Le Borse mondiali ed i mercati finanziari dal 20 al 24 luglio 2026
I mercati azionari nervosi subisono le tensioni del momento: crisi in Medio Oriente, petrolio alle stelle, rischio inflazione. Salgono i rendimenti dei titoli Governativi dei paesi dell'Eurozona, la Bce lascia i tassi invariti. E per finire non mancano i timori sul settore tecnologico.
Scenario internazionale invariato nel fine settimana appena trascorso (18/19 luglio) sui fronti di guerra. In Medio Oriente il conflitto che si è riacceso una quindicina di giorni fa si sta facendo nelle ultime ore sempre più drammatico. Gli attacchi aerei da parte americana contro l’Iran si stanno susseguendo notte dopo notte oramai da una settimana, il paese islamico risponde con il bombardare le postazioni militari Usa situati nei paesi arabi che fanno anche da base logistica per le operazioni dell’Areonautica a stelle e strisce. Lo Stretto di Hormuz è di nuovo bloccato al transito delle grandi petroliere e quelle che ci provano spesso vengono bombardate. Ognuno dei due paesi in guerra pretende il controllo dei passaggi dei grandi carichi di greggio, e gli accordi siglati lo scorso mese di giugno sono oramai carta straccia. Anche se non sempre ne parliamo, inutile dire che anche il fronte Israele contro Gaza, Libano e Cisgiordania resta sempre molto caldo, ed alle già note condizioni di vita al limite della popolazione civile dobbiamo aggiungere che in queste ultime ore ci sono state altre incursioni da parte dell’esercito israeliano che hanno causato ulteriori morti. Infine resta acceso l’altro fronte bellico tra Russia e Ucraina che anche in questi ultimi giorni ha visto un intensificarsi dei reciproci attacchi che hanno causato perdite civili da entrambe le pari.
Lunedì: Prezzo del petrolio Brent schizzato a 90$ ed oltre negli scambi notturni questo l’effetto del riacutizzarsi del fronte bellico nel Golfo Persico. Le borse asiatiche, Tokyo chiusa per festività, hanno chiuso in ordine sparso. Positive le piazze cinesi, Seul perde un altro 4,46%, stabile Taiwan. Le borse europee aprono deboli e leggermente contrastate. Mercato valutario senza particolari variazioni, i cambi restano alquanto allineati a quelli di venerdì (€/$ 1,1443; €/Yen 185,80). Prezzo dell’oro in area 4020$ oncia in risalita dai minimi di prezzo (4000) degli scambi notturni. Il petrolio Brent che invece ha impennato nella notte, negli scambi mattutini europei ha leggermente ceduto ed è quotato a 88,50 (intorno alle 10,15). Inizio settimana con un altro rialzo dei valori di riferimento per il comparto del reddito fisso domestico. Lo spread sale ad 84 punti ed i rendimenti sfiorano il 4%. La seduta delle borse europee è proseguita tra alti e bassi, alla ricerca di una direzione che alla fine non è stata trovata. Alla chiusura Zurigo e Londra hanno terminato al ribasso rispettivamente -0,62% e -0,71%. Le altre piazze terminano praticamente invariate, Milano con -0,04% vede al rialzo Nexi, Stm e Fincantieri: Al ribasso Enel, Telecom, Leonardo. Mercato valutario con il Dollaro in parte in ripresa sull’Euro ed il cambio che è sceso ad 1,1412 stabili gli altri rapporti di cambio. Per le materie prime l’oro quota intorno ai 4010$ l’oncia ed in giornata non ha subito particolari variazioni di prezzo. Il Brent ha continuato ad essere scambiato in area 87/88, indietreggiando di poco dai massimi di giornata, questo forse su indiscrezioni sulla ripresa di possibili colloqui tra Usa ed Iran. Sempre alto lo spread ed i rendimenti e non solo per il Debito Italiano 83 lo spread e 3,98% i rendimenti. In chiusura i Btp di riferimento terminano al ribasso.
