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Miano, omicidio senza senso e città in allarme
L’uccisione di Lorenzo Sposiamo riaccende la paura: un killer in fuga, una comunità che chiede risposte e uno Stato chiamato a curare le ferite lasciate dai clan.

Miano omicidio

Miano Napoli, odio più forte del tempo, vendetta necessaria in una mente necessariamente deviata perché asservita al male e le sue logiche perverse che non permettono lo sgarro, una offesa insanabile se non con una prova di forza stupida, frutto del degrado psicologico prima che morale. Forse , ma quasi sicuramente questa e’ la strada, l’epilogo di un fallo di troppo durante una partita a calcetto di qualche mese fa. Mente devastata dalla imbecillità, quella di un killer che ha dovuto sparare per colmare il suo senso di auto giustizia malato che lo consegnerà a vent’anni se minorenne o all’ergastolo se ha la maggiore età. Dinamica chiarissima dell’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi.Da ricercare solo un ennesimo disperato in fuga e che verrà arrestato tra poche ore , su questo non c’è dubbio anche perché Lorenzo Sposiamo di 21 anni era un ragazzo lontano da ogni logica di clan o refluo di criminalità organizzata, e Napoli ed i napoletani questo lo danno e da ogni versante gli faranno terra bruciata, su questo non c’è dubbio. Fascicolo ancora titolato contro ignoti quello assegnato da Nicola Gratteri all’ espertissimo P.M.Parascandolo , già al lavoro febbrilmente per stanare e dare un volto al Killer di Via Caprera che ha fatto risvegliare la Città nell’incubo delle baby gang pronte a tutto e fuori controllo. Sul posto bocche non cucite e sdegno della popolazione di Miano. ” Se c’erano loro non sarebbe successo ” tuona una donna riferendosi alla passata presenza del clan di camorra sul posto prima dell’avanzata dello Stato che ha azzerato tutto, dimenticando che questi fatti di morte sono proprio la conseguenza dell’ esistenza dei clan che hanno inoculato veleno nei giovani che persiste anche dopo la loro estinzione, per cui lo Stato non riesce ancora a trovare un antidoto, una cura necessaria per tutti i giovani ancora ammalati camorra che si propone sempre con lo stesso fetore, ma in forma riveduta e corretta.

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