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Le Borse Mondiali ed i Mercati Finanziari dal 26 al 30 gennaio 2026
Settimana caratterizzata da tensioni sul mercato valutario. Dollaro in grande sofferenza nei confronti delle altre valute, per poi recuperare venerdì. Yen in altalena.

Prezzo dell’oro sulle montagne russe, petrolio in aumento del 6%, Borse Mondiali tra alti e bassi in balia dei risultati trimestrali delle società tecnologiche e dell’AI.

Scenario internazionale, geopolitica ed economia. Nel fine settimana appena concluso (24/25 gennaio), abbiamo seguito con un certo interesse il primo incontro trilaterale tra Russia-Ucraina ed Usa. L’incontro che si è tenuto in un paese neutrale, negli Emirati Arabi, sembrava ad un certo punto avviato verso un accordo. Ma tutto si è bloccato sul nodo Donbass, territorio che la Russia rivendica, ma che l’Ucraina non ha nessuna intenzione di cedere. Finito l’incontro, non è escluso che ce ne sia un altro domenica prossima. Altro fronte caldo è quello iraniano, la repressione delle manifestazioni di queste ultime settimane contro il regime degli Ayatollah sembra abbia causato decine di migliaia di vittime. Le notizie arrivano ridotte all’asso, censurate dalla dittatura fondamentalista. Ma preoccupano come sempre le parole di Trump quando parla di un suo possibile intervento armato. Per l’area del Medio Oriente è sempre il farneticante presidente Usa protagonista con la raccolta di adesioni per il suo piano su Gaza, il così detto Board of Peace, un allucinante progetto che prevede la trasformazione della Striscia distrutta dalle barbarie israeliane in un esotico luogo di vacanza e relax affacciato sul Mediterraneo. Il guaio è che ha raccolto già le firme di adesione di parecchi stati durante una teatrale manifestazione nell’ambito degli incontri di Davos in Svizzera. Di avvenimenti strettamente macroeconomici segnaliamo la prossima riunione della Fed di mercoledì 28 dove si deciderà in materia di tassi di interesse e politica monetaria.

Lunedì: le contrattazioni notturne sulle piazze asiatiche hanno dimostrato incertezze con gli indici che hanno chiuso contrastati. Diversa la situazione di Tokyo dove il ribasso degli indici è stato netto, il Nikkei 225 ha perso l’1,79% mentre il Topix -2,13%. Oltre alle incertezze dello scenario internazionale, ha influito il forte rialzo dello Yen in grande recupero stamattina. Troppo complessa la situazione internazionale per non coinvolgere i mercati del Vecchio Continente. Oggi come vedremo sono saltati alcuni equilibri mondiali storici. Osservando gli indici delle borse UE si nota che sia i rialzi che i ribassi degli indici sono tutti molto contenuti, questo dimostra che gli operatori sono alla finestra in attesa di capire come orientarsi. Piazza Affari che alle 12,30 segna +0,34% si regge grazie ai rialzi dei titoli bancari, mentre tutti gli industriali sono in discesa. Ma veniamo a quanto appena accennato uno scossone nel settore valutario vede un Dollaro in netto ribasso nei confronti di tutte le altre valute. Il cambio contro Euro alle 12,30 è il seguente: €/$ 1,1850. La valuta europea invece si indebolisce contro lo Yen (€/Yen 182,25). Anche il F. Svizzero e di poco la Sterlina si rafforzano contro Euro. Impennata di tutti i prezzi delle materie prime, l’oro già da questa notte aveva abbondantemente superato i 5000$ l’oncia, ed a metà seduta passa di mano a 5080$. L’argento si scambia ad oltre 100$. Rialzo dei prezzi anche per altri metalli come il platino, i palladio, il rame. Al rialzo anche il petrolio questa mattina, il Brent viene scambiato a 66,20$ a barile. Sul mercato del reddito fisso domestico, lo spread si mantiene sui 60 punti, i rendimenti solo al 3,47%, i prezzi dei titoli sono al rialzo. Lo scenario è rimasto intatto per tutta la seduta pertanto in chiusura vediamo che Madrid +0,80%, Milano +0,24%, Francoforte +0,20% hanno chiuso al rialzo. Parigi -0,15% in leggero ribasso, Londra e Zurigo sulla parità. Sul valutario le tabelle dei fixing ufficiali dimostrano chiaramente le variazioni dei cambi. Nel pomeriggio l’andamento del Dollaro ha confermato la sua debolezza, alle 18,00 il cambio con l’Euro è 1,1887. Si conferma la performance per l’oro e per l’argento anche se il metallo giallo retrocede di poco (5072$) alle 18,00. Nel pomeriggio un passo indietro per il petrolio. Sul settore obbligazionario il finale di giornata conferma lo spread a 61 punti, i rendimenti alla soglia del 3,50% ed i titoli al rialzo.

