VOLA IL MERIDIONE …ARRANCA IL NORD.
L’Italia borbonica, quella delle due Sicilie, quella tanto vituperata ed anche odiata da sequenziali dementi del Nord, cresce molto più del Nord che arranca, non lo dicono “tifosi e fans” del Sud ma i dati dell’economia.
Dal 2023 ad oggi il pil è in continua crescita al Sud, mentre il Nord si è assopito ed è verso la recessione, altro che legisti e saccenti diffamatori della nostra Terra, altro che politici piccoli piccoli che amano contornarsi solo del nulla, altro che chiacchiere e distintivi, il Sud cresce, si consolida e si rafforza.
In Sicilia il prodotto interno lordo è cresciuto tra il 2022 e il 2024 dell’11,2% e in Campania del 9,5%, risultati superiori alla media del Mezzogiorno, mentre le altre Regioni sono anch’esse in un trend positivo, il valore aggiunto della nostra area geografica è il mare con il sole e con la temperatura mite che raccoglie turisti, iniziative, progetti.
Il recupero della centralità della strategia mediterranea, attraverso la valorizzazione delle Autostrade del Mare; la convinzione della necessità della transizione energetica e climatica; la rigenerazione urbana, lo sviluppo turistico e ricettivo; l’agricoltura ed i prodotti dop apprezzati in tutto il mondo sono le chiavi di questo sviluppo.
Le strutture degli interporti, in uno con i porti di Napoli, Salerno, Gioia Tauro, Taranto, Augusta e Catania, offrono all’Italia l’opportunità di sviluppare iniziative e strategie capaci di capaci di rafforzare il suo ruolo centrale negli scambi del Mediterraneo.
Una scommessa che appare vincente anche rapidamente.
Le transizioni Energetica e Climatica, proprio dovute al sole, al clima e quindi al passaggio alle rinnovabili ed alla geotermia, piuttosto che scommettere sul nuovo nucleare che appare fuori sistema anche per i tempi di possibili realizzazioni, sono lo strumento da attuare per proseguire su questo sviluppo.
Insistere sulla rigenerazione urbana. A partire da Napoli, dove il centro storico vive un nuovo rinascimento, dove i vicoli che erano abbandonati sono oggi centro di ristorazione, di passeggiate, di iniziative economiche e quindi anche di ricchezza umana e sociale; la riscoperta dei piccoli borghi, di una vita meno stressante con un ritmo umano e meno caotico lo strumento per valorizzare anche le periferie.
Ridare valore ai comuni anche piccoli, ai territori, non abbandonare le aree interne è l’altra scommessa culturale e politica da vincere. Ed infine l’artigianato, la cultura dei saperi di una volta, la rinascita di mestieri quasi scomparsi anche con i nuovi giovani migranti avviati all’artigianato ed alla integrazione un altro gradino di questo grande rinascimento.
Peccato, che le destre al potere, non abbiano colto il senso del PNRR, peccato che non lo abbiano speso per recuperare il gap del mezzogiorno, ma per i loro elettorati del Nord, contrariamente ai principi di codesta manovra, perché altrimenti parleremmo di un Sud ancora più forte, più moderno, con infrastrutture adeguate, mentre invece ancora ci vogliono 11 ore per arrivare da Trapani a Messina ed ancora la Calabria ha difficoltà ad esportare i suoi prodotti in Europa per la difficoltà della rete di collegamento .
Ancora una volta vince l’idea, il progetto, la strategia questo il motore di sviluppo della nostra Terra, per questo i giovani vanno aiutati, indirizzati ed anche spinti ad impegnarsi con i loro talenti per non andare via sconfitti dalla burocrazia, ma per rinnovare il nostro bellissimo “Regno delle Due Sicilie”.
(Michele Marra)
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