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L’allarme di Gratteri: “Le mafie comprano i media, a rischio la tenuta della democrazia.”

LAMEZIA TERME Le mafie moderne non hanno più bisogno di sparare per fare rumore, ma usano una strategia molto più silenziosa e devastante: l’acquisto del consenso e del silenzio. A lanciare l’ennesimo e durissimo allarme è Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli, intervenuto durante l’ultima serata della quindicesima edizione di “Trame”, il Festival dei libri sulle mafie.

«Le mafie comprano pezzi di giornale e pezzi di televisione», ha dichiarato Gratteri senza giri di parole. Secondo il magistrato, i fiumi di denaro sporco provenienti dal traffico internazionale di cocaina non servono più solo a comprare negozi, ristoranti o alberghi, drogando l’economia legale. L’obiettivo strategico si è spostato sui media.Il rischio concreto è quello di un completo blackout informativo. “Se compro l’informazione è un’involuzione democratica, ha avvertito il procuratore, e voi non saprete più quello che accade sul vostro territorio”. Una stampa sotto scacco dei clan significa, di fatto, cittadini privati del diritto di sapere.

Il capo della Procura partenopea non ha risparmiato critiche severe alla gestione politica della giustizia negli ultimi anni, bocciando in toto i recenti interventi legislativi. “Tutte le riforme fatte non sono servite a nulla, se non a essere dannose, soprattutto in termini di rallentamento dell’acquisizione della prova”, ha spiegato la toga calabrese.

Gratteri ha poi puntato il dito contro il cambiamento culturale della percezione della giustizia, dove l’aula di tribunale è stata sostituita dagli schermi. Oggi, chi riceve un avviso di garanzia preferisce avviare una diretta Facebook per contestare le accuse e proclamarsi vittima di una persecuzione. “Ormai non si processano più le persone in aula, si processano in televisione”, ha sottolineato con amarezza.

L’analisi del procuratore si è poi spostata sulla straordinaria capacità di adattamento tecnologico delle organizzazioni criminali. I clan non sono più composti da vecchi boss legati a codici arcaici: oggi si muovono nel dark web e sfruttano l’intelligenza artificiale per ottimizzare le rotte del narcotraffico e sfuggire alle intercettazioni delle forze dell’ordine.Inoltre, lo sguardo è già rivolto al post-conflitto in Europa orientale. Gratteri ha profetizzato che, non appena terminerà la guerra tra Ucraina e Russia, i broker delle mafie italiane si recheranno in quei territori per fare “shopping” di armi ed esplosivi a prezzi stracciati, pronti a rimpolpare gli arsenali domestici.

Sollecitato sul suo futuro e su una possibile e ventilata discesa in campo nella politica attiva, Gratteri ha spento sul nascere ogni speculazione: “Io penso di no. Ho una storia di coerenza di vita. Nella mia testa sono stato sempre all’opposizione. Sono il felice procuratore di Napoli”.

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