Lezioni di vita da una 93enne
By Vins Tramontano
La signora Giovannina, 93 anni, stamattina non riusciva a trattenersi dal dovermi dire quello che pensava.
Quando passo a trovarla mi rovescia addosso tutto quello che gli passa per la mente. Oggi era carica e non aspettava altro, il tempo di dirle buongiorno che ha detto: “A che è servito? A cosa è servito?”
Non mi ha data nemmeno il tempo di chiederle a cosa si riferisse. Ha solo accigliato la vista.
Ha iniziato: “La mia amica Graziella dopo tre mesi di cure domani esce dal centro riabilitativo e siccome ha bisogno ancora della sedia a rotelle nessuno dei tre figli la vuole a casa: la prima figlia gli ha detto di avere la casa troppo piccola; il secondo figlio gli ha detto che abita su due piani e le scale sono strette per la carrozzina e la terza ancora più impunita degli altri due, gli ha detto: “Da sola non mi prendo questo impegno”.
Dimmi a cosa è servito rinunciare a tante cose che gli piacevano:
Gli piaceva il parmigiano reggiano, che quando veniva a casa mia se lo divorava a pezzi, gli piacevano tantissimo le ciliegie, eppure ne comprava a etti, giusto per assaggiarle, gli piaceva il baccalà, il caffè, gli piaceva andare dal parrucchiere e vestire bene, ma per risparmiare faceva economia su tutto. Diceva: “Quando mi farò vecchia almeno dò qualcosa a chi mi assiste”.
A cosa è servito?
Sono arrabbiata e dispiaciuta per lei, non merita questo. Se avessi la disponibilità la prenderei qui con me. Negli anni verdi ci frequentavamo tanto, eravamo entrambe senza marito e ci trattavamo come sorelle.
Io non dimentico il bene che ricevo, Graziella merita tutto il mio affetto.
E lei di bene ai figli ne ha fatto: ha fatto la babysitter ai nipotini per anni e la sera quando i figli andavano a prenderli gli faceva trovare anche la cena pronta, ha elargito regali ad ogni festa a tutti.
Io non mi comporterei mai cosi verso i miei genitori. Oggigiorno i figli non fanno più il loro dovere, non vogliono saperne nulla dei loro genitori. I tempi sono cambiati!!
Provo a dirle: “Fortunatamente non tutti i figli sono uguali”.
E lei saggia mi risponde: “Lo so. Nonostante i miei 93 anni mi ritengo una persona avanti su certe visioni della vita. Vedo intorno quello che succede e fortunatamente noto che i miei figli sono diversi”.
Quei tre li vorrei avere davanti a me e vedere le loro facce quando gli dico che la loro madre ha fatto delle rinunce per loro.
Alla mia amica invece gli direi “A cosa è servito?”
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