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Solo macerie: l’arroganza, la prepotenza e le bugie sconfitte dai giovani

arroganza

Le destre hanno voluto contarsi al referendum costituzionale, ma l’arroganza e la prepotenza condita di bugie non hanno scalfito il cuore degli elettori e tanto più quello dei giovani.

Una riforma blindata dai partiti di governo che aveva trovato per strada l’inutile raggruppamento di Area e qualche scontento del Pd non è passata perché i giovani hanno compreso il vero senso della battaglia “contro i Giudici”: la destabilizzazione della democrazia, la perdita delle libertà e la perdita della indipendenza della Magistratura.

Alcune città con Napoli in testa assoluta, hanno espresso una valanga di voti per il No, si è trattato di una nuova presa di posizione netta come quella delle quattro giornate di Napoli che portò alla liberazione dai tedeschi.

Cosa resta di codesta protervia e prepotenza di questa orgia del potere? Solo macerie, solo conflitti, solo contrasti che non si sopiranno in poco tempo.

La libertà è nata dalla lotta partigiana, dalle vite di tanti giovani che l’hanno donata per la nostra Costituzione, dove fior fiore di studiosi di ogni cultura si sono confrontati per impedire nel futuro una nuova dittatura e quindi pesi e contrappesi, poteri e tutele, diritti sacrosanti e limitazioni all’azione del Governo, scelta di un Presidente della Repubblica, quale notaio super partes a dirimere e verificare, controllare e sopire bollori squadristi.

    Oggi è un nuovo 25 aprile, una nuova pagina di apre di confronto, di analisi, di futuro e siamo felici di aver messo con il nostro No un mattoncino contro l’arroganza e la prepotenza, contro le bugie ed anche contro i tanti giornalai del nulla che pensavano di poter far cambiare idea alle masse.

     I giovani, quelli che sono penalizzati dalla deriva delle destre hanno preso la matita e cancellato questo Governo di mere chiacchiere, di bugie conclamate e di difesa della ricchezza e della boriosità.

     Hanno vinto i poveri, hanno vinto gli sconfitti, hanno vinto quelli che non piegano la testa e non si arrendono, hanno vinto i giovani che non arrivano a fine mese, che non vedono un futuro, che sono penalizzati da chi sperpera denaro pubblico per carri armati e gas americano e che si è inginocchiato al “fascista” Trump.

    Un futuro diverso si deve scrivere, fatto di rispetto per le libertà, di tutela dei deboli, di aiuto ai bisognosi, di liberazione dei bisogni e di energie rinnovabili, di Giustizia indipendente e cosciente di questa alta funzione, di studio ed approfondimento delle tematiche e non di nominati senza qualità al comando, di preferenza del politico da scegliere e non del bussolotto della nomina perché inchinato al proprio segretario; di costruzione del futuro e non della sua negazione con odio e cattiverie.

 L’Italia dopo il referendum deve ripartire da Bella Ciao e dal 25 aprile, dal cuore oltre l’ostacolo, dalla difesa dei tre poteri costituzionali.

 Nessuno ama i Giudici, in quanto chiamati ad una funzione alta ed elevata anche se nel contempo molto scomoda, ma tutti devono rispettare la Magistratura quale funzione indipendente.

(Avv. Michele Marra)

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