Parrocchia di Sant’Antonio Abate – Nei giorni scorsi si è staccato uno dei quadri del soffitto
Parrocchia di Sant’Antonio Abate – Nei giorni scorsi si è staccato uno dei quadri del soffitto
Dopo il periodo di pace e serenità, corrispondente alla gestione parrocchiale d a parte del sacerdote Mario Rosario d’Orlando, che con un lavoro immane, frutto di competenza sia tecnica che artistica, ne determinò la riapertura dopo sette anni di chiusura, una lotta contro i demoni che saranno sconfitti da Angeli a guardia della tradizione, ombre di dissesti e pericoli di chiusura si addensano sulla Abazia/Parrocchia plurivincolata dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali del 1300, dove i monaci scoprirono la cura per l’Herpes Zolster in Napoli a ridosso di Piazza Carlo Terzo.
Nei giorni scorsi si è staccato uno dei quadri del soffitto, dove era posizionata “la pala”(un dipinto), rimanendo sospesa a mezza altezza.
Allertata immediatamente la Polizia Locale che giunta sul posto ha immediatamente messo in sicurezza la navata inibendola ai fedeli e contatta i Vigili del Fuoco che, il giorno 9 Dicembre effettueranno un sopralluogo, per verificare innanzitutto le condizioni di agibilità della struttura, attraverso il riscontro dei requisiti di agibilità prescritti dalla legge, atteso che tutta la struttura intitolata al Santo Eremita risale al 1200, periodo in cui i Cavalieri monaci la gestivano con i terreni adiacenti poi espropriati, attraverso il possesso dell’Ordine dei Cavalieri Costantiniani.
Fu proprio Padre Mario d’Orlando che durante gli scavi effettuati e rimozione del materiale di risulta accumulato nei sotterranei, all’indomani dell’incarico ricevuto, ritrovò una chiave in marmo riportante il “Tau” simbolo del Francescanesimo, in origine di paternità Antuoniana, non riuscendo a trovare la porta che apriva.
Di fronte a questo eventi sinistri, la credulità popolare colora con tinte di mistero le leggende popolari, incuriosendo turisti ed indigeni, rendendo il complesso Abbaziale piu’ accattivante.
Secondo la leggenda che si narra nel popolarissimo Borgo Sant’Antuono Abate adiacente,quanto accade significa che il Santo Patrono, lottatore contro il demonio nel deserto, non e’ contento.
Fantasma dell’Abazia da lui evocato secondo gli anziani quindi, che esprime il suo disappunto forse per la lontananza del Parroco Mario d’Orlando che consegnò di nuovo al suo popolo l’Abazia.
Altresi’, laicamente parlando, tutti pensano ad una agibilità assolutamente da accertare e da certificare, stante anche lo sciame sismico di riflesso proveniente dai Campi Flegrei.
Coniugare don Giacomo Equestre responsabile delle Opere pubbliche della Curia Arcivescovile ed i vertici dei Vigili del Fuoco, sarebbe un onere a cui don Mario d’Orlando non si sottrarrebbe, in supporto al nuovo Parroco.
Forse uno stratagemma di Sant’Antuono Abate e del fantasma dell’Abazia per rivederlo in Parrocchia.
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