Licenziati a Napoli Stazione Centrale: la battaglia di 28 famiglie. FOTO ESCLUSIVE!
La storia dello scandalo Grandi Stazioni e Cigar1: maestranze lasciate per strada con una lettera mai vista e un contratto rescisso da una postilla capestro.
Il clima è pesante, i volti tesi, ma non stanchi. E’ il cuore che sorregge tutto, soprattutto la speranza, che la ragione altresì deduce, dallo svolgersi degli eventi, essere vana. Sono decisi vanno avanti. In gioco 28 famiglie. Storia di degrado lavorativo e scandalo istituzionale dove il management privato, con la complicità di un lassismo di controllo, “getta” per strada ventotto nuclei familiari all’esito di un percorso premeditato, credono tutti, ben orchestrato ad insaputa dei dipendenti che in buona fede si sono affidati alle solite sigle sindacali che, più delle bandiere donate ai lavoratori in assemblea permanente nei locali ex Burger king a Napoli Stazione Centrale, non sono in grado di offrire.
Maestranze che ad oggi non sono ancora in possesso – pur avendola richiesta attraverso l’accesso agli atti nell’ambito del rapporto subordinato con il datore di lavoro come prevede lo Statuto dei lavoratori – della fantomatica lettera con la quale Grandi Stazioni, attivando una “postilla” capestro nel contratto con Cigar1, avrebbe invocato la rescissione contrattuale che scadeva il 2028 per la necessità di una riqualificazione di locali oggetto della locazione .
Lo dicono i dipendenti, con gli occhi sempre più lucidi dalla rabbia, pronti alla lotta. Anche in questo caso del contratto e della “postilla”
misteriosa nessuna traccia. Unico documento in loro possesso, una comunicazione da parte di Cigar1 SRL, datata 2 Ottobre 2025: cronaca di una morte annunciata!
La preoccupazione imminente è per il 6 Novembre perché questo stipendio è importante e, viste le bugie raccontate loro sino ad ora, il dubbio del pagamento è legittimo, anche perché ha scarso valore una PEC inviata da parte della Azienda ai Sindacati – frammentaria dislessica e fortemente criptica – che invita ad incontrarsi per redigere le buste paga, suscitando così una ulteriore perplessità, legittima, come quella di chiunque ascolti questa storia di “male lavoro” partendo dal suo epilogo con la “cacciata” dei dipendenti.
Questa è la triste conclusione di una storia nata ad Aprile 2024 quando Cigar1 SrL, con capitale sociale Euro 19.800/00 e con Amm.re delegato Walter Ferranti, cede un ramo d’Azienda e carica societaria al subentrante Maurizio Ravioli.
In “ballo” una passività di Euro 400.000/00 circa, 396.483/67 per la precisione, su cui bisogna glissare, come pure sul fatto che Walter Ferranti è il grande vecchio che da decenni decide il destino di uomini e cose, in quanto è sempre lui che inventa Cigar1Srl che rileva lo “sfriddo” Aziendale della GRF SrL con capitale sociale di un milione di Euro e sempre Amm.re delegato Walter Ferranti, che succede in linea temporale a GERFER SPA con Capitale Sociale di 500.000 Euro e con sempre lo stesso Amm.re delegato.
Nel loro dolore per gli accadimenti ma soprattutto per la delusione provata dopo tre inutili tavoli di concertazione tra le parti, svolti in Prefettura, i dipendenti non accampano giudizi ne pronunciano illazioni circa ipotesi in itinere di bancarotta fraudolenta oppure di violazione di norme rilevanti penalmente riguardo al trattamento ricevuto ed all’evoluzione che si prospetta.
Loro vogliono risposte non dai politici da campagna elettorale ma dalle istituzioni per valutare l’ipotesi di un ricollocamento delle unità lavorative. Doveroso, ma non al momento, sarà conoscere anche all’esito di eventuali indagini da parte della Guardia di Finanza che verificheranno se i meccanismi di esondazione erano realmente strutturati da tempo.
Tutti i lavoratori sono in attesa degli eventi, maturati adesso ed anche dopo la richiesta, attraverso un accesso agli atti, di copia della lettera con cui si trasse il dado e si passò il Rubicone della decenza e del rispetto per i lavoratori e per Napoli che non merita una vetrina così ignobile.
Domani, sabato, Flash Moab alle ore dieci e trenta .







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