Martedì: ieri sera la borsa americana ha chiuso al rialzo, i tre indici hanno terminato mediamente con un +0,50%. Rialzi diffusi ed in alcuni casi anche elevati sulle piazze asiatiche. Anche Tokyo non è da meno e vede il Nikkei questa mattina terminare con un +0,85% favorito da uno Yen un poco più debole grazie anche alle rassicuranti parole del primo ministro giapponese Takaichi per contrastare movimenti speculativi sui loro mercati. Nel Vecchio Continente le contrattazioni segnano come ieri dei rialzi, ma contenuti. Piazza Affari dopo un paio di ore di scambi segna +0,30%, tra i titoli principali a trainare in un senso o nell’altro notiamo: Poste Italiane +1,18%, Amplifon -3,40%, Campari -2% e Nexi -2,34%. Non cambia di molto lo scenario sul mercato valutario i cambi alle 11,30 sono €/$ 1,1880 ed €/Yen 182,90. I prezzi delle materie prime si mantengono sempre elevati ma, almeno per i metalli preziosi siamo al di sotto dei massimi di ieri sera. L’oro viene scambiato a 5087$ e l’argento a 112$. Il petrolio Brent passa di mano a 64,80 $ a barile. Il mercato obbligazionari dei Titoli di Stato invece stamattina vede uno spread leggermente più basso, si segnala 59/60 punti base. I prezzi dei titoli sono in discesa. I rendimenti si fermano a 3,47%. Arriviamo a fine seduta nel pomeriggio inoltrato e certamente non possiamo dire che le sorprese non sono mancate. Tranne Francoforte che chiude sulla parità, tutte le altre borse europee chiudono al rialzo. Spicca Milano con oltre l’1%, seguono Madrid +0,70% e le altre. I titoli segnalati prima tra i peggiori hanno confermato il loro andamento negativo. Ma altri titoli primari si sono messi in evidenza durante il resto della seduta e sono del settore bancario oltre a Leonardo e Prysmian, dando una buona spinta all’ Ftse Mib. Valutario con Euro molto forte sul Dollaro vede il cross a 1,1980; Euro che si rafforza anche sullo Yen 183,30; mentre il F. Svizzero è di nuovo in ripresa contro l’Euro 0,9184 (cambi delle 17,45). Il prezzo dell’oro non è variato molto si confermano gli scambi in area 5085/5095$ oncia. Il petrolio in leggera ripresa è arrivato a 65,90$ a barile. Nel settore obbligazionario domestico spread e rendimenti si sono per il momento stabilizzati (60 punti e 3,47% i rendimenti).

Occorre segnalare che c’è stato un importante accordo firmato questa mattina tra l’Europa, rappresentata da Ursula Von Der Leyen, e l’India per scambi commerciali tra la EU ed il Paese Asiatico con dazi bassi o nulli e con un bacino di utenza di due miliardi di abitanti. I benefici economici si dovrebbero sentire da entrambe le parti, L’Europa conta molto su questo accordo di libero scambio chiuso con la terza potenza economica asiatica.

