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Violenze in carcere a Santa Maria Capua Vetere: il Pm chiede 21 anni per l’ufficiale Colucci e 14 per l’ex comandante Manganelli

centro commerciale sequestrato

Santa Maria Capua Vetere.(CE)

Arriva una svolta decisiva nel processo sulle violenze perpetrate ai danni dei detenuti nel penitenziario casertano nell’aprile del 2020.

Durante la requisitoria in aula, il pubblico ministero Alessandro Milita ha presentato le prime, pesanti richieste di condanna nei confronti dei principali vertici della Polizia Penitenziaria coinvolti nell’inchiesta, la pubblica accusa ha invocato una pena di 21 anni di reclusione per l’ufficiale Pasquale Colucci e di 14 anni per Gaetano Manganelli, ex comandante del Corpo all’interno della struttura. Il dibattimento in corso al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere rappresenta uno dei procedimenti giudiziari più imponenti mai celebrati in Italia per fatti legati a strutture carcerarie, sono infatti ben 105 gli imputati complessivi, tra cui figurano dirigenti, funzionari e agenti del reparto di custodia. Le accuse contestate a vario titolo dalla Procura spaziano dai maltrattamenti pluriaggravati fino al reato di tortura, passando per il falso in atto pubblico.

Le durissime richieste di pena avanzate dal magistrato per le figure di comando delineano il presunto quadro di responsabilità gerarchica nella gestione della giornata, definita fin dalle prime indagini come una vera e propria operazione punitiva contro la popolazione carceraria.Le richieste formulate dal pubblico ministero segnano la fine della fase di accusa e aprono la strada agli interventi successivi, nelle prossime udienze il calendario del processo prevede lo svolgimento delle arringhe difensive da parte dei legali dei 105 imputati, che cercheranno di smontare l’impianto accusatorio. Solo al termine di questa lunga serie di interventi il collegio giudicante si ritirerà in camera di consiglio per emettere la sentenza di primo grado.

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