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EFFETTO-VALANGA SULL’OPERATO DEI MEDICI DEL MONALDI DOPO LA MORTE DI DOMENICO
L’APERTURA DELL’INCHIESTA SULLA MORTE DEL PICCOLO DOMENICO CALIENDO, DECEDUTO A CAUSA DI UN FALLITO TRAPIANTO HA PROVOCATO UN EFFETTO-VALANGA SULL’OPERATO DEL REPARTO DI CARDIOCHIRURGIA PEDIATRICA DEL “MONALDI” DI NAPOLI

DOMENICO

Dopo la tragedia del fallito trapianto al piccolo Domenico Caliendo, è seguita l’apertura dell’inchiesta sulla morte del piccolo.

Apertura che ha provocato un effetto-valanga sull’intero operato del reparto di Cardiochirurgia pediatrica del Monaldi: tra notizie di altri decessi di piccoli pazienti, esposti già presentati in passato sulle carenze assistenziali e voci che si rincorrono nei corridoi dell’ospedale.

Negli ultimi giorni alcuni tra medici e infermieri, sentiti come testimoni dai magistrati della Procura di Napoli, avrebbero parlato di altri due bambini morti dopo il trapianto di cuore a causa del rigetto, ma senza circostanziare l’accaduto. Tanto che la Procura ha smentito l’allargamento delle indagini ad altri casi.

Mentre Federconsumatori Campania ha annunciato che domani presenterà proprio ai magistrati napoletani un esposto nel quale si evidenziano gravi criticità circa la messa a norma e la sicurezza del centro trapianti.

Una decisione presa anche in seguito alle segnalazioni e alle proteste del Comitato genitori dei bambini trapiantati che in passato aveva anche inscenato un sit-in.

A chiedere l’ispezione del Cnt era stato Carlo Spirito, legale dell’associazione consumatori, dopo la morte di Pamela Dimitrova, 2 anni, attaccata al “Berlin heart” il cuore artificiale che l’avrebbe dovuta tenere in vita in attesa del trapianto.

Nel 2017 un gruppo di genitori arrivò a occupare il tetto dell’ospedale, esponendo striscioni per denunciare l’abbassamento del livello di assistenza per i trapiantati e la sospensione dell’attività trapiantologica per un anno.

Criticità strutturali vennero rilevate nel 2024 anche dal Centro nazionale Trapianti nel corso di una ispezione condotta nel reparto, come l’assenza della terapia subintensiva e l’utilizzo della Chirurgia per gli adulti per gli interventi pediatrici.

Nel 2024 morì anche una bimba marocchina di tre anni, a sua volta attaccata al cuore artificiale.

 

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