Mercoledì: Inizia una giornata ad alta tensione su tutti i mercati finanziari. Dollaro sempre più debole, metalli preziosi con i prezzi che salgono senza sosta. Oggi pomeriggio in America riunione Fed sui tassi, discorso di J. Powell, comunicazioni sui bilanci delle grandi società mondiali (ASML, LVMH, Tesla, Microsoft, Meta) del settore tecno quello che ultimamente spinge le borse. Ieri sera a Wall Street gli indici hanno chiuso contrastati negativo il DJ, ma lo S&P ha chiuso sui massimi alla soglia dei 7000 punti, positivo anche il Nasdaq. Borse asiatiche positive alle chiusure di questa mattina, ad eccezione del Giappone che sconta forti tensioni sullo Yen. Inizio al ribasso sulle piazze europee, dopo due ore di scambi la peggiore risulta Parigi -1,10% a seguire le altre. Milano con un -0,62% vede al rialzo i seguenti titoli: Interpump Group +5,80%, Stmicroelectronics +3,30%, Fincantieri +1,68%; scendono i titoli legati al lusso ed alcuni bancari. Sul mercato valutario sempre debole il Dollaro contro Euro (1,1990). Più stabile il cambio €/Yen 183,03, ed Euro contro le altre valute. Continua invece la corsa dell’oro e dell’argento, il primo ha raggiunto i 5272$ ed il secondo i 112$ l’oncia. Anche il petrolio Brent viene scambiato oggi saldamente oltre i 66$ a barile. Il mercato obbligazionario domestico questa mattina si conferma positivo lo spread è sceso a 59 punti ed i rendimenti al 3,45% i prezzi dei titoli sono al rialzo. La giornata operativa è continuata fino alla chiusura senza variazioni di rilievo. Infatti le borse europee chiudono tutte al ribasso, Zurigo la peggiore -1,46% seguono Parigi e Madrid entrambe oltre -1%. Milano e Londra intorno ad una perdita di mezzo punto percentuale, Francoforte -0,29%. Sul valutario si conferma la debolezza del Dollaro verso l’Euro anche se nelle battute serali si nota un tasso di cambio appena in recupero €/$ 1,1945. Euro forte anche nei confronti dello Yen €/Yen 183,23. Continua senza freni la corsa al rialzo dell’oro, nel serale il prezzo è ulteriormente salito rompendo di slancio i 5300$, forse anche a seguito della decisione della Fed di non toccare i tassi. Decisione che era comunque nell’aria. In netto rialzo il prezzo del petrolio, il Brent a sera inoltrata viene scambiato a 67,50$ a barile.

Terminiamo con uno sguardo al settore obbligazionario dove si confermano i dati di spread e rendimenti già visti questa mattina (60 punti e 3,45%), con i prezzi dei Btp leggermente contrastati.

Giovedì: ieri sera l’indice Nasdaq a New York ha chiuso con un leggero rialzo +0,32%; piatti gli altri due indicatori. Questa mattina le piazze asiatiche hanno terminato le sedute quasi tutti con gli indici positivi, ma poco variati, ad eccezione di Seul con un +0,98. Le borse europee viaggiano tutte in territorio positivo, ad eccezione di Francoforte -1% a causa della caduta del titolo SAP -14% (una società di software che ha un grosso peso sul paniere del Dax) i cui risultati trimestrali hanno molto deluso le aspettative. Milano attualmente (ore 12,30) con +0,52%, vede nei titoli Pirelli & C +5,14% e Saipem +2,78% i migliori rialzi, e con Ferragamo ed Erg -2,0% circa ciascuno, i peggiori. Scenario invariato sul mercato dei cambi, un Dollaro sempre debole nei confronti dell’Euro non riesce ad abbandonare il cross in area 1,1945. Il cambio €/Yen che ieri sera era risalito oltre 183 conferma questa tendenza anche stamani (183,39); relativamente stabili i cross tra Euro e le altre valute. Impressionante oggi è stato seguire le oscillazioni del prezzo dell’oro, stamani siamo passati dal 5300$ di ieri sera a 5500$ l’oncia toccate intorno a metà seduta. Ma dal primo pomeriggio un’inversione di tendenza repentina ha riportato gli scambi di nuovo in area 5350$. Stesso andamento altalenante l’argento e gli altri metalli preziosi. Anche il petrolio in questa settimana ha guadagnato come da tempo non si vedeva. Stamane il Brent si scambia a 68,75$ a barile ed il Wti a 64,65$. Settore obbligazionario domestico con spread e rendimenti in leggero rialzo, il primo a 60 punti ed i secondi al 3,44%. Dopo l’apertura della borsa americana partita con gli indici in deciso ribasso, tutti i settori hanno invertito la tendenza adeguandosi agli Usa. Le piazze europee chiudono infatti in modo contrastato. Profondo rosso per Francoforte -2,13%; al ribasso ma di poco Madrid e Milano, positive le altre borse. Nel valutario i cambi sono allineati a quelli visti stamane, ad eccezione dello Yen di nuovo in recupero contro l’Euro (182,66). Repentina marcia indietro di tutti i prezzi dei metalli, l’oro alle 18,00 viene scambiato a 5260$ l’oncia. Si rafforza ancora il petrolio che sale a 69,20$ a barile. Infine nel settore obbligazionario la seduta termina con un leggero rialzo dello spread a 61 punti, mentre i rendimenti non superano il 3,44%.

