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Ricordi di piombo

Roma

Oggi e’ morta Anna Laura Braghetti irriducibile BR ,terrorista ed assassina di Vittorio Bachehet,due poliziotti ed Aldo Maro, o meglio le vittime riconosciuta di una guerra non dichiarata,fai da te,poi usata da tutti servizi segreti ante e retro cortina di ferro che approfittarono fi una confusione totale per radicalizzare strategie,stringere alleanze e regolare vecchi conti.A 72 anni se ne va la moglie di Prospero Gallinari che materialmente sparo alla nuca Aldo Moro,detta la “vivandiera” dello Statista era l’intestataria del covo di Via Montalcini dove Aldo Moro venne tenuto prigioniero per 55 giornim .Esile , defilata ,molto diversa nell’approccio alla lotta da Natalia Ligas e Barbara Balzerani, ma ugualmente crudele ed altrettanto assassina.
Appartenente alla colonna romana,e’ una delle tre persone che ascoltarono le ultime parole del Democristiano che aveva parlato tanto con loro.La Sindrome di Stoccolma e’ logica, e’inevitabile./Nel libro da lei scritto si respira disagio , rammarico forse ma non pentimento tantomeno il ravvedersi..Lei e Gallinari furono incaricati da Moretti di trascrivere le registrazioni effettuate su due cassette che restano uno dei misteri di quella vicenda, non si sa che fine abbiano fatto, non c’è mai stata prova della loro distruzione. Ricordo anche che Pecorelli, che “sapeva”scrisse e si interrogò su dove fossero le registrazioni con la voce di Moro». Forse le aveva Dalla Chiesa in cassaforte a Palermo Per Biscotti «Braghetti ha intrapreso un percorso di ripensamento ma non credo di ravvedimento ma resta protagonista, nell’omicidio Bachelet, degli episodi criminali più efferati nella storia delle Br».

Francesca Mambro: «Per me una sorella. Addolorata»
Anche Francesca Mambro ha voluto ricordare Braghetti. L’ex militante dei Nar, che con Anna Laura ha trascorso molti anni in carcere e con lei ha
scritto il libro «Nel cerchio della prigione» sottolinea che «per me era una sorella e il dolore per la sua perdita è troppo grande. Vorrei che fosse ricordata per i 30 anni di dedizione a chi soffriva. Alle donne vittime di violenza e ai loro figli, che seguiva nelle case famiglia».

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