Caricamento in corso

Tragedia di Trentola Ducenta: cinque indagati per la morte del 23enne Francesco Dergano

La Procura di Napoli Nord ha iscritto cinque persone nel registro degli indagati per la morte di Francesco Dergano, l’operaio di soli 23 anni di Marcianise deceduto a seguito di un drammatico incidente sul lavoro avvenuto lo scorso 6 giugno.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Domenico Airoma, punta a fare piena luce su eventuali omissioni e violazioni delle norme antinfortunistiche all’interno dello stabilimento della GelArtigian di Trentola Ducenta, dove il giovane stava effettuando un intervento tecnico per conto della ditta Eurocarrelli.

I cinque avvisi di garanzia rappresentano un atto dovuto da parte della magistratura per consentire lo svolgimento dell’esame autoptico e la nomina dei consulenti tecnici di parte. Per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.Gli Indagati e le Ipotesi di ReatoIl fascicolo aperto dai magistrati ipotizza, a vario titolo, i reati di omicidio colposo e la mancata osservanza delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata sui vertici e sulle figure responsabili della sicurezza delle due aziende coinvolte:Marco Caragallo (61 anni, di Giugliano in Campania) legale rappresentante della GelArtigian; Carmine Rao (55 anni, di Arzano); Giuseppe Iannotta (63 anni, di Macerata Campania) e Maria Grazia Iannotta (40 anni, di Marcianise); Domenico D’Amico (58 anni, di Macerata Campania).

I familiari della giovanissima vittima sono assistiti dall’avvocato Andrea Piccolo, mentre la difesa degli indagati è stata affidata all’avvocato Antonio Mirra.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri della Compagnia di Aversa, il 23enne si trovava nello stabilimento di via Larga, situato nell’area Pip di Trentola Ducenta, per un intervento di manutenzione ordinaria. Per cause ancora in corso di accertamento, Francesco sarebbe caduto da un carrello elevatore, il quale si sarebbe successivamente ribaltato schiacciandolo parzialmente.Le condizioni del ragazzo sono apparse subito disperate a causa dei gravissimi politraumi riportati. Trasferito d’urgenza in eliambulanza all’ospedale Cardarelli di Napoli, il giovane è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Dopo cinque giorni di terapia intensiva, durante i quali l’intera comunità di Marcianise ha sperato in un miracolo, il cuore di Francesco ha smesso di battere il 10 giugno. L’area del cantiere e il macchinario coinvolto sono stati posti sotto sequestro giudiziario per i rilievi tecnici.

La morte di Francesco Dergano ha sollevato una fortissima ondata di commozione e indignazione in tutta la provincia di Caserta e in occasione dei funerali, celebrati sabato scorso, la sindaca di Marcianise, Maria Luigia Iodice, ha proclamato il lutto cittadino, definendo la scomparsa del giovane una ferita profonda per l’intera collettività.

Sul caso sono intervenuti duramente sia i sindacati sia le autorità religiose: la Cgil di Caserta ha richiamato le istituzioni sull’assoluta urgenza di interventi concreti per fermare la strage quotidiana nei cantieri e nelle fabbriche mentre Monsignor Pietro Lagnese, vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, ha lanciato un forte monito al mondo imprenditoriale, chiedendo di non restare spettatori passivi di fronte a una scia di “morti bianche” definita inaccettabile.

Stampa o condividi questo contenuto sui social anche tramite il bottone copia link (giallo):

Commento all'articolo