Venerdì: Parecchio deludenti sono stati i rapporti su alcune trimestrali delle grandi aziende tecnologiche o legate all’AI. Ne ha risentito il Nasdaq che ieri sera ha chiuso al ribasso. Gli altri due indici sono riusciti a restare in equilibrio intorno alla parità. Negative anche una buona parte delle piazze asiatiche, si salva il Nikkei che chiude praticamente stabile, mentre il Topix termina con un +0,60%. Inizio di mattinata positivo per le piazze europee. Segnaliamo subito, invertendo l’abituale sequenza delle notizie fornite, quello che sta avvenendo sul mercato dei metalli preziosi dove assistiamo ad un violento ritracciamento di tutti i prezzi. Già ieri nel tardo pomeriggio è iniziata questa brusca discesa confermatasi nelle contrattazioni sui mercati aperti stanotte. I prezzi quindi alle 9,45 sono i seguenti: oro 5160$ ed argento 106$ l’oncia. Anche il prezzo del greggio retrocede di circa un dollaro a barile nei confronti di ieri sera, oggi il Brent segna 68,30. Sul mercato valutario invece i cambi restano allineati a quelli di ieri, anzi nelle prime fasi di seduta vediamo la valuta Usa recuperare appena sull’Euro, stabili invece gli altri cross. Le prime osservazioni mostrano stabili anche i valori sul settore del reddito fisso domestico, Spread come ieri a 61 punti e rendimenti al 3,45%. Sui mercati europei le sedute si sono svolte all’insegna dell’ottimismo e si sono concluse tutte positive. La migliore Madrid +1,66%, segue Milano +1%, a seguire le altre borse. In Piazza Affari i rialzi sono stati generalizzati, titoli bancari, del settore energetico, comunicazione ed automotive hanno contribuito al rialzo dell’indice. Buoni anche i recuperi di titoli che ad inizio settimana avevano perso parecchi punti (Ferragamo e Campari). Il prezzo dell’oro che ha continuato a scendere vorticosamente per tutto il giorno ha anche aiutato il Dollaro a recuperare terreno. Alle 17,00 l’oro va a 5055$ l’oncia ed il cambio €/$ a 1,1895. Il prezzo del petrolio Brent invece ha tenuto bene l’area 69,50$. Ma il metallo giallo continua la sua caduta mentre il dollaro recupera ancora. Questi i valori alle ore 19,00: oro a 4860$ e cambio €/$ 1,1873. Terminiamo con uno sguardo sul mercato del reddito fisso confermando che i valori sopra segnalati sono rimasti invariati.

Borse Mondiali ed Europee: da un punto di vista strettamente tecnico due sono stati gli argomenti che hanno tenuto banco tra gli operatori del settore a livello mondiale in questi giorni. Primo: la riunione della Fed di mercoledì, dove era nell’aria che non sarebbero stati tagliati i tassi, con una delle ultime conferenze stampa di Powell oramai verso il fine mandato. La seconda, la pubblicazione dei risultati trimestrali di molte società del comparto tecnologico ed AI i cui titoli sono quotati nei principali listini mondiali. Le borse si sono fatte scivolare addosso il mancato taglio dei tassi Usa, ma sono state colpite laddove i risultati contabili di alcune aziende non hanno confermato le attese se non addirittura negative. La conseguenza sui prezzi dei titoli è stata immediata trascinando al ribasso anche gli indici di riferimento. Questa situazione si è verificata a metà settimana. L’ultimo giorno dei cinque invece ha visto il riscatto delle piazze del Vecchio Continente, al punto che molti indici sono tornati sui valori di inizio periodo o addirittura migliori, come il caso di Milano. Non così per la piazza di New York il cui bilancio settimanale resta negativo.

Mercato obbligazionario domestico e spread: In settimana abbiamo assistito ad un rialzo dello spread Btp/Bund che dai minimi di 58 punti è risalito fino a 64/65 punti per poi stabilizzarsi intorno ai 60/61. I rendimenti sono rimasti abbastanza contenuti, anzi sono anche scesi intorno al 3,44% dai massimi di 3,49%. Vale la pena ricordare due avvenimenti importanti, il primo in settimana le nuove emissioni di Titoli di Stato sono state tutte collocate con buoni risultati per richieste oltre il quantitativo posto in offerta, e per rendimenti contenuti. Il secondo, è atteso per sabato il giudizio di Standard & Poors sull’Italia e sul nostro Debito Pubblico.