Martedì: Ieri sera la borsa americana dopo una seduta che si è svolta senza particolari stimoli operativi termina con il Nasdaq sulla parità +0,04%; mentre gli altri due indici terminano al ribasso che risulta più accentuato per il DJ -0,59%, molto meno per l’S&P500 -0,19%. Piazze asiatiche in rialzo dopo la seduta di questa notte e in chiusura Tokyo vede il Nikkey recuperare il 3,26%, Seul +3,50%, positive Shanghai e Pechino, stabile Hong-Kong. Borse europee in recupero questa mattina, gli indici sono tutti in verde ma con guadagni moderati entro l’1%. Il mercato valutario resta stabile con un Dollaro solido nei confronti dell’Euro (€/$ 1,1427 ore 12,30), non lontano dai valori di ieri anche il rapporto €/Yen (185,80). Nelle materie prime vediamo che il prezzo dell’oro è di poco risalito questa mattina e viene scambiato a 4070$ l’oncia, mentre il prezzo del Brent sta dimostrando più volatilità e gli scambi avvengono nella fascia più ampia compresa tra 88 e 90$ a barile. Per il mercato obbligazionario i valori registrati questa mattina sono in linea con gli ultimi segnalati per la giornata di ieri. Gli operatori attendono decisioni in materia di politica monetaria che possono essere prese nella riunione della Bce in programma per giovedì 23 luglio, per fronteggiare un incombente inflazione. Le borse europee attraversano tutta la seduta in territorio positivo e la concludono bene. La migliore è Piazza Affari che termina con +0,81%, i titoli migliori sono Prysmian +4,32% Stmicroelectronics +4,34%, Leonardo +1,51%, Unicredit +1,87%. Sul settore dei cambi migliora nel pomeriggio il Dollaro ed il cambio scende a 1,1406 con l’Euro. Stabile il cambio €/Yen, mentre risale dai minimi dei giorni scorsi il cambio €/£ che ritorna a 0,8530. Per le materie prime se da un lato oggi i movimenti sul metallo giallo non hanno dato particolari sorprese (4070$ ore 17,00), non possiamo dire lo stesso sul petrolio. Il prezzo del Brent infatti da metà seduta ha ripreso a salire con decisione, ed alle 17,00 il barile passa di mano a 91,40$. Le tensioni su quanto accade ad Hormuz sono la causa di questo rialzo. Infine nel settore domestico del reddito fisso i rendimenti si mantengono sempre alti 4% mentre lo spread si ferma a 83 punti base. Quasi tutti i Btp di riferimento hanno chiuso al ribasso.
Mercoledì: Seduta e chiusura positiva ieri sera per la borsa Usa. Tutti e tre gli indici terminano al rialzo il Nasdaq con +1,93% recupera una buona parte di quanto perso la settimana scorsa. Le piazze asiatiche terminano una seduta contrastata, al ribasso terminano Hong Kong e Pechino, Shanghai chiude sulla parità. Positiva Seul +0,74%, mentre Tokyo termina con il Topix al rialzo +0,45% e il Nikkei al ribasso -0,18%. Positiva la seduta per le borse europee, anche oggi sono tutte positive ma con maggiore slancio nei confronti della vigilia. Diverse piazze a metà seduta registrano segni positivi intorno all’1%. Sul mercato valutario vediamo che il Dollaro è sempre forte nei confronti dell’Euro ed il cambio è sceso ad 1,1405, stabili gli altri rapporti di cambio. Settore materie prime con i prezzi in deciso rialzo. L’oro è scambiato a 4120$ l’oncia ed il petrolio Brent che ha imboccato la strada del rialzo già da stamattina presto è arrivato a quotare oltre i 94$ a barile per poi ripiegare, a metà seduta un barile vale 93,80$. Continua la tensione sui mercati dei titoli governativi dell’area Euro, ed anche oggi, se lo spread tra Btp e Bund è rimasto stabile ad 82 punti, i rendimenti dei nostri Btp decennali si attestano al 4%, così come salgono anche i rendimenti dei Bund tedeschi al 3,18%. In un contesto già così teso, come se non bastassero i problemi della guerra del Golfo, Trump ricomincia a parlare di nuovi dazi contro Paesi sparsi per il mondo e relativi a prodotti fondamentali quali ad esempio i farmaci. La seduta per le borse europee procede positiva fino alla chiusura e vede Londra la migliore con +1,26%. Milano termina con un +0,97%, i titoli migliori in Piazza affari risultano: Tenaris +3,02%, CnhIndustrial +3,08%, bene alcuni bancari: Monte Paschi +2,40% e B.ca Intesa +1,32%. Sul mercato valutario nel pomeriggio il cambio €/$ non presenta particolari variazioni al contrario del rapporto Euro/Yen che vede un improvviso peggioramento della valuta nipponica ed il cambio sale ad oltre 186. Continuano a salire i prezzi delle materie. L’oro ha raggiunto i 4160/170 $ l’oncia, il Brent dopo essere risalito ai prezzi di inizio giugno al momento sembra avere trovato un equilibrio in area 93/94$ a barile. Infine gli ultimi dati rilevati sul settore obbligazionario domestico indicano uno spread ad 84 punti ed i rendimenti al 4%. Continuano a scendere i prezzi dei Btp di riferimento. A metà seduta a Wall Street gli indici procedono in moderato rialzo.
