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Il “Sistema” Arienzo: così la camorra condizionava il Comune
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle relazioni di Viminale e Prefettura svela gli intrecci tra politica, imprese e Clan dei Casalesi.

Polizia di Stato

L’azione amministrativa del Comune di Arienzo era totalmente asservita a interessi privati e consorterie criminali, questo è il fulcro della relazione del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, trasmessa al Presidente della Repubblica per decretare lo scioglimento del consiglio comunale. Il documento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale insieme al dossier della Prefettura di Caserta, formalizza una realtà definita “grave” e “allarmante” dagli stessi ispettori ministeriali. L’ente locale esce da una fase di accesso ispettivo che ha scoperchiato un sistema di condizionamento consolidato, capace di azzerare la trasparenza democratica.

Le indagini prefettizie hanno delineato una fitta rete di relazioni in cui i confini tra l’attività politica, il tessuto imprenditoriale locale e la criminalità organizzata erano ormai inesistenti. Al centro degli accertamenti figurano i rapporti stabili con ambienti vicini al Clan dei Casalesi, in particolare attraverso legami con figure di spicco della criminalità, il monitoraggio degli ispettori ha evidenziato anomalie sistematiche nella macchina comunale come appalti dei rifiuti con assegnazioni pilotate per favorire ditte compiacenti o direttamente collegate a contesti malavitosi; assunzioni mirate con inserimento di personale negli organici o nei servizi esternalizzati sulla base di logiche clientelari e di vicinanza ai clan.

In sostanza un vero e proprio sistema di affidamenti cucito su misura per agevolare ditte collegate a esponenti della stessa amministrazione locale.

Il provvedimento ha di conseguenza interrotto bruscamente la gestione politica guidata dal sindaco Giuseppe Guida, le imminenti elezioni amministrative, inizialmente previste per la fine di maggio, sono state ufficialmente annullate perchè la gestione del territorio è ora affidata a una commissione straordinaria prefettizia per un periodo di 18 mesi. La terna commissariale avrà il compito di avviare una radicale bonifica dell’apparato burocratico e di ripristinare i principi fondamentali di legalità e buon andamento della pubblica amministrazione.

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