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“Le Teorie del Lonfo”, un libro di Vins Tramontano
Che svela e racconta il bizzarro personaggio

“Le Teorie del Lonfo”, è un libro quantico di Vins Tramontano, che svela e racconta il bizzarro personaggio.

Chi non conosce, non ha mai sentito parlare del Lonfo, il celebre protagonista dell’omonima poesia scritta nel 1978 dal poeta e antropologo Fosco Maraini?.

La Prefazione è di Fiore Marro: una figura poliedrica e intellettuale di spicco nel panorama culturale e meridionalista italiano. 

Segue un estratto del libro :

“C’è un momento preciso, nella storia della letteratura, in cui la parola smette di essere un semplice veicolo di significati precostituiti e diventa pura creta, suono vibrante, evocazione.

È il territorio della metasemantica, quella terra magica e diroccata dove Fosco Maraini, nel secolo scorso, fece muovere i primi passi a una delle creature più misteriose ed esilaranti dell’immaginario italiano: il Lonfo.

Con “Il Lonfo non vaterca né gluisce”, il poeta ci avvertiva, lasciandoci nell’ambiguità di un essere tanto buffo quanto inafferrabile.

È esattamente in questo spazio di geniale libertà che si inserisce l’esplorazione dell’autore di questo libro.

Con l’audacia dell’autentico ricercatore e la curiosità del sognatore, Vins Tramontano compie un passo ulteriore, un vero e proprio salto quantico: decide di non limitarsi a osservare il Lonfo da lontano, ma si avventura nelle sue “teorie”, strappandolo alla nebbia del non-detto per farne un personaggio in carne, ossa e, soprattutto, intelletto.

Il Lonfo di Tramontano prende vita, si siede al nostro tavolo e si rivela in tutta la sua irresistibile, paradossale complessità.

 Sia chiaro fin da subito: se cercate l’armonia delle forme o la bellezza canonica, siete fuori strada.

Il Lonfo non è bello. Ma possiede qualcosa di infinitamente più pericoloso e magnetico: un fascino subdolo e travolgente, capace di ammaliare chiunque nell’istante esatto in cui decide di farlo.

È un seduttore della mente, un camaleonte relazionale.

Ma la vera sorpresa delle pagine che vi accingete a leggere risiede nell’incredibile eclettismo di questa creatura.

Il Lonfo di Vins Tramontano è un pozzo di scienza, un poliedrico dandy contemporaneo pieno di risorse e dall’ingegno sopraffino.

Lo vedrete discutere con rigore scientifico di vicende storiche, per poi passare con disinvoltura a tracciare rotte marine o a descrivere i sentieri più impervi delle montagne.

È un esteta della vita: possiede un gusto sopraffino nel cibo e sa distinguere le sfumature più nascoste di un vino d’annata, si intende di pittura e scultura con la profondità di un critico militante, e non è raro trovarlo a intrattenersi, da pari a pari, nei salotti di scrittori e intellettuali.

Non c’è niente, davvero niente, che il Lonfo non sappia fare o comprendere.

Ed è qui che Tramontano tratteggia il lato più squisitamente umano e teatrale del suo protagonista: il suo immenso, titanico orgoglio.

vins-79-200x200 “Le Teorie del Lonfo”, un libro di Vins Tramontano

Guai a mettere in dubbio il suo talento. Se qualcuno osa sollevare lo sguardo con scetticismo, il Lonfo si accende.

Si arrabbia, interrompe l’interlocutore a metà frase, ribatte colpo su colpo con una dialettica affilata e, infine, lo “aggroviglia” in un labirinto di parole e logica capovolta da cui è impossibile uscire.

Con “Le teorie del Lonfo”, Vins Tramontano non scrive solo un omaggio a Maraini, ma firma un’opera profondamente originale.

Ci regala una guida ironica e filosofica per riscoprire il piacere della meraviglia, ricordandoci che a volte, per capire davvero il mondo, bisogna saperlo guardare attraverso gli occhi di un essere che non vaterca e non gluisce.

Discernimento: da un lato, il testo di Maraini, dall’altro, la versione di Tramontano

Metasemantica

(Fosco Maraini)

Realismo semantico

(Vins Tramontano)

Il Lonfo non vaterca

né gluisce

Il Lonfo non nuota

né vola

e molto raramente barigatta, e molto raramente salta,
ma quando soffia il bego

 a bisce bisce

ma quando soffia il vento forte forte,
sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta. barcolla un poco e a stento

si sostiene.

È frusco il lonfo! E pieno

di lupigna

E’ energico il Lonfo! E’ pieno di perfidia
arrafferia malversa e sofolenta! rabbia interiore e arroganza!
Se cionfi ti sbiduglia e tarrpigna Se parli ti interrompe e ti aggroviglia
se lugri ti botalla e ti criventa. se insisti ti ribatte e ti deride.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto Eppure il vecchio Lonfo scontroso
che bete e zugghia e fonca

nei trombazzi

che pensa e scrive e gioca

nei versi

fa lègica busia, fa gisbuto; fa prosa rara, fa tendenza;
e quasi quasi, in segno

di sberdazzi

e quasi quasi in segno

di sfottò

gli affarfaresti

un gniffo.

gli appiopperesti

un nomignolo.

Ma lui zuto t’alloppa,

ti sbernecchia,

Ma lui cupo ti capisce,

ti sorride;

e tu l’accazzi. e tu l’ammiri.

La transizione dal suono puro di Maraini al significato denso di Tramontano non è solo un gioco letterario, è lo specchio esatto della fatica disperata che ogni essere umano compie, ogni giorno, per farsi capire.

La distinzione tra il testo originale e la traduzione è fusa in un’unica grande riflessione sulla natura dell’espressione. Maraini ha fornito lo scheletro emotivo, il suono viscerale della paura e dell’aggressività, Tramontano ha dato i nomi moderni a quegli stessi spettri.

Quindi, se il lettore dovesse scegliere: il Lonfo fa più paura o fa più tenerezza? È un mostro che ci aggredisce o siamo noi allo specchio?”

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