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Napoli: ad un bambino di 2 anni trapiantato cuore “bruciato”, ora necessita di un nuovo trapianto entro 48 ore

trapianto

La madre del piccolo Simone (nome di fantasia) non si da pace.

“Mio figlio aveva una vita quasi normale, seguiva una cura farmacologica, giocava, mangiava regolarmente. Era a casa con noi. Poi, è arrivata la chiamata per il trapianto: adesso è ricoverato da settimane in coma farmacologico e rischia la vita”.

La storia del piccolo Simone è una storia ingiusta, poco chiara e dolorosa.

Il bimbo è nato con una grave malformazione cardiaca ma nonostante le cure farmacologiche alle quali si sottoponeva conduceva una vita abbastanza regolare fin quando è arrivata la notizia di un possibile trapianto di cuore.

Possiamo immaginare la gioia da parte della famiglia. Finalmente Simone avrebbe avuto un cuoricino senza problemi, certo un trapianto non è mai cosa semplice da affrontare ma almeno avrebbe avuto un cuore sano.

E invece ad ostacolare i sogni del piccolo Simone, a pochi giorni dallo scorso Natale, si è messo di mezzo il destino o per meglio dire un caso di malasanità: il nuovo cuore impiantato,  proveniente da Bolzano, era stato purtroppo lesionato, conservato male durante il trasporto a causa dell’uso di ghiaccio secco. Il bimbo ricoverato al Monaldi dove ha subito l’impianto del cuore arrivato difettoso, è ora ricoverato in coma farmacologico. Mentre con un riuscito trapianto di cuore avrebbe avuto un’aspettativa vita ottimale al 90% ora, a distanza di settimane dall’errore commesso nel trasporto, le speranze si stanno riducendo sempre di più.

Senza contare che in queste settimane di coma alcuni organi come il fegato sono stati compromessi.

Ciliegina sulla torta: la famiglia ha saputo dell’errore commesso nel trasporto dai giornali.

” L’ospedale ci aveva semplicemente detto che il trapianto non aveva avuto esito positivo. Invece ora sappiamo che il cuore trapiantato di Simone non era stato tenuto bene, non funzionava.”

Non stupisce che i genitori del piccolo abbiano sporto denuncia e abbiano deciso di farsi tutelare dall’avvocato Francesco Petruzzi.

I Carabinieri in queste ultime ore hanno acquisito la cartella clinica e i documenti, mentre sul caso stanno indagando sia la Procura di Napoli che di Bolzano per capire che tipo di responsabilità ci sono state nell’errore commesso nel trasporto e nella successiva operazione, “anticipata”.

Nel frattempo nelle ultime 24 ore sono arrivate le prime due decisioni nell’ambito dell’inchiesta interna all’ospedale Monaldi in corso, parallela alle indagini degli inquirenti.

Innanzitutto, sono stati sospesi dall’attività di trapianto, ma restano regolarmente in servizio all’ospedale Monaldi, i due chirurghi che hanno fatto parte dell’équipe che ha trapiantato il cuore “bruciato” al bambino.

Oltretutto l’azienda ospedaliera ha deciso di sospendere in via cautelativa le nuove candidature per i trapianti pediatrici. Tutto ciò in attesa di approfondimenti specifici per capire se ci siano state delle responsabilità mediche, se siano state seguite le procedure previste in questi casi, se tutto sia stato fatto secondo le direttive per i trapianti pediatrici. Il Monaldi, infatti, resta tra i principali poli campani per i trapianti, con un incremento delle segnalazioni del 46% e il record per quanto riguarda il fegato.

Nel frattempo la vita di Simone è in attesa.

Potrà ancora ricevere correttamente un cuore considerato che è ormai attaccato, per le funzioni vitali, ai macchinari da settimane?

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