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Non c’è mai fine al dolore. Ieri si sono svolti i funerali dei genitori di Claudio Carlomagno reo confesso dell’omicidio della moglie
Quando ad un dramma aggiungi un dramma, tanta gente composta ed addolorata ai funerali svoltisi ieri ad Anguillara Sabazia dei genitori di Claudio Carlomagno

In un tempo in cui le notizie di cronaca nera si susseguono ininterrottamente, tutti i giorni e dovunque, mi limito a segnalare quelle che più mi hanno colpito.

Della cronaca nera mi interessa però analizzare non i fatti in se per se, ma i tanti aspetti sociali, morali, psicologici che da essi ne derivano.

Ebbene l’epilogo di uno di questi fatti di cronaca nera avvenuto circa una ventina di giorni fa ad Anguillara Romana ha avuto dopo circa una decina di giorni un finale che potrei definire ancora più drammatico dell’evento primario. Questo almeno a mio modestissimo parere.

Uccidere la propria moglie, o la propria convivente, quello che è definito femminicidio, e che vede comunque un uomo sopprimere una donna, non è solo un delitto di una estrema gravita e ferocia. Il femminicidio è un dramma sociale al quale nella nostra moderna e civile società non si riesce a porre fine. Ogni volta che vengo raggiunto da queste notizie mi sembra di vivere in un paese forse medioevale dove il litigio domestico, cosa comune che capita a tutte le coppie, si conclude nella maniera peggiore con la sopraffazione della donna spesso soppressa a colpi di arma bianca.

Tutto ciò mette in evidenza come in tanti uomini prevalga nel carattere, deviato, una violenza sopita che si sveglia contro quella che dovrebbe essere la persona amata.

Il femminicidio di Federica Terzullo avvenuto ad Anguillara Sabazia lo scorso mese di gennaio ad opera di Claudio Carlomagno marito reo confesso ha avuto uno strascico inaspettato con una conseguenza forse ancora più drammatica del primo evento in se.

Il 24 gennaio scorso entrambi i genitori di Claudio Carlomagno sono stati trovati impiccati nella loro casa. Gli inquirenti avrebbero trovato un biglietto indirizzato all’altro figlio al quale spiegavano il perché avessero compiuto l’insano gesto. Mettiamo da parte i fatti di cronaca in senso stretto. Chi indaga starà procedendo con gli accertamenti del caso per verificare che tutto sia andato come sembra.

Ieri si sono svolti i funerali dei coniugi Carlomagno, lei era assessore alla sicurezza nel comune di Anguillara, lui lavorava nell’azienda familiare con il figlio ora ovviamente in carcere.

Sono girate anche voci secondo le quali il gesto estremo dei genitori dell’omicida sia stato istigato anche dalle innumerevoli offese ricevute via social.

Io ci credo poco ed in questi giorni sono rimasto a lungo a riflettere a pensare allo straziante dolore che questa coppia deve avere provato dentro di se per ciò che ha fatto il figlio. Avranno analizzato tutta la loro vita di genitori, si saranno ripetutamente chiesti dove e cosa hanno sbagliato, senza magari rendersene conto. Un crescendo di dolore e sofferenza, la paura di affrontare il prossimo essendo considerati i genitori di un mostro, l’idea che sarebbe stato impossibile ricominciare una vita diciamo “normale”, avrà fatto il resto.

Neanche l’amore per il nipotino che è il soggetto più fragile e più colpito in questa tragedia è riuscito a dare una spinta a questa coppia per andare avanti.

Nel giro di pochi giorni tre morti drammatiche e violente nella stessa famiglia, tre generazioni sono andate distrutte: i genitori suicidi, la nuora uccisa, il figlio in galera, e lui, la terza generazione cioè il bambino il figlio di Federica e Claudio.

Il bambino di circa dieci anni al quale ora chissà come ed in che modo gli psicologi ed i nonni materni, a cui è stato affidato, devono iniziare a fargli capire l’accaduto. Ma mi domando quale sarà il suo pensiero quando da adulto rifletterà sulle conseguenze del criminale gesto compito dal padre?

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