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Intervista Esclusiva a Gennaro Acampora: tra radicamento territoriale e sfide nazionali.
La visione politica progressista di Gennaro Acampora: dal territorio alla Nazione.

Gennaro Acampora

Alla vigilia della nuova tornata elettorale, destinata a consegnare alla Campania un nuovo presidente di Regione, abbiamo incontrato Gennaro Acampora, capogruppo del Partito Democratico al Comune di Napoli, interpellandolo su temi come le politiche locali, le dinamiche di partito e le prospettive per il Mezzogiorno.

Nato a Napoli nel 1986, Gennaro Acampora è cresciuto nel quartiere Capodimonte-Colli Aminei. Dopo la laurea in Economia Aziendale conseguita all’Università Federico II, ha intrapreso la carriera nella consulenza d’impresa. Sin da giovane si avvicina all’attivismo sociale e sceglie di iscriversi al Partito Democratico. All’interno del PD diventa membro della Segreteria Metropolitana di Napoli. Oggi è Capogruppo Consigliere PD al comune di Napoli. Oltre all’impegno politico, Acampora è iscritto all’ANPI e ha contribuito alla nascita dell’associazione Rosso Democratico, di cui è socio fondatore. Grande tifoso del Napoli, ha praticato la pallavolo sia come giocatore sia come allenatore.

 

D. La ringrazio per aver accolto l’invito. La seguo nel suo impegno costante sul territorio. Devo dire che svolge un lavoro capillare, che sembra essere la cura del “buon padre di famiglia” per il territorio. Ma proprio in merito a questo impegno continuo che svolge dalla mattina alla sera, sorge un dubbio: a volte si ha la percezione che si tratti di un “tamponare delle falle”. Ad esempio, sul tema della sicurezza, si propone l’installazione di telecamere, ma il problema andrebbe affrontato in modo più strutturale. Ritiene che questa valutazione sia corretta?

R. No, non è proprio così. Riguardo alla questione delle telecamere, c’è una progettazione che va avanti da anni e che ora ha concluso l’iter. Si tratta di implementare un servizio già esistente in alcune zone per chiudere il cerchio, dato che nella parte alta dei Colli Aminei e nella parte bassa del quartiere Sanità ci sono già due impianti di videosorveglianza. Il nuovo impianto che partirà nelle prossime settimane nella zona Capodimonte – Colli Aminei, andrà a chiudere meglio questo reticolato di sorveglianza, che comunque è un deterrente ad illeciti di qualsiasi natura. Tuttavia, è chiaro che per la sicurezza c’è bisogno di un maggiore investimento di risorse e mezzi da parte del Ministero degli Interni, che ad oggi è il grande assente. La sicurezza non è una competenza diretta del Comune, per cui servono più uomini e più mezzi, soprattutto di notte.

D. Ha centrato il problema: essere integrati in un sistema politico nazionale. Come valuta il rapporto tra il Partito Democratico campano e la segreteria nazionale, in rapporto alla possibilità di far ascoltare le istanze dei territori anche in Parlamento?

R. Il rapporto c’è. Bisogna considerare, però, che questo governo ha una netta maggioranza, governa spesso a colpi di fiducia e boccia emendamenti e proposte delle opposizioni. L’opposizione deve essere più rigida, rigorosa e propositiva. È fondamentale far capire alle persone che questo è un governo che taglia le risorse al Sud, toglie risorse per servizi essenziali e per le fasce deboli del Mezzogiorno, senza restituire né servizi né diritti.

D. E questa sensibilità, secondo lei, arriva agli elettori? Lei ha fatto un lavoro egregio di radicamento sul territorio, penso a Rosso Democratico, un luogo fisico dove chi vuole sapere del PD e di politica può entrare.

R. Rosso Democratico, che ha come modello ispiratore le case del popolo toscane ed emiliane, non riunisce solo iscritti e militanti, ma anche chi è impegnato nel sociale, nella cultura (come l’ANPI), nel teatro, creando inoltre momenti aggregativi per gli adulti e di gioco per bambini. È uno spazio di comunità, uno spazio ludico sociale e politico. Dovrebbero esserci più luoghi di aggregazione in tutti i quartieri della città, specialmente nelle periferie. Luoghi come Rosso Democratico sono fari e luci di legalità, presenza e aggregazione.

D. La mia riflessione successiva riguarda l’immagine della Sinistra. Purtroppo, l’area di sinistra è percepita come un arroccamento elitario e culturale, lontano dalla gente. Da dove partire per cambiare questa percezione?

