MELLONELLUM E NON MELONELLUM: LA PROPOSTA INCOSTITUZIONALE DEI “DESTRI “
La proposta elettorale dei “destri” ripropone un modello che altera gli equilibri costituzionali, riduce la rappresentanza e indebolisce il ruolo del Presidente della Repubblica.
La nuova legge elettorale proposta dal “destri” rappresenta un chiaro tentativo incostituzionale di voler scompaginare la Costituzione ed i suoi equilibri .
I “destri” già sonoramente bocciati con il tentativo blasfemo del “doppio CSM “e della revisione relativa alla magistratura, ci riprova con un’altra perla .
Non essendo riusciti a far passare il “Premierato” che si è arenato nelle sale del potere capitolino, perso malamente il referendum salvato dalle giovani generazioni amanti delle libertà costituzionali, i “melloniani”( si scrive con due elle per rafforzare lo status dei destri) ritentano con una riforma elettorale chiaramente contraria allo spirito della Carta Costituzionale.
Certo che “i nipotini del ventennio” hanno un conflitto con la libertà elevato e cercano di manipolare informazione spesso poco libera e Tv per far passare il loro credo fatto di “farlocchismo” misto a spudorate menzogne.
La proposta di legge elettorale, collegato ad una improbabile opposizione che si divida per perdere di nuovo le elezioni senza presentare candidati comuni nei collegi uninominali , è farcita di prepotenza e riduzione della scelta dei cittadini che fa spavento, tranne che agli uffici taciturni e silenti della Presidenza della Repubblica.
La “ Mellonellum” (sempre con due elle) ripropone il metodo, già sperimentato nel 2005 con il Porcellum, quindi quasi un “porcellum bis” di ricorrere a fine legislatura a un sistema elettorale che la maggioranza si illude possa essere più favorevole a sé per poter rivincere le elezioni.
Il Mellonellum diviene un insieme di antidemocraticità di assai dubbia legittimità costituzionale che meritano una parola da parte di chi è ancora “libero” di esprimere il proprio pensiero.
Lo schema che viene ribattezzato “di governabilità” e può attribuire fino al 57,5% dei seggi e anche di più alla prima coalizione al di sopra del 40% dei voti ; l’attribuzione di un premio nazionale anche al Senato che mal si concilia con l’elezione “a base regionale” stabilita nell’art. 57 c. 1 Cost.; il ballottaggio nell’ipotesi di mancato raggiungimento del 40% tra le due coalizioni che superino il 35% dei voti, con l’irragionevole conferimento alla prima di un premio in seggi che potrebbe non consentirgli di raggiungere la maggioranza assoluta;
Ma mica finisce qui? Non sia male, al peggio non c’è mai fine. “i destri” hanno anche pensato a due listoni bloccati di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, per eliminare anche il diritto di preferenze nei cittadini. Quindi, già i cittadini non hanno alcuna fiducia dei nominati eletti, già non vanno a votare, adesso vogliono anche depotenziare la base elettorale con questo becero sistema tendente ad una prossima dittatura.
Insomma altri servi sciocchi del segretario di partito, chiamati a lauti assegni mensili con l’unico obbligo di pigiare, a tempo, il bottoncino delle votazioni in parlamento, quindi il nulla che diventa potere, il niente che diventa prepotenza di pochi segretari, la servitù che diviene corona del dittatore.
Ed ancora, la previsione che la soglia di sbarramento del 3% dei voti non si applichi alla più forte lista interna ad ogni coalizione con una percentuale di voti inferiori, naturalmente viola l’eguaglianza tra le liste e del voto degli elettori.
Ma c’è anche una devastazione dei poteri del Presidente della Repubblica, il quale, ancora oggi è l’unico che può indicare il Presidente del Consiglio, con questa riforma elettorale, infatti, stante l’obbligo per ogni coalizione di indicare la persona che proporrà come Presidente del Consiglio dei ministri, elimina uno dei poteri del Presidente .
A fronte di tutto ciò il silenzio “chiassoso” della Presidenza della Repubblica fa specie rappresenta un vero tradimento alle spalle degli italiani, tace su di un potere che spetta al Presidente, siamo quasi ai limiti dell’alto tradimento alla carta fondamentale ed alla sua difesa, cui il Presidente è chiamato a rispettare sempre e sulla quale giura di fedelmente adempiere ai propri compiti.
Il “ Mellonellum” (sempre con le due elle) peggio ancora della sua ispirazione il “Porcellum” incide sulla forma di governo parlamentare, modifica il procedimento di formazione del Governo con la limitazione delle prerogative in materia del Presidente della Repubblica.
Un quadro assolutamente anomalo dove nessuno in Europa ha mai pensato di applicare questo balordo sistema che solo i “destri” potevano considerare, i quali non hanno neanche compreso le sentenze della Corte Costituzionale n. 1/2014 e 35/2017 che dichiarava incostituzionale proprio il premio che precedenti maggioranze volevano applicare.
Assolutamente ignoto il ballottaggio tra liste o coalizioni “invenzione” inutile e dannosa ed anche senza eguali nel mondo, così come in nessun caso in Europa vi è l’obbligo di indicare il candidato alla carica di Primo Ministro. L’”insalata” dei “destri” appare piena di aceto ma senza altro condimento e prima di assaggiarla chiediamo al buon primo cittadino Sergio di farsi un profondo esame di coscienza astenendosi dal firmare atti incostituzionali e contrari alla democrazia parlamentare italiana.
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