Vittoria Sal da Vinci propaganda subliminale al Referendum
Vittoria Sal Da Vinci propaganda subliminale al Referendum
Clamorosa vittoria di Sal da Vinci al festival di Sanremo e non tanto perché Sal da Vinci é partito da outsider, ma perché vince un testo rivoluzionario, comunque il più aderente alla manifestazione canora da più di cinquant’anni, in alternativa ai tormentoni trans gender degli ultimi anni; dove la canzone e’ stata icona di un movimentismo ideologico di rottura divenuto esso stesso sistema.
Se un testo non parlasse di trasgressione ideologica prima che sessuale doveva essere censurato ad ogni costo. Per anni il palco di Sanremo e’ stata il ketch trasch di un conformismo alla irregolarità di genere oltre che di pensiero. Se l’amore non era cantato con dolore, con emarginazione e disprezzo verso una normalità semplice essenziale come linee di Mito’, allora era da bocciare perché pericolosamente conformista,fuori dal tempo.
La religione del totem con tatuaggi, orecchini nel naso e messaggi LGBT subliminali e non,non ammetteva altri Sacerdoti che i disincarnati artisti stretti nel Karma della trasgressione a tutti i costi ed ogni prezzo, alla portata di tutti.
Rapporti logorati e tradimenti misti ad abbandoni narcisisti dovevano essere un manifesto dei nostri tempi.Per decennii le case discografiche hanno imposto il cliché del rapporto occasionale, del mordi e fuggi, fotografando comunque una società fluida ripiegata su se stesso.
Una musica a raccontare la miseria di famiglie e famiglie in miseria. Nel bene o nel male un messaggio di protesta anche politico contro le mafie. Da Vinci spazza via tutto questo con un pezzo atipico, un ritmo struggente ed un testo mieloso ma efficace diretto al cuore di un mondo che deve riscoprire se stessi per non avere,come canto’ il grande Simone Cristicchi,” astronavi che non tornano alla base”, come pensiero fini a se stessi e senza futuro.
Vince Sal da Vinci perche’ in un paese che vira sempre più a destra non avrebbe mai potuto vincere tipo un Achille Lauro o i Maneskin che comunque rievocano omosessualità e’ trasgressione. La canzone e’ un manifesto voluto e permesso dalle case discografiche che hanno sostituito i poster dei raduni Hippy dell ‘Isola di White con gli slogan,”Sono Giorgia sono mamma e sono italiana”.
Tempi che passano ed artisti che incarnano tempi nuovi. Comunque finalmente Dio in un testo musicale, come sigillo e garante.Sempre totem ma in altro senso a sostegno di una simbolica diversa ma sempre espressione di un potere che ha permesso la vittoria perché l’occasione di veicolare il SI in maniera subliminale come propaganda referendaria era troppo importante , da non perdere assolutamente.
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