R. La sinistra ritorna ad avere vivacità e importanza se fa la sinistra. Purtroppo, spesso prova a rappresentare tutti e questo è sbagliato. La sinistra deve, in primis, rappresentare una forza politica che chiede maggiore equità e una più giusta distribuzione dei redditi. Deve rappresentare non solo gli ultimi in termini di povertà, ma anche chi vive una difficoltà nella propria dimensione sociale (sanitaria, lavorativa, imprenditoriale). La sinistra ha valore se torna a stare fra la gente e si fa riconoscere. Voler rappresentare tutti significa non voler rappresentare nessuno.

D. Rimanendo in tema di alleanze, come vede il “campo largo” in rapporto con le altre forze?

R. Io lo definisco “campo progressista”. Il centrosinistra deve guardare al progresso e a una sinistra moderna. Credo in una coalizione ampia, ma che abbia leader sicuri e certi che riescano a tenere insieme tutte le forze, parlando un linguaggio semplice ma concreto. L’esperienza di Napoli è stata tra le prime di campo progressista. Penso che l’esperienza in regione continuerà ad essere vincente con Roberto Fico, che è la sintesi della coalizione. Ma il campo progressista è forte e vincente solo se alla guida c’è un partito forte, stabile e unito che possa guidare l’intera coalizione (dalla sinistra ai moderati, ai civici), e questo partito può essere solo il Partito Democratico.

D. Un tema cruciale è il Sud, che si sta desertificando soprattutto nelle sue aree interne. Come si può creare lavoro, attraendo investimenti per sostenere le piccole imprese e il commercio di prossimità, anche con lo scopo di contrastare l’emorragia demografica che priva il Sud delle sue energie più giovani, costrette a migrare altrove in cerca di prospettive?

R. Il tema del commercio è serio. Servono politiche per aiutare chi vuole tornare a investire nei centri o nelle periferie. Questo si può fare solo se lo Stato è più vicino, con un sistema fiscale, pensionistico e di previdenza più cauto e non vessatorio.

D. Spesso la classe politica meridionale viene accusata di non essere “pro territorio” una volta raggiunti i luoghi di potere. Il Sud ha bisogno di una classe politica che lo difenda. Come si forma questa classe dirigente?

R. Il Sud ha bisogno di una classe politica più rappresentativa. Questo può essere attuato solo da un governo di centrosinistra, in quanto occorre promuovere una più equa distribuzione dei redditi e un bilanciamento degli investimenti, affinché il Sud possa trarne concreti benefici. Le politiche attuali, soprattutto di questo governo, vedono uno spostamento di risorse verso il Centro-Nord e tagli verso il Sud. Una classe dirigente capace di promuovere maggiore equità nel Paese favorirebbe un incremento degli investimenti nel Sud.

D. Quali sono i suoi prossimi impegni concreti per il territorio?

R. Ho scelto di non candidarmi alle elezioni regionali per concludere il mio mandato in Consiglio Comunale come capogruppo del Partito Democratico, un ruolo che sto svolgendo con grande impegno. L’obiettivo è concludere il mandato e rimettermi al giudizio degli elettori per le prossime elezioni comunali.

Per quanto riguarda gli obiettivi, continueremo negli investimenti in tanti quartieri della città che sono stati dimenticati per troppi anni. Veniamo da 10 anni di un’amministrazione [quella di De Magistris] che ha parlato tanto e fatto poco. Due esempi: prima per fare una carta d’identità ci volevano 6-7 mesi, oggi si fa in 3 o 4 giorni. Stiamo migliorando i servizi e, con grande sforzo, riducendo l’enorme debito ereditato, cercando di risollevare la città dandole una vocazione nazionale e internazionale.

D. In riferimento al quartiere Colli Aminei/Pineta, quali interventi e sviluppi sono previsti nei prossimi mesi?

R. Stiamo lavorando per il 2026 per completare quel muro al viale Colli Aminei 34, che è lì da oltre 13 anni. Grazie a questa amministrazione, i lavori sono iniziati e il primo lotto è stato concluso. Vogliamo completare i lavori del tratto di strada di Via Miano (quello tra il Garittone e il Tondo di Capodimonte). Continueremo con ulteriori investimenti su sorveglianza e sicurezza stradale e insisteremo per garantire un servizio migliore di trasporto pubblico, pulizia e decoro urbano. Contiamo di raggiungere un ulteriore step di miglioramento nel prossimo anno.

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1 commento

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Laura Allegro

Tutto perfetto e d’accordo, ma il problema sono anche altri quartieri ,tipo il mio che è scordato in passato , da tutti anche chi è stato votato si ,i colli aminei va bene, ma qui santa maria ai monti non abbiamo nulla ne’strisce né dissuasori ne’ telecamere nulla! Grande stima vero te e il tuo operato avrai il mio ed il nostro supporto se ti candiderai!

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