War Games – Wall Street sfida i Brics
Quando giorni fa Fiore Marro,il nostro direttore ha pubblicato un articolo collegando la guerra in Iran con i Brics, ho storto il naso perché mi sono rizelato con me stesso per non avere avuto questa intuizione, che spiega l’unica ragione a sostegno della logica di Trump oramai alle corde.
Passo indietro: Fukuyama, consigliere di reganiano, piu’ di venti anni fa, fece scalpore con il suolo libro “la fine della storia”, indicando il muro non di gomma, su cui sarebbe andato a frantumarsi il Sogno Americano. Era una poco intuizione e tanta Profezia, espressa tra l’altro da un falco di Wall Street.
Il concetto apocalittico era semplice anche se allo stesso tempo complesso.Gli States finanziano economie in dissesto, strozzandole, sino a garantire gli stessi nei confronti di terzi, che a loro volta rivendono il debito obbligazionario statunitense ad altri, ancora, ancora e ancora, ad un certo punto incrociando il primo paese che esibisce agli americani il loro stesso debito.
Quindi in definitiva, l’America se questo evento si verificasse, si ritroverebbe a ricomprare se stessa. Se ciò accadesse tutti gli investitori di Wall Street si renderebbero conto che in realtà tutto ciò che hanno e’ la loro stessa carta straccia. Allora il governo Americano per non fare saltare il banco deve per forza subentrare militarmente e piazzare al comando un uomo di fiducia nel paese di turno che non sveli la verità. Ha bisogno di una banca centrale che stampi cartamoneta svalutata scambiando con un dollaro solo apparentemente forte.
Questo teatrino finisce quando un paese apre gli occhi e si rivolge ad altra moneta per fare quadrato. I Brics sono proprio questo, una opportunità per i paesi che voglio sganciarsi dal giogo Americano. Per il mondo una Benedizione, per gli States come diceva Fukuyama, la fine della storia, senza se e senza ma.
Commento all'articolo