MAXI TRASFERIMENTO AL 41-BIS: 88 Boss blindati nel carcere di Cagliari Uta. L’Imponente operazione “Iride”
Operazione "Iride" della Polizia Penitenziaria: trasferiti 88 detenuti al 41-bis in Sardegna. Spettacolare spiegamento di forze e polemiche politiche con la governatrice Todde
REGIONALE (Lucia Sforza)- Un’operazione logistica e di sicurezza senza precedenti ha ridisegnato la mappa del carcere duro in Italia. L’operazione “Iride”, condotta tra il 5 e il 6 settembre dalla Direzione Generale delle Specialità della Polizia Penitenziaria, ha portato al trasferimento di 88 detenuti in regime di 41-bis presso la Casa Circondariale di Cagliari Uta, portando il totale dei reclusi sotto questo regime nella struttura a quota 92.
La macchina imponente dell’operazione “Iride”
A rendere nota la portata dell’intervento è stata la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, che ha sottolineato l’eccezionale sforzo organizzativo messo in campo per blindare il trasferimento dei vertici della criminalità organizzata.
I numeri dell’operazione parlano chiaro:
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207 agenti impiegati tra G.O.M. (Gruppo Operativo Mobile), G.I.O. e reparti territoriali.
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65 veicoli di servizio divisi in 8 convogli terrestri.
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7 ambulanze e 10 voli militari.
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2 aerei della Guardia di Finanza (utilizzati per il trasporto atterrato all’aeroporto militare di Decimomannu).
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2 droni per il costante monitoraggio aereo dall’alto.
L’intervento, coordinato dal Direttore del G.O.M. insieme alle forze di polizia territoriali, ha previsto perquisizioni straordinarie e un monitoraggio serrato delle comunicazioni per azzerare qualsiasi rischio di interferenza esterna. L’obiettivo primario dichiarato è quello di superare la promiscuità tra i diversi circuiti detentivi, creando poli esclusivi per il 41-bis per stroncare sul nascere la capacità di comando dei boss mafiosi.
Lo scontro politico: la Sardegna e le polemiche sui trasferimenti
L’arrivo dei detenuti in Sardegna non è passato sottosilenzioso sul piano politico, scatenando un acceso botta e risposta istituzionale.
Da un lato, la presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, ha duramente criticato le modalità dell’operazione:
“Con l’arrivo dei primi detenuti al 41-bis nel carcere di Uta, il ministro Nordio porta a compimento una scelta imposta alla Sardegna, sottraendosi fino all’ultimo al confronto con la Regione”.
Dall’altro, la replica non si è fatta attendere. Il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda ha definito lo spettacolo delle proteste “surreale”, accusando la sinistra e la stessa governatrice di manifestare contro gli effetti di decisioni e normative strutturate e finanziate dai loro stessi partiti quando erano al governo della nazione.
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