Ebola – In Italia allarme molto basso per la difficoltà del contagio
Avvenuto ieri a Roma il rientro di una Medico donna italiana, specializzata in Chirurgia già impegnata in missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo, nell’area di Bunia (Ituri), uno dei focolai generanti l’epidemia di Ebola.
Nota al riguardo del Ministero della Salute con un comunicato ufficiale in cui afferma che “la professionista, che opera con Medici Senza Frontiere, è stata autorizzata al trasferimento in Italia e sarà presa in carico dall’Istituto Spallanzani”, perché nell’ambito della sua attività clinica è entrato in contatto, verso la metà di maggio , con pazienti risultati poi positivi,
Il clinico è un operatore di Medici Senza Fontiere che ha eseguito un intervento urgente su un bambino. Il ministero della salute tranquillizza tutti :«In Italia allarme molto basso per la difficoltà del contagio sostengono gli operatori del settore .»
Contatto diretto del medico quindi, che ha eseguito un intervento chirurgico salvavita d’urgenza su un bambino vittima dell’esplosione di una granata.
La dottoressa, al momento del rientro, non presenta sintomi. Una volta arrivata a Roma sarà sottoposta a quarantena e a sorveglianza sanitaria attiva secondo i protocolli previsti per i casi di contatto con virus altamente infettivi, presso il reparto specializzato dello Spallanzani.
Allarme contenuto ma con grande preoccupazione da parte di tutte le autorità che ancora ricordano l’inizio della Pandemia del COVID. Nella mente di tutti riecheggiano le stesse parole dette dagli addetti di lavori relativamente al paziente di Codogno, in contatto con il paziente zero che scatenò l’inferno. Angoscia anche perché pare che non sia stata ancora messa appunto una profilassi producente un vaccino, dopo tantissimi anni dalla sua prima comparsa in Africa. Circostanza questa che in forma derivativa ci fa riflettere sul fatto che i vaccini della discordia Astrazneca, Pfitzer, Moderna e Johnson non potevano essere tali per il troppo poco tempo dalla conclamazione pandemia. Solo sieri che hanno fatto la loro parte anche se non dovevano essere vacini e non lo sono stati.
Attesa per la pronuncia dell’ Ospedale Cotugno di Napoli, eccellenza che ha sempre l’ultima parola sulle malattie infettive .
Affermazione di Sicurezza che non c’è stata ancora, e questo preoccupa, perché tutti possono sbagliare. Il Nosocomio partenopeo dell’Azienda dei Colli no. In nessun caso o circostanza.
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