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“Street of Minneapolis”: la ballata di Bruce Springsteen contro Trump

Street of Minneapolis

di Michele Marra

Con “Street of Minneapolis”, una classica ballata alla “ Bruce Spingsteen “, il cantautore, dopo anni di quasi disimpegno sociale, si spinge sul tema del giorno, il racconto della resistenza alla cieca violenza dell’Ice.
Questa polizia anti-migranti impegnata dal “ bullone “ americano Trump è l’oggetto della nuova canzone d’impulso politica del “boss”.
Finalmente riparte il sociale, qualcuno che si oppone alla violenza , ad omicidi di persone indifese.
Si avverte la necessità di una nuova canzone di protesta e d’impegno sociale dove nuove generazioni dovranno prendere il mano la pesante eredità di Manu Chao , i Rage Against the Machine i 99 Posse.
Pubblicata pochi giorni fa “Street of Minneapolis” di Bruce Springsteen è, la voce, finalmente, di coloro che vengono violati nei propri diritti, che vedono un bimbo di 5 anni arrestato dall’Ice, delle mamme strattonate e picchiate selvaggiamente , insomma la descrizione delle proteste e scontri a Minneapolis , dove gli “ Ice” vengono citati nel testo quali agenti del «l’esercito privato di Trump»
Il brano parla anche della morte di Alex Pretti e Renee Good, e la protesta contro abusi di potere e la repressione, è un atto di accusa diretto contro le autorità che calpestano i diritti e che sono pronti a giustificare gli spari e la morte di persone indifese e non ostili.
Il “ Boss” ha dichiarato “Ho scritto questa canzone sabato, l’ho registrata ieri e ve l’ho pubblicata oggi in risposta al terrore di stato che sta colpendo la città di Minneapolis”, sui social media. Ed ancora , la canzone … “È dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini immigrati e in memoria di Alex Pretti e Renee Good. Restate liberi”.
Il Boss punta il dito contro “Re Trump” ed i suoi “criminali federali”, finalmente torna la canzone d’autore, torna la protesta, qualcuno si alza per contestare e protestare contro la violenza che ha preso il sopravvento con le guerre, con il genocidio dei bimbi di Gaza, con i morti di Minneapolis.
La voce roca di Springsteen, si spinge ad una indignazione autentica, ad una sarcastica indicazione del “Re Trump” ed alla compartecipazione morale ai crimini dei suoi “criminali federali”.
Il brano, di grande impatto emotivo, anche in parte acustico, richiama alla mente Streets of Philadelphia , la sua canzone sull’AIDS che fu utilizzata nella colonna sonora del film Philadelphia , ed il cantautore non fa sconti quando canta ad alta voce “ICE out now” ripetendolo varie volte.
Povera Minneapolis, città in fiamme, devastata dal Re Trump, dal prepotente “bullo” americano che vuole soffocare ogni protesta, scacciare ogni migrante, ledere le dignità umane, per questo il grido di lotta della città in fiamme che deve combattere contro l’occupante Ice è un canto nuovo ed antico di protesta.
Speriamo che il mondo intero si risvegli dal torpore sulle parole di questa ballata , di questa danza ideale della generazione anziana verso i nipoti, della necessità di nn abbassare la guardia mai perché la democrazia è una conquista, la dittatura prossima ventura sempre più vicina.
Io sono con il “ Boss” senza se e senza ma, sono con la libertà individuale, con la dignità umana e con il rispetto della vita. Non si può perdere la vita come è capitato all’italoamericano Alex Pretti solo per difendere due donne picchiate selvaggiamente.

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