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Pietro Zantonini: al nord per trovare lavoro, ma trova la morte
Storie di ordinaria emigrazione.

Pietro Zantonini

Pietro Zantonini, sorvegliante pugliese di 55 anni, è morto in Veneto durante il turno di lavoro a causa dell’assideramento. L’uomo era impiegato come custode in un cantiere olimpico di Cortina d’Ampezzo, nel Bellunese, e svolgeva il servizio alternando la permanenza in un piccolo modulo esterno a ispezioni programmate ogni due ore. Si tratta del quarto incidente mortale sul lavoro registrato in Veneto dall’inizio del 2026.

Nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, poco dopo l’inizio del turno, Zantonini ha accusato un malore dovuto al freddo. In quel frangente ha contattato telefonicamente alcuni colleghi che immediatamente hanno allertato i soccorsi. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori, ogni tentativo di rianimarlo è risultato vano.

Secondo quanto riferito dai familiari, Zantonini — arrivato in Veneto dalla provincia di Brindisi nel settembre 2025 con un contratto a termine in scadenza a gennaio — aveva più volte manifestato timori riguardo alle condizioni di impiego. In particolare, avrebbe segnalato le difficoltà legate ai turni prolungati, alle rigide temperature notturne e alla carenza di adeguate misure di protezione.

La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Dragone del Foro di Lecce, ha presentato una denuncia ai Carabinieri, sottolineando come la vicenda riporti con forza l’attenzione sul tema della sicurezza nei grandi cantieri, soprattutto in vista dei prossimi Giochi Olimpici Invernali del 2026. La Procura, con il pm Claudio Fabris, ha disposto il sequestro della salma e l’esecuzione dell’autopsia per accertare le cause esatte del decesso.

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