CON L’AFA ESTREMA DI QUESTI GIORNI, LAVORARE DIVENTA RISCHIOSO PER LA SALUTE
L’Italia continua a boccheggiare sotto l’assedio dell’anticiclone africano. L’asfalto in autostrada si deforma, i blackout si moltiplicano, il lavoro diventa un rischio. Nei cantieri, nei capannoni, nelle serre, in divisa, al volante degli autobus o in sella alle bici dei rider. A Genova, secondo i sindacati, dodici operai dell’Ansaldo Energia si sono dovuti recare in infermeria per malesseri da calore. In Friuli-Venezia Giulia, la Cisl parla di «temperature estreme», fino a 40 gradi nelle aziende metalmeccaniche. Nel Mantovano, alla Relevi di Rodigo, i sindacati hanno proclamato uno sciopero per il 7 luglio. A Milano, l’Associazione lavoratori Cobas denuncia «situazioni estreme» per i conducenti dei mezzi pubblici «soffocati al volante», e chiede un incontro urgente con Atm, Comune e Prefettura. Anche le forze dell’ordine denunciano condizioni difficili. Il Siulp e il Coisp denunciano: «Poliziotti stremati dal caldo» a Trieste, «costretti a lavorare» in locali «privi di climatizzazione» o ventilatori e senza tutele loro riservate, a differenza di altre categorie. Diverse Regioni hanno firmato ordinanze per limitare le attività nei cantieri nelle ore più torride, ma l’emergenza non concede tregua. Nemmeno per i rider. Dopo le polemiche, Glovo ha sospeso i contestati «bonus caldo» e ha avviato un confronto con i sindacati. A soffrire sono anche i lavoratori stagionali nei campi, chi vive nelle baraccopoli pugliesi, i detenuti. Antigone denuncia condizioni invivibili nelle carceri, dove il caldo aggrava una situazione già critica. Anche le infrastrutture cedono. Sull’A4 Venezia-Milano l’asfalto si è deformato, causando la chiusura dei caselli di Verona Sud ed Est e generando code e disagi. picco, però, deve ancora arrivare. Per i meteorologi, oggi si toccheranno i 41 gradi, con 20 città da bollino rosso. Domani scenderanno a quindici, ma il sollievo sarà solo apparente. Nel weekend, infatti, sono previsti forti temporali e possibili fenomeni estremi come accaduto a Bardonecchia. La sindaca Chiara Rossetti lancia un avvertimento al governo: «O arrivano subito i fondi per la messa in sicurezza, o tratterremo l’Imu. In cinque anni raccoglieremmo la cifra necessaria per fare tutti i lavori».
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