Ritorno alla libertà per Alberto Stasi: la vergogna della Giustizia
Il caso Stasi riapre il dibattito sulle criticità del sistema giudiziario italiano e sull’impatto mediatico della sua scarcerazione.
Garlasco – Alberto Stasi lascia il Carcere per essere affidato al Servizio Sociale. Fine di un incubo ed inizio di un altro. Nulla sarà come prima, e quel sorriso che viene sfoggiato da chiunque rivede la libertà, ben presto incontrerà le mille contraddizioni del momento che cercheranno un raccordo nella sua mente con le mille incongruenze del passato ed ancor più con le contraddizioni di un percorso giudiziario che rappresenta un pasticcio da ogni versante lo si guardi.
L’Itala è realmente il paese dei balocchi, o delle banane, perché ancora una volta abbiamo dimostrato la nostra completa inadeguatezza strutturale rispetto ad una tradizione giuridica più che millenaria. Il mondo ci riderà addosso e giustamente: in libertà dopo sedici anni di carcere un soggetto di carne e sangue – come il genitore morto di crepacuore – si trova ora a dover assistere al processo di un altro individuo che la stessa autorità, quella che lo ha tenuto recluso per sedici anni, ritiene oggi essere l’unico colpevole.
Vergogna! Vergogna! Vergogna!!
Il Procuratore Generale Francesca Nanni dovrebbe “chiudere” – nel senso di equiparazione a “bottega” – la Procura di Pavia, nominando un commissario, ed allo stesso tempo predisporre risarcimento danni per Fabio Napoleone e Stefano Civardi che sono andati da pionieri di legalità a sporcarsi in ogni senso in un ambiente giudiziario che è la fotografia dell’Italia di Enzo Tortora e di tanti distrutti da inerzia malafede e stupidità di Pubblici Ministeri per cui non esistono lavabi tanto grandi per lavarsi le mani e raccogliere il sangue dell’ingiustizia.
Stasi dovrà fare i conti con curiosi, strateghi, pettegoli che gli chiederanno di tutto. Dalle foto hard ai rapporti con Chiara nella chiavetta. Molti li abbracceranno subdolamente per dire prima di andarsene se per lui Scempio è innocente. Da aggiungere le microspie legali o no che verranno piazzate. Sarà sempre meno Alberto e sempre più Stasi. I salotti TV già preparano libretti di assegni per garantirsi la sua partecipazione. Dovrebbe nominare un addetto stampa anche perché invertiti i ruoli, sarà lui ora a dover difendere De Renzis. Ben presto la calca mediatica lo travolgerà nel gossip dell’estate dove i pro ed i contro sono pronti all’arena, alla pugna ed alla violenza, forse facendo rimpiangere a Stasi il suo isolamento detentivo, dove poteva sapere benissimo chi fossero i lupi e quali gli agnelli, che da oggi sarà difficile da individuare .
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