Mercato Valutario: protagonista della settimana, purtroppo per lui in negativo, è stato il Dollaro. La valuta americana in questi giorni spinta da una serie di ragioni, ha toccato i minimi che non vedeva da quattro anni principalmente contro Euro e contro Yen. Uno dei principali motivi di questa discesa è legata però al rapporto Dollaro/Yen. Le due valute sono molto legate tra loro in quanto oltre ai rapporti commerciali molto stretti, il Giappone è anche il maggiore detentore del Debito Pubblico americano. Una fase di aumento dei rendimenti interni sta spingendo gli operatori di Tokyo a vendere i Treasury Bond americani creando un rischio di liquidità negli Usa. La valuta nipponica di conseguenza ha preso forza anche in vista di possibili interventi da parte della Banca Centrale sul mercato dei cambi; anzi giravano rumors in merito ad un intervento congiunto delle due autorità monetarie, Usa e Giappone per riportare il rapporto di cambio in equilibrio.

Petrolio Brent: altro protagonista sul mercato in questi cinque giorni è stato il petrolio il cui prezzo è stato in tensione per i primi quattro giorni fino ad arrivare a 70 dollari a barile. Un serie di concause hanno spinto al rialzo il prezzo del greggio. Dalle parole di Trump che giovedì minacciava di nuovo un intervento contro l’Iran, alla situazione climatica attuale particolarmente fredda in tante zone del pianeta. L’aumento della domanda di energia per fronteggiare la stagione invernale, da un lato, e lo stesso freddo estremo che in alcune zone di produzione costringe a ridurre al minimo la lavorazione hanno influito sull’incremento di prezzo. I minimi e massimi della settimana si trovano in una forbice che va da 64,80 a 70,80 dollari a barile.

Oro: nel contesto attuale di incertezze e turbolenze geopolitiche il prezzo dell’oro ha continuato a macinare record su record i primi giorni della settimana. L’estrema debolezza del Dollaro non ha fatto altro che dare al metallo giallo un’ulteriore opportunità di spinta verso traguardi mai immaginati qualche mese fa. Potremmo aggiungere anche che la decisione della Fed di lasciare i tassi invariati (era nell’aria), facendo intendere che lo stesso atteggiamento sarà adottato anche nei prossimi mesi, ha spinto molti operatori ad incrementare gli acquisti. Il quadro descritto però si è visto nei giorni centrali della settimana. Da giovedì pomeriggio un’improvvisa inversione di tendenza, per vendite fisiologiche su questi massimi, ha riportato i valori quasi a quelli di inizio periodo. Ma venerdì abbiamo assistito proprio ad una fuga dal metallo giallo e dall’argento. Ciò ha confermato che I prezzi record raggiunti nei giorni scorsi e ad inizio settimana erano gonfiati da operazioni speculative mirate poi a vendere sui massimi per realizzare lauti ed immediati guadagni. Inoltre il recupero del Dollaro ha contribuito a riportare i valori in equilibrio. Incredibile la forbice di prezzo osservata in questi giorni con un minimo di 4870 ed un massimo di 5515$.

Date 26/01/26 27/01/26 28/01/26 29/01/26 30/01/26
FtseMib 44950 45440 45139 45076 45527
Dax(D) 24950 24908 24823 24293 24539
Cac40(Fr) 8131 8153 8067 8071 8127
Ftse100(Gb) 10149 10208 10154 10172 10224
Smi(Ch) 13142 13216 13024 13148 13188
Ibex35(E) 17684 17804 17608 17590 17881
Dow Jones 49412 49003 49013 49072 48892
Nasdaq100 25713 25940 26023 25884 25552
S&P500 6950 6979 6978 6969 6939
Nikkei225 52885 53334 53359 53376 53323
Eur/Usd 1,1836 1,1929 1,1974 1,1968 1,1919
Eur/Gbp 0,8675 0,8683 0,8685 0,8662 0,8662
Eur/Chf 0,9223 0,9197 0,9188 0,9182 0,9157
Eur/Yen 182,52 182,92 182,76 183,48 183,59
Petrolio Brent 65,77 66,9 67,84 70 70,83
Usd a barile
Oro ($ oncia) 5082 5098 5297 5275 4927
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