Giovedì: La seduta della borsa americana nella serata di ieri ha invertito la tendenza e la chiusura è negativa per il Nasdaq -0,54% ed intorno ai valori della vigilia per gli altri indici (DJ -0,01%, S&P500 -0,19%). Positivo invece il comportamento dei listini delle piazze asiatiche, Tokyo termina con il Nikkei +0,46% ed il Topix +0,51%, l’indice Kospi di Seul recupera il 4%. Positive anche le borse cinesi. Negativo l’inizio della seduta per tutte le piazze europee. Milano è tra le peggiori, forte ribasso per STM (-13%). Sul mercato valutario Euro in ripresa sulle altre valute monitorate. Forte rialzo invece per il prezzo del Brent che sulle continue minacce di restrizioni ai passaggi dei carichi di greggio anche nello stretto di Bad el-Mandeb sale con decisione fino alla soglia dei 97$ a barile. Prezzo dell’oro in leggero ribasso (4106$ oncia). I primi segnali per il settore del reddito fisso non sono incoraggianti, rendimenti al 4,04% e spread a 84 punti base. Brutta seduta per le borse europee che dopo una giornata negativa terminano tutte in perdita. La peggiore è Milano con un pesante -2,80%. Sul forte ribasso ha pesato molto il crollo di Stmicroelectronics -17,70% nonostante la pubblicazione dei conti trimestrali con risultati positivi. Sono pesanti anche i titoli bancari: Unicredit -4,80%, B.ca Monte Paschi -1,96%, B.ca Intesa -2,64%. Non da meno Nexi -5,98%, Stellantis -1,32%. Salgono Eni +2,96%, Leonardo +1,41%. Le altre borse europee terminano con segni meno che vanno da Francoforte con -1,17% a Zurigo con -0,71%. Forte recupero del Dollaro sull’Euro, il cambio è sceso a 1,1374; di poco variate le altre valute, resta debole lo Yen il cui cross con l’Euro è 186,30. Per le materie, forte rialzo del prezzo del Brent che ha superato la soglia dei 100$ a barile, al contrario ridiscende il prezzo del metallo giallo che ritorna nel pomeriggio a 4050$ oncia. Si è svolta la riunione della Bce, i tassi sono rimasti invariati, ma nonostante ciò restano molto alti i timori per una ripresa della spinta inflazionistica causata dal caro energia. Questo è anche uno dei motivi che continua a portare tensione sul mercato obbligazionario domestico. I rendimenti dei nostri Btp decennali che sono il benchmark di riferimento si è attestato al 4,08%, lo spread è salito a 86 punti base. Ovviamente i prezzi dei Btp continuano a scendere. A metà seduta la borsa Usa vede gli indici in perdita di circa l’1%.
