Lusciano, maxi bonifica da record: l’Esercito disinnesca 4.483 bombe della Seconda Guerra Mondiale
Gli artificieri del 21° Reggimento Genio Guastatori completano un'operazione monumentale durata oltre due anni e mezzo per mettere in sicurezza il territorio casertano
Si sono concluse con successo le operazioni di bonifica di ben 4.483 ordigni bellici a Lusciano, in provincia di Caserta.
L’annuncio ufficiale dell‘Esercito Italiano mette la parola fine a una delle più imponenti attività di disinnesco mai realizzate sul territorio nazionale. I residuati, risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, erano stati scoperti casualmente nell’ottobre del 2023 durante l’esecuzione di alcuni scavi per la realizzazione del Parco della Legalità. Da quel momento, l’area è stata trasformata in un delicato cantiere a cielo aperto per garantire la totale incolumità dei cittadini.
Il successo della complessa operazione è il risultato del lavoro ininterrotto degli specialisti del 21° Reggimento Genio Guastatori di Caserta, unità d’eccellenza della Brigata Bersaglieri “Garibaldi”. I militari hanno operato sul campo per oltre trenta mesi, adottando protocolli di massima sicurezza per l’estrazione, il trasporto e il successivo brillamento controllato di migliaia di pezzi d’artiglieria e bombe. L’intera attività è stata gestita con un coordinamento sinergico, guidato passo dopo passo dalla Prefettura di Caserta in collaborazione con le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco.
Con la rimozione dell’ultimo lotto di bombe, l’intera area interessata è stata ufficialmente dichiarata fuori pericolo e riconsegnata alla cittadinanza. La fine di questa maxi-operazione rappresenta un momento di profondo rilievo per la provincia di Caserta, che si libera definitivamente di un potenziale pericolo nascosto nel sottosuolo per oltre ottant’anni. La stretta sinergia istituzionale ha permesso di completare un lavoro immane senza registrare alcun incidente, confermando l’efficacia dei reparti speciali della Difesa nella gestione delle minacce belliche inesplose.
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