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Serata omaggio a Giulietta Sacco
Francesca Marini il 29 marzo al Teatro Trianon Viviani

Giulietta Sacco

Serata omaggio di Francesca Marini alla sua musa ispiratrice Giulietta Sacco.

Francesca Marini è’ una cantante solista, un mix di stili e culture musicali che hanno fatto di lei una grande artista poliedrica, una delle voci più belle del panorama artistico napoletano e non solo.

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Domenica 29 marzo, alle 19:00, al Teatro Trianon Viviani, tempio indiscusso della canzone napoletana, Francesca Marini interpreta i brani che hanno consacrato Giulietta Sacco come «Riggina d’ ‘e ccanzone».

In questo spettacolo in due tempi, su testi di Roberto Criscuolo, è accompagnata dall’orchestra diretta da Peppe Fiscale, che cura anche gli arrangiamenti.

Francesca Marini della sua musa ispiratrice con amore e stima dice:

Per me Giulietta è un qualcosa di inspiegabile. Grazie alla sua voce ho cominciato ad amare la canzone napoletana.

Per me Giulietta era il mare, era il Vesuvio, era Napoli.

Per me, ma credo che per molti napoletani, è stata la regina in assoluto della canzone napoletana.

Conoscere da dentro Giulietta, l’artista che ha dato lustro alla canzone napoletana, è la ragione di questa serata.

Credo fermamente che un’altra Giulietta Sacco non ci potrà mai essere, perché, a mio parere, un’artista è artista quando raggiunge l’unicità, quando ha qualcosa che solo lei ha e Giulietta era e resterà unica.

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Giulietta Sacco la donna, l’artista che ha fatto miracoli attirando tutti intorno a se, con le sue canzoni ha attraversato il tempo e i luoghi, ha lasciato segni indelebili nelle menti e nei cuori.

Con la sua voce dal forte temperamento drammatico, melodica e di vastissima estensione, abile nel gorgheggio e con modulazioni virtuosistiche è stata accostata alle grandi interpreti della canzone classica internazionale

Nelle sue stagioni d’oro è stata un canto libero, ricco di echi antichi e dimenticati, grazie a un’estensione importante, ad una capacità di porgere alla melodia memorie di stagioni cancellate dalla modernità, ma non dal suo cuore.

Nel 2024, in un libro raccontai la vita artistica della grande Giulietta Sacco dal titolo del suo maggior successo “Profumo di Ginestre”.

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Riporto un passaggio del libro in cui parlo della scoperta dell’artista Giulietta Sacco: “Come nasce una stella”.

“Si racconta da sempre che quando si scoprono delle doti particolari in un bambino o bambina si grida “E’ un fenomeno”, li chiamano “Prodigi”. Bene, per Giulietta Sacco è stato cosi.

La passione di Giulietta è sbocciata inavvertitamente, era piccola, 12 anni, gli piaceva cantare. Un giorno mentre aiutava a rassettare la casa alla mamma, con la radio accesa canticchiava, le persone che passavano in strada sentendo quella voce, dissero: “Ma che bella voce. Ma chi è?”.

Canti oggi, canti domani, senti oggi, senti domani, la curiosità della gente del quartiere di sapere chi fosse cominciò a girare, volevano conoscere tutti chi era che avesse quella voce che rallegrava a sentirla, sapevano solo che era una bambina.

Capitò che organizzarono un matrimonio su un terrazzo, una festa sontuosa con tanto di musicanti venuti da Napoli, come si soleva fare a quei tempi, alcuni invitati chiesero di sentire dei brani, mentre altre persone del posto chiesero ai genitori degli sposi di ascoltare la bambina con la voce bellissima, dicendogli anche dove abitava.

Il padre dello sposo con uno degli invitati si precipitò in quella casa, chiese al papà di Giulietta: “Mi hanno detto che qui c’è una bambina con una voce che incanta. Volete far cantare vostra figlia al matrimonio?”

Il padre incredulo, non conoscendo minimamente le qualità della figlia, rispose: ”Ma voi siete pazzo. Volete ridere sulle spalle di una bambina?”

Insistettero, tanto che lo coinvolsero. Richiesero: “Sig. Vincenzo fate cantare vostra figlia. Ha una bella voce, fatela cantare”.

Il padre per non essere scortese, sicuro che Giulietta, nella sua timidezza dicesse di no, rispose: ”Chiediamolo a  lei”.

Il padre non sapeva che Giulietta canticchiava, infatti quando lei lo vedeva stava zitta.

Giulietta alla richiesta del padre e di quei due signori rispose: “Si”, e aggiunse: “Aspettate qualche minuto che mi preparo”.

Quando arrivò sul terrazzo il capo orchestrante le chiese: “Signorina che tonalità preferisce?”

Giulietta ancora ignara del mondo della musica rispose: “Fate voi, la tonalità per me non ha importanza”.

Cominciò a cantare alcune canzoni che conosceva, piacque a tutti e meravigliò gli orchestrali che si chiesero come mai una voce cosi non fosse già conosciuta.

Era un sabato sera, la sua voce rimbombava tra le vie e i palazzi, entrava dentro le case, in poco tempo molte persone corsero e si assieparono in strada, volevano sentire la grande voce che li destava, pensando che fosse una grande cantante.

Quando videro Giulietta, una ragazzina di 12 anni rimasero increduli, finalmente stavano conoscendo la protagonista della voce. Anche se era tardi chiesero: “Cantaci una canzone”.

Quella notte sembrava non finire mai, Giulietta era contenta, cosi con un cenno del padre si lanciò in una di quelle canzoni imparate alla radio.

Fu un tripudio, tutti l’applaudirono e dissero: “Sei bravissima”.

Dopo l’esibizione al matrimonio e tra la gente in strada tornarono a casa, il padre nonostante fosse tardi chiamò la moglie e alla presenza di Giulietta orgoglioso disse: “Lo sai che nostra figlia ha una voce bellissima”.

Quella sera stessa cominciarono a pensare al futuro di Giulietta.

Così si organizzarono e la portarono a Napoli a studiare canto, solfeggio di musica, le basi per evidenziare le sue potenzialità canore.

Diventò “’A Riggina d”e ccanzone”.

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