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Mobilitazione a Caserta per l’Istituto “Mattei-Ferraris”: nasce un comitato contro la demolizione dell’istituto

Un comitato spontaneo di cittadini, docenti e studenti si è costituito a Caserta per salvare la storica sede dell’istituto superiore “Mattei-Ferraris” (nato dall’unione tra il Mattei e il Ferraris a seguito del dimensionamento scolastico). La mobilitazione è scattata dopo che lo stabile centrale della scuola è stato dichiarato inagibile nello scorso mese di luglio. Di fronte all’ipotesi di abbattimento e successiva riedificazione del plesso – un’operazione dal costo stimato di circa 14,5 milioni di euro – la comunità scolastica chiede alla Provincia e agli organi competenti di valutare una strada alternativa: quella del recupero funzionale e della ristrutturazione dell’edificio esistente.
Per accendere i riflettori sulla vicenda, il Comitato ha organizzato una manifestazione pubblica per giovedì. Il corteo partirà alle ore 9:30 dall’area dell’ex Macrico per concludersi in piazza Vanvitelli. Come chiarito dalla portavoce del movimento, la professoressa Manuela Parlapiano, l’iniziativa si propone come una passeggiata civica a tutela dei beni comuni e vedrà l’assenza di sigle o simboli di partiti politici, per evitare qualsiasi forma di strumentalizzazione.
Nel documento programmatico redatto dai promotori e presentato anche al Vescovo di Caserta, Pietro Lagnese, si evidenzia il valore sociale della struttura. Per decenni la sede centrale ha rappresentato un punto di riferimento per l’inclusione, il contrasto alla dispersione scolastica e l’animazione culturale di un’area nevralgica del centro storico. Secondo il Comitato, il trasferimento definitivo o la scomparsa della scuola da quella zona priverebbe la città di un importante polo educativo e sociale profondamente integrato con il tessuto economico locale.
Accanto alla battaglia a lungo termine per il ripristino delle mura, la comunità scolastica deve fare i conti con le emergenze quotidiane del nuovo anno scolastico. Attualmente, l’attività didattica è frammentata su tre sedi distinte, molto distanti tra loro e penalizzate dalle carenze nei trasporti pubblici.
Il dirigente scolastico Roberto Papa ha quantificato i numeri della complessa macchina organizzativa, che oggi muove 1.500 studenti, 250 docenti e 80 unità di personale Ata. Il preside e il Comitato chiedono alla Provincia una soluzione logistica immediata per il prossimo futuro:
  • Accorpare le attività didattiche in soli due poli, concentrando la popolazione studentesca tra le strutture di Puccianiello e dell’area ex Saint Gobain, riducendo così i forti disagi per le famiglie;
  • Dotare subito le attuali sedi dei servizi fondamentali ancora carenti, tra cui laboratori specifici per gli indirizzi professionali, palestre idonee per l’educazione fisica e connessioni internet adeguate alle necessità della didattica quotidiana.
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