Caricamento in corso

Sangue nel centro di Napoli: 33enne ucciso in scooter a Porta Capuana. Cresce la tensione sicurezza

tentato omicidio

Napoli.

L’una di notte a Napoli.

Il caldo di luglio si appiccica addosso, mentre i rumori della città faticano a spegnersi.

In sella al suo scooter, Alessandro Grivano attraversa piazza Sant’Anna a Capuana. Pochi metri più in là c’è la stazione centrale, con il suo viavai perenne. Alessandro ha 33 anni, due bambine che lo aspettano a casa e una vita divisa tra il Borgo Sant’Antonio Abate e piccoli guai con la giustizia per truffe agli anziani. Ma non è un uomo dei clan. Eppure, il destino lo aspetta proprio lì, all’angolo della piazza.

Un lampo improvviso squarcia il buio. Un colpo solo, dritto al torace. Il proiettile lo centra in pieno, spezzando il rombo del motore e il filo della sua vita.

La corsa disperata verso l’ospedale Vecchio Pellegrini serve a poco: Alessandro muore prima di poter ricevere aiuto, nel frattempo, la macchina delle indagini si mette in moto. La Squadra Mobile transenna la piazza, mentre i fari delle volanti illuminano i rilievi della scientifica.

Sulle prime si pensa alla camorra, all’ennesimo regolamento di conti tra i vicoli del centro storico, ma gli investigatori capiscono subito che stavolta i cartelli criminali non c’entrano. Spulciano il suo passato, le sue frequentazioni, i suoi segreti, fino a imboccare una strada diversa: quella di una vendetta personale, un movente passionale che ha trasformato una lite in un’esecuzione.

Mentre il sangue di Alessandro si asciuga sull’asfalto di Porta Capuana, la città sembra sul punto di esplodere. Solo ventiquattr’ore prima, a Montesanto, i residenti erano scesi in strada per un flash mob spontaneo. Cartelli alti tra le mani, lo slogan “Più Stato, meno paura” urlato contro i palazzi. La gente ha ancora negli occhi l’immagine choc dei giorni scorsi: una rissa, gli spari e un uomo che correva tra la folla impugnando un Kalashnikov. Un’escalation di violenza che ha tolto il sonno a una Napoli stanca di aver paura.Il rumore di quella pistola a Porta Capuana è arrivato fino a Roma. Mercoledì prossimo, in Prefettura, le istituzioni dovranno guardare in faccia la realtà.

Al tavolo del Comitato per la sicurezza ci sarà anche il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, si parlerà di pattuglie, di controlli e di strategie per riprendersi i quartieri, mentre nel cuore di Napoli una famiglia piange un trentatreenne rimasto a terra in una calda notte d’estate.

Stampa o condividi questo contenuto sui social anche tramite il bottone copia link (giallo):

Commento all'articolo