San Nicola La Strada: il Comune deve pagare 1.3 milioni di euro
Polemiche per la rinuncia all'appello su una Maxi-Multa da 1,3 Milioni
Il Comune di San Nicola la Strada è stato condannato a pagare 1,3 milioni di euro a una società di gestione rifiuti, a seguito di una sentenza di primo grado sfavorevole. La decisione che ha scatenato le critiche, però, non è tanto la sconfitta in tribunale quanto la rinuncia a presentare appello, lasciando così invariato l’oneroso verdetto senza tentare almeno di ridurre l’importo.
La denuncia dell’ex Assessore Battaglia
A portare alla luce la vicenda è Enzo Battaglia, ex assessore e commercialista, che in un post pubblico ha espresso sconcerto per la scelta dell’amministrazione guidata dal sindaco Vito Marotta.
“Perdere una causa può capitare – scrive Battaglia – ma non presentare appello per una multa così pesante è inspiegabile. Si poteva almeno provare a cancellare gli interessi o a ridurre la cifra.”
Il paradosso delle spese legali: 1,3 Milioni vs. 146 Euro
Ciò che ha alimentato ulteriormente le polemiche è il contrasto tra questa rinuncia e un’altra decisione legale del Comune: mentre non si è fatto ricorso per il debito milionario, l’amministrazione ha invece portato in Cassazione una controversia su un canone idrico di appena 146 euro – ricorso poi respinto dalla Suprema Corte con ordinanza n. 21351 del 25 giugno.
Battaglia definisce questa scelta “incomprensibile e sproporzionata”, sia per i costi processuali sostenuti, sia per il messaggio distorto inviato ai cittadini:
“Capirei se fosse una questione di principio, ma perché insistere per 146 euro mentre si abbandona una battaglia da un milione? Il cittadino non può che sentirsi preso in giro.”
“Hai Perso le botti e cerchi i Tappi”: la metafora che fa riflettere
L’ex assessore cita un proverbio popolare per sintetizzare la situazione:
“È come aver perso le botti di vino e mettersi a cercare i tappi. Si trascura ciò che conta davvero per concentrarsi su inezie.”
Secondo Battaglia, il problema non sono i pareri tecnici su cui si basa l’amministrazione, ma la mancanza di buonsenso nel valutare le priorità:
“I legali vanno ascoltati, ma le scelte devono anche tenere conto dell’impatto economico e sociale. Oggi più che mai servono equilibrio e vicinanza ai cittadini.”
Un appello alla trasparenza e alla razionalità
Battaglia lancia un invito alla classe dirigente:
“La politica non può nascondersi dietro il tecnicismo. Servono ascolto, partecipazione e scelte coerenti con l’interesse pubblico, soprattutto quando ogni euro speso pesa sulle tasche della comunità.”
Le domande senza risposta
La vicenda ha acceso un dibattito sulla gestione del Comune, sollevando dubbi su: chi stia realmente influenzando le decisioni legali, perché si sia rinunciato a un’azione di difesa su una somma così ingente, quali criteri guidino le scelte tra le varie controversie.
Mentre la polemica divampa, resta da vedere se l’amministrazione fornirà spiegazioni convincenti o se questa storia diventerà il simbolo di una gestione sempre più contestata
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