L’Ideologia del XXI Secolo: L’Impatto dell’Intelligenza Artificiale tra Finanza, Tagli al Personale e Tenuta Sociale
La tecnologia si è imposta come la vera ideologia del ventunesimo secolo, avviando un’accelerazione così potente da superare qualsiasi barriera normativa, compresi gli scudi statali del Golden Power.
Se l’Ottocento e il Novecento sono stati segnati dalle rivoluzioni del treno e dell’automobile, l’era dell’Intelligenza Artificiale promette di ridisegnare il mondo nei prossimi vent’anni più di quanto sia cambiato negli ultimi tre secoli. I tempi di adozione delle novità si sono contratti in modo impressionante: se all’elettricità servirono 45 anni per raggiungere il 25% della popolazione, a Internet ne sono bastati 5, e oggi la transizione verso l’automazione sta avvenendo simultaneamente in ogni settore.
Il braccio di ferro geopolitico sull’operazione Unicredit-Commerzbank non è quindi una semplice frizione finanziaria, ma la reazione difensiva della Germania di fronte all’impatto sociale della digitalizzazione.
L’opposizione del governo tedesco alla vendita delle proprie quote è dettata dal timore dei 25mila esuberi stimati dall’integrazione, un colpo durissimo per il cancelliere Friedrich Merz, già in netta difficoltà nei sondaggi mentre l’estrema destra di AfD continua ad avanzare.Del resto, il taglio del personale è un trend ormai generalizzato nel sistema bancario globale: la britannica Standard Chartered ha pianificato 7.000 esuberi citando proprio l’IA, l’americana Citi prevede una riduzione di 20.000 posti e a Singapore DBS Group ridurrà la forza lavoro del 10%.
Anche in Italia, Intesa Sanpaolo ha annunciato 9.000 uscite entro il 2027 (compensate da 3.500 assunzioni di giovani), mentre l’operazione su MPS ne prevede 6.800 volontarie.
Questo scenario solleva enormi preoccupazioni sul fronte delle disuguaglianze e della tenuta sociale: se già nel 2023 Goldman Sachs stimava che l’IA avrebbe potuto automatizzare 300 milioni di posti di lavoro a tempo pieno, dinamica confermata dai 30.000 tagli operati da Amazon nei suoi magazzini, la concentrazione della ricchezza ha raggiunto livelli record, con l’1% della popolazione americana che detiene il 32% del patrimonio nazionale. L’utopia di un reddito universale per tutti appare insufficiente a colmare il vuoto identitario e psicologico di milioni di persone senza occupazione.
Se negli Stati Uniti l’ubiquità delle armi fa temere rivolte armate, spingendo i magnati della Silicon Valley a costruirsi bunker di lusso, nella vecchia Europa il rischio reale è che la politica cavalchi la rabbia dei nuovi disoccupati, minando la sostenibilità dello stato sociale.
Di fronte alla prospettiva di un mondo post-umano dominato da una tecnologia deregolamentata, Papa Leone XIV ha indicato una via alternativa nella sua prima enciclica, “Magnifica Humanitas”, dedicata alla tutela della persona nell’era dell’intelligenza artificiale.
Il Pontefice non propone il rifiuto del progresso, ma la sua integrazione in un preciso ordine morale e sociale.
La tesi centrale del testo è la necessità di governare l’innovazione prima che sia l’innovazione a governare noi, trasformando l’IA da strumento di profitto per pochi oligarchi a risorsa diffusa per il bene comune, capace di rispettare la dignità umana e la solidarietà sociale.
Commento all'articolo