Il Papa si commuove sulle rovine di Ippona
Ippona fu la città che accolse il ministero di sant’Agostino, della cui famiglia spirituale fa parte Leone XIV. Qui Agostino esercitò l’episcopato e qui, al termine della sua vita, trovò la morte.
La seconda giornata del viaggio del Papa in Algeria si apre nell’antica sede episcopale legata a sant’Agostino. Il maltempo, che flagella Annaba con pioggia incessante, costringe a ridurre la visita nella città portuale un tempo fiorente. Nonostante ciò, il Pontefice compie due gesti simbolici: depone una corona di rose bianche e gialle e affida alla terra un ulivo, segno di pace.
Tra le rovine di Ippona, dove Agostino esercitò il suo ministero, il Papa percorre un breve tratto dell’area archeologica, mentre la basilica dedicata al grande Padre della Chiesa domina la collina. È un omaggio al suo maestro spirituale e al suo appello alla concordia, ribadito nel libro XIX della Città di Dio, dove la pace è definita compimento del bene umano.
All’ingresso degli scavi, un responsabile del sito accoglie Leone XIV che osserva le rovine di Hippo Regius con emozione trattenuta, essendo figlio della spiritualità agostiniana.
Per alcuni istanti il Pontefice rimane in silenzio, le mani giunte, immerso nella preghiera.
Il Papa ascolta la corale dell’Istituto della Musica di Annaba che intona canti in latino, berbero e arabo algerino, con testi agostiniani dedicati alla pace e alla fraternità e successivamente un gruppo di giovani in abiti tradizionali che gli si avvicina per eseguire l’ultimo brano; il Successore di Pietro applaude e ringrazia. Poi, ancora sotto l’acqua incessante, lascia l’area archeologica per proseguire il suo itinerario sulle orme del vescovo di Ippona.
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