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Miano: killer sedicenne, quartiere in rivolta
L’identificazione del presunto assassino riapre la ferita di un territorio che chiede Stato, giustizia e una vera rinascita sociale.

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Miano: killer sedicenne, cresciuto tra rancore, ignoranza e malaffare, ha trasformato un futile sgarro in un omicidio che scuote l’intero quartiere.

Miano, presunto killer identificato, sedici anni vissuti nel malaffare, tra i narcos e la camorra respirando vendetta odio rancore e soprattutto ignoranza. Futile motivo come futile la vita pensata da un ragazzo che non ha superato il rancore di un fallo, un offesa dinanzi a tutti. Tebaldo uccide Mercunzio nel dramma Giulietta e Romeo, perché non può essere deriso nella Verona cocente come Via Caprera a Miano l’altro ieri. Il sedicenne non aveva più freni inibitori che potessero fermarlo. Il complice che dopo l’omicidio ha rubato il telefono, un altro disperato, ennesimo vagabondo del Dharma avrebbe scritto Kerouac. Ora contate per l’arresto. Gratteri conoscendolo bene dormirà sino a quando i Carabinieri gli comunicheranno di averlo preso, auguriamoci vivo, perché nel girone infernale dove è maturato l’omicidio, l’auto giustizia può essere un detonatore pericoloso. Il carpentiere ucciso ha generato una rabbia incontenibile in un quartiere che vuole rigenerarsi da tutti i punti di vista. La repressione senza una politica sociale adeguata genera mostri proprio come nel sonno della ragione di Nietzsche. A Miano tanti dicono che il quartiere non aspetta altro che una spallata da parte dello stato, che significa anche il non abbandonare i minori reflui di un clan che continua a generare morte anche se estinto completamente.

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