MAURIZIO GELLI, FIGLIO DEL GRAN CAPO DELLA P2, CONFERMA CHE LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI ERA UN’IDEA DI SUO PADRE
Manca meno di un mese al Referendum sulla giustizia e, oltre ad i soliti dibattiti soporiferi in televisione, ogni tanto delle voci “diverse” si sollevano per dire la propria da parte di entrambi gli schieramenti. Ad avallare il fronte del SI è a questo giro il figlio di un uomo noto alla “Repubblica dei segreti” dello scorso secolo, Licio Gelli, storico capo della Loggia massonica P2.
“Mio padre sosteneva che la politica italiana spesso si appropriava delle sue idee” e “la questione della separazione delle carriere non è un tema nuovo e il fatto che oggi sia al centro di un referendum rispecchia la lungimiranza di mio padre“.
Sostenendo, con queste parole che, col sì al referendum, si realizzano le idee portate avanti da suo padre. Questo, sottolinea, “vuol dire che sono attuali e continuano a influenzare il dibattito pubblico”.
“Mio padre – ha aggiunto – aveva una mente acuta, con una grande visione della politica italiana: sono certo che avrebbe avuto un’opinione molto favorevole su questa riforma“.
Parlando della riforma del premierato che Giorgia Meloni vorrebbe attuare, Gelli ha poi commentato così: “La proposta di trasformare l’Italia in una Repubblica presidenziale è una questione delicata che richiede un ampio dibattito. Vorrei ricordare che pure il presidenzialismo era già previsto nel Piano della P2“.
Parlando delle novità emerse dai processi, con il ruolo della P2 nella strage di Bologna, il figlio di Gelli ha concluso affermando che “il padre ha sofferto enormemente a causa di alcune persone che lo hanno calunniato. È essenziale – dice – continuare a cercare la verità su un episodio oscuro della storia”.
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