a Positano……ma quanta gente!!!
Arrivati a destinazione e sistemati i bagagli nel B&B, una volta rinfrescati abbiamo deciso di scendere verso il centro paese. Già lungo via Pasitea o lungo le tante scalette che attraversano e si incrociano con la strada principale si vedevano gruppi di turisti tutti stranieri e delle più svariate nazionalità. Più si scendeva verso il centro e più il traffico pedonale si intensificava, un flusso di persone che scendeva e saliva rendendo difficile il camminare in sicurezza, considerando le auto parcheggiate da un lato in una strada già stretta priva di marciapiede e con un flusso veicolare in transito continuo tra piccoli bus, van, taxi e motocicli.
Una volta arrivati in piazza dei Mulini, dove inizia il solo percorso pedonale verso la parte bassa del paese, le caratteristiche stradine diventano sempre più strette fino ad arrivare al Duomo per poi scendere verso il mare, qui il flusso di turisti era continuo e costante sia in un senso che nell’altro al punto che l’amministrazione ha posto dei cartelli (scritti in inglese) invitando a camminare mantenedo la destra.
E’ oramai tarda mattinata, anche se non ancora ora di pranzo, i ristoranti cominciano ad accogliere i primi avventori, ma entrare in un bar o in una gelateria diventa un’impresa difficile per non parlare dell’assalto che subiscono quelle due o tre botteghe alimentari ed ortofrutta presenti in quella parte di Positano.
Il caldo aumenta e decidiamo per un bagno nelle spendide acque della Spiaggia Grande che nonostante l’incredibile traffico di natanti di tutte le dimensioni si mantengo sempre pulitissime ed invoglianti. Con l’idea di restare poco tempo sceliamo con difficoltà un angolo della spiaggia libera, o meglio quel poco che ne è rimasta.
Alla nostra destra, sul molo grande dove attraccano gli aliscafi notiamo una enorme fila di gente in attesa di imbarcarsi. Si avvicina un aliscafo strabordante di turisti che vira ed attracca di poppa. Giusto il tempo di abbassare la passerella e tutti i passeggeri si avviano allo sbarco, per poi dare spazio all’imbarco di tutti gli altri che avevamo visto in fila sul molo. Mentre ancora il primo aliscafo non è ripartito ne sopraggiunge un altro che sbarca turisti e poi un altro ancora.
Un ragazzo del posto, ce n’è ancora qualcuno, lì sulla spiaggia, ci dice che queste sono le ore di maggiore movimento. Arrivano aliscafi da Capri, Sorrento, Amalfi, Salerno, che vanno e vengono fino al pomeriggio.
I bivacchi all’ora di pranzo
Risaliti dalla spiaggia con grande fatica riusciamo a farci largo tra turisti bivaccanti ovunque, oramai è piena ora di pranzo, cercano refrigerio nei posti all’ombra per consumare panini, pizzette, gelati e bibite. Tutti gli spazi sono occupati sui gradini all’ombra del Duomo, sui muretti di via dei Mulini, e siccome i posti a sedere sono esauriti ci si accontenta dell’ombra delle bouganville che coprono la parte finale del percorso pedonale, la necessità è cercare di riposarsi un poco e consumare uno spuntino.
Folla nei negozi ed esercizi commerciali
L’ultimo sforzo, il più faticoso, una lunga fila nel negozio di alimentari per acquistare generi alimentari e di prima necessità. Ah! Dimenticavo, ettesa e lunga fila per prendere in Piazza dei Mulini il piccolo autobus che ci riporta verso il nostro alloggio nella parte alta del paese.
Una volta arrivati, per tutto il pomeriggio, siamo rimasti affacciati allo splendido terrazzo del nostro alloggio, partecipi, ma non immersi in questa caotica movida.
Il secondo giorno stessa situazione e poi ancora. Siamo ancora solo a giugno, ci siamo detti tra di noi commentando il tutto, guardando le vetrine di una boutique. La negoziante che era sulla soglia del negozio ascoltandoci ed intendendo a cosa alludevamo ci ha risposto: -è così da aprile.
Ben venga il turismo ci mancherebbe, ma specie in alcuni luoghi i flussi vanno necessariamente calibrati con la capacità di accoglienza che il posto può offrire per spazi fisici ed attività commerciali che possono soddisfare le necessità di tutti.
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