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La guerra irrompe nella vita di tutti
Arriva tra un video in cucina e fugaci notizie in macchina

La guerra irrompe nella vita di tutti, entra nelle case attraverso i media, generando ansia e la percezione che il peggio sia già in atto. Non più un evento lontano.

Arriva tra un video in cucina e fugaci notizie in viaggio, creando un contrasto stridente tra la quotidianità e la violenza estrema.

La cognizione, per la prima volta, che la guerra ci stia frantumando le giornate, che possa trasformare l’esistenza in una lotta continua per la sopravvivenza,

E’ una forza assoluta che toglie la pace, trasformando il mondo in una condizione di precarietà generalizzata.

Il conflitto non è visto come un semplice strumento politico, ma come un evento cataclismatico che sovverte l’ordine umano e sociale.

Non toglie soltanto la pace intesa come assenza di conflitti, ma cancella la normalità, la pianificazione del futuro e la sicurezza anche dei rapporti umani e sociali.

La guerra arriva tramite i media in tempo reale, entra nella nostra quotidianità, ci fa sentire passivi e impotenti di fronte al trauma altrui.

Genera paure per l’escalation che potrebbe avere il conflitto, anche a migliaia di chilometri di distanza.

Ci coinvolge in quanto influenza l’economia e le scelte di mercato, portando effetti diretti sulla nostra vita.

Nonostante le misure governative, il costo della vita continua a salire, con previsioni di ulteriori rincari sui beni di largo consumo.

Infatti, già si notano aumenti dei costi dei carburanti, dell’energia e per il momento di alcuni alimenti del carrello della spesa, colpendo direttamente la stabilità economica delle famiglie.

Anche la Commissione Europea sta pensando a provvedimenti per sostenere famiglie e imprese.

Motivo per cui le notizie agiscono soprattutto su chi gestisce il bilancio familiare come uno shock esterno perché ridisegna le priorità economiche e riduce il potere d’acquisto, rendendo il conflitto stesso un fattore strutturale.

Da considerare che la guerra attuale dev’essere percepita come una continuità rispetto al passato, specialmente dopo il trauma della pandemia, che ha lasciato una “sensazione di derisione”.

Certo, una fragilità psichica che rende più difficile gestire l’ansia dell’attuale situazione.

Ma la storia insegna che il conflitto ha sempre cambiato radicalmente l’uomo e la società, e la situazione attuale non fa eccezione, pur presentandosi con mezzi tecnologici e mediatici più avanzati.

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Gli effetti psicologici all’iper-esposizione alla guerra in TV o sui social, specialmente in persone empatiche o fragili, possono causare disturbi del sonno e pensieri intrusivi

Il consiglio degli esperti per gestire l’impatto, è di limitare l’esposizione alle notizie.

Evitare cioè lo scorrimento compulsivo e rielaborare le informazioni, specialmente per i bambini, contestualizzando la realtà ed evitando l’iperstimolazione.

Il mio parere: “Qualsiasi guerra è un fallimento dell’umanità”.

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