“Note e Canti Natalizi della Tradizione”, il nuovo spettacolo di Lello Traisci
Lello Traisci incanta il pubblico del Sacro Cuore con un viaggio nella musica popolare natalizia.
“Note e Canti Natalizi della Tradizione” il nuovo spettacolo del cantore Lello Traisci tenutosi presso il Teatro dell’Istituto Sacro Cuore nella città di Formia il 19 dicembre scorso che ha ottenuto un notevole riscontro da parte del numeroso pubblico.
La manifestazione patrocinata dal Comune di Formia, fortemente voluta dall’istituto Sacro Cuore ed organizzata dall’Associazione “La Normalità”, è stata presentata dalla giornalista Isabella Quaranta.
La straordinaria performance è stata caratterizzata da canti della tradizione religiosa popolare, come ad esempio il famoso brano Quanno Nascette Ninno, chiamato anche con il nome “Pastorale”, scritto in lingua napoletana nel 1731, a Ravello (provincia di Salerno), da Sant’ Alfonso Maria de’ Liguori, prima persona a usare tale idioma per canti religiosi. In origine venne intitolato Per la nascita di Gesù, nome con il quale nell’anno 1816 venne pubblicato. Luogo d’ispirazione per la composizione del canto furono le alture del Rifugio di Santa Maria dei Monti di Scala (provincia di Salerno), che il vescovo aveva visitato durante un soggiorno effettuato in quello stesso anno.
Dopo la pubblicazione della prima edizione, Quanno nascette Ninno ha subìto varie rielaborazioni e arrangiamenti (per esempio, si pensi che lo stesso Sant’Alfonso lo utilizzò come spunto per comporre, nel 1744, un altro canto natalizio, con parole e in parte la melodia modificate: Tu scendi dalle stelle, che riprende quasi letteralmente la seconda parte del motivo del canto napoletano.
Un altro brano emblematico eseguito magistralmente dal maestro Traisci è stato A’Nferta, di origini antichissime composta nella zona della costiera sorrentina, ma di cui non si conosce chi sia il compositore, anche se il testo viene attribuito ad un certo Prospero Cafiero. Il genere del brano è una zingarata con testo composto da 3 settenari e un quaternario, mentre la melodia è in 6/8 ed è composta da 70 strofe.
Il brano si cantava come buon augurio per il muovo anno. La tradizione vuole che si andasse in giro a cantare questa canzone per ottenere un’offerta da nobili, commercianti e datori di lavoro con il lancio di una pietra ai piedi della persona a cui si voleva augurare un buon anno. La fama raggiunta da questo brano fu tanta che venne inserito nella famosa commedia La cantata dei pastori.

Altro brano storico e quasi dimenticato è del noto poeta Ferdinando Russo scrittore napoletano, che si distinse da altri poeti del tempo (1866 – 1927) per la sua caratteristica di scrittura popolare e schietta molto vicina agli intercalari popolari. Egli ha scritto noti testi di canzoni del repertorio classico napoletano come: Scetate, Tammurriata Palazzola, Serenata a Pusilleco.
Il nostro cantautore è rimasto colpito in particolare da una poesia, che col tempo è stata musicata e spesso durante le festività natalizie la ascoltiamo in qualche kermesse musicale con il titolo “A Madonna d’ è mandarine”. L’altro canto è Madonna de la grazia, un canto molto antico che rappresenta il modo di appropriarsi dei canti della liturgia cattolica da parte del popolo cantandoli in lingua napoletana, così il repertorio storico ha fatto rivivere attimi di vera cultura popolare e raccontato fatti religiosi e tradizionali ad un pubblico attento e sempre più incuriosito.
Oltre al repertorio popolare il maestro Traisci ha eseguito anche i suoi brani come Tammurriata San Castrese, Tammuriata a San Rocco, Mater Matuta, Notte ‘e Sant’Antuono e altri brani da lui composti.
Gli abbiamo chiesto il perché da un po’ di tempo si esibisce da solista e non ha più con se la sua notissima Paranza (gruppo), ci ha spiegato che così facendo ha più tempo per studiare per fare ricerca e per costruire sempre nuovi spettacoli ( dove abilmente lo vediamo alternarsi nel suonare vari strumenti ) che non siano simili agli altri già fatti, ci dice di conoscere ben 300 brani di musica popolare e che quindi riesce da solo a organizzare performance sempre diverse e nuove, ci da appuntamento per la primavera prossima dove lo ritroveremo oltre che fuori Italia anche in altre città del nostro territorio.
Gli chiediamo se presenterà un nuovo libro e, molto simpaticamente, ci risponde che ci sta lavorando, ma per ora, per motivi scaramantici, non vuole rivelare nulla.
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