Sanità: nel degrado ognuno ha paura dell’altro
Campania – Degrado, inciviltà ed approssimazione della sanità campana. Sanità come fronte di guerra, malasanità come realtà incurabile, in agonia.
Vent’anni fa mia madre venne uccisa in un ospedale napoletano. Causa intentata. Battaglia Persa. Battaglia. Tutto inutile. Autopsia truccata da un CTU compiacente che scambiandomi per il legale dell’Ospedale dei Pellegrini mi disse che per la questione di Ardone Vanda, mia madre ,aveva messo le cose a posto. Un viaggio regalato in Australia, per lui e per il figlio mesi dopo fu sospetto.
Si persegue la Camorra la mafia la corruzione ma non adeguatamente quella dei camicie bianchi perché si ha paura di finire nelle grinfie prima o poi di delinquenti che hanno sfasciato la sanità pubblica. Tutti sulla sanità abbiamo fallito. Abbiamo eletto chi ha chiuso i pronto soccorso a Napoli. Scelta obbligata. Lo schieramento opposto avrebbe fatto lo stesso. Purtroppo vi è una carenza umanitaria alla base. Se non vi è un ritorno economico, i reparti di medicina e chirurgia non posso funzionare . Non vi è una politica sanitaria perché è impossibile oramai costruire sulle macerie del malaffare, dell’ abbandono
Se addirittura Speranza e Ghisleri sono indagati per concussione nella gestione COVID, ci si rende conto che non ci si può fidare di nessuno . Vanno bene le operazioni chirurgiche, ma in corsia inevitabilmente si possono contrarre altri mali causa la sporcizia e la rabbia d’infermieri che hanno paura di tutto. Con gli avvisi di garanzia inviati poi a medici dalla Magistratura, in questi anni senza criterio, tutti demandano ad altri. Hanno paura l’uno dell’altro Situazione non risolvibile neanche a breve tempo. L’unica cosa da fare è ricorrere al privato come “Pineta Grande’ equiparato oramai a struttura pubblica. Cattedrale nel deserto che ogni giorno collassa sempre più difronte alle richieste sempre più numerose. Cosa potrà fare la Regione ? Nulla. Tutto impossibile.
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