Venerdì: Ieri sera seduta negativa per la borsa americana che termina con tutti e tre gli indici negativi. Il peggiore è il Nasdaq (-1,87%) penalizzato dalle vendite dei titoli tecnologici, ma anche il DJ (-0,97%) e l’S&P (-1,21%) risentono abbondantemente della giornata pesante su tutte le borse. Questa mattina le borse asiatiche concludono la settimana adattandosi allo scenario già visto ieri. Pertanto a Tokyo il Nikkei chiude con -2,73%, il Topix -1,05%, Seul -5,70%, le borse cinesi con oltre l’1% di perdite. In Europa le borse aprono in moderato rialzo, un rimbalzo in realtà che però potrebbe anche non tenere a lungo. Sul valutario osserviamo una certa volatilità del cross €/$ che alle 10,15 registra 1,1387; mentre l’€/Yen resta intorno a 186,50. Il prezzo del Brent stamane è in leggera flessione dai massimi di 101$ registari ieri, ed all 10,15 il barile vale 98,80$. L’oro resta stabile intorno a 4050$ oncia. Per il settore del reddito fisso domestico questa mattina i valori sono rimasti stabili, meno male ci sentiamo di aggiungere, considerando che i rendimenti al 4% sono un record (negativo ovviamente per il nostro Debito Pubblico). Spread a 85/86 punti base. Il rimbalzo delle piazze europee invece ha tenuto e tutti gli indici archiviano l’ultima seduta con il segno positivo, anzi più che un rimbalzo un vero recupero. La migliore è Madrid +1,63%, Milano termina con +0,94%. L’FtseMib sale grazie al recupero dei titoli bancari tutti indistintamente positivi; sempre al ribasso invece Stmicroelectronics -2,41% ed oggi anche Poste Italiane -3,65%. Il Dollaro continua a mantenersi forte sull’Euro ed alle 18,00 il cambio è 1,1380. Poco variati invece gli altri rapporti di cambio. Per le materie, il petrolio Brent ha mantenuto durante la seduta dei prezzi più contenuti senza più rivedere i massimi di ieri e gli scambi avvengono nel pomeriggio intorno ai 97$. Prezzo dell’oro leggermente in ripresa superata la metà seduta e gli scambi avvengono intorno ai 4075$ l’oncia. Gli ultimi dati relativi al settore obbligazionario segnalano lo spread a 84 punti ed i rendimenti al 4%. Ultima seduta per la borsa americana con gli indici che chiudono contrastati: l’S&P500 invariato +0,05%, il DJ in leggero rialzo +0,46% mentre il Nasdaq chiude al ribasso -1,15%.
Borse mondiali ed europee: Cinque giorni decisamente negativi per le borse mondiali. Questa volta non leggiamo solo i numeri, gli indici terminano tutti con delle perdite, ad eccezione delle borse del Vecchio Continente in buon recupero venerdì, ma anche al sentiment di mercato. Le sensazioni negative infatti in settimana sono prevalse su qualsiasi altro aspetto ed hanno trascinato al ribasso anche titoli che non avevano dato segnali negativi. Il primo motivo di preoccupazione è l’inasprirsi del conflitto in Medio Oriente con conseguente rischio di crisi per la circolazione di beni e prodotti petroliferi in particolare (greggio e gas). Questo scenario di crisi globale e le conseguenze che ne derivano deprime le borse che amano la stabilità economica. Se a questo aggiungiamo che Trump ricomincia a parlare di dazi, e sono sempre presenti i timori di una bolla sul settore dei titoli che rappresentano le imprese tecnologiche la miscela diventa esplosiva. Non è facile infatti comprendere come, per fare un esempio a noi vicino, sul nostro FtseMib nella giornata di giovedì 23 un titolo come Stm presenta dei risultati trimestrali lusinghieri e dopo una seduta di forti ribassi chiude con -17%. Bilancio finale settimanale in Asia negativo per Tokyo, e per Seul; positivo invece per le piazze cinesi. Solo Milano tra le borse europee non recupera a sufficienza ed il bilancio finale vede l’indice FtseMib finire con circa 120 punti in meno di lunedì 20. Buon recupero per le altre piazze. La borsa Usa infine termina con l’indice Nasdaq penalizzato dell’ 1,60% nel periodo, mentre gli altri due indicatori restano pressoché invariati.
Mercato obbligazionario domestico e spread: Brutta settimana per il settore in oggetto. Già dal primo giorno si è intuito che il momento è difficile per il comparto dei Titoli Governativi non solo italiani ma anche degli altri paesi dell’Eurozona. Una miscela di fattori è stata la causa che ha fatto alzare i rendimenti che nel caso dei Btp ha superato la soglia del 4%, per i Bund si è arrivati al 3,20%, e quindi di conseguenza anche lo spread si è alzato fino a 84/86 punti base. La riunione delle Bce programmata per il pomeriggio di giovedì ha creato una certa attesa in merito alle decisioni su un eventuale rialzo dei tassi, che poi la Commissione ha lasciato invariati. Il rischio inflazione si fa sempre più concreto, già si notano aumenti di prezzo delle materie energetiche per i consumatori finali. Il tutto è destinato a peggiorare se non si chiarisce una volta per tutte la situazione di Hormuz. Gli operatori sono convinti che nella prossima riunione di settembre la Bce non potrà non fare a meno di aumentare i tassi per compensare un’inflazione che in estate aumenterà. Tutti questi fattori si traducono in maggiori costi per le economie di un Paese che quindi diventa più debole, pertanto investire nel suo Debito diventa più rischioso e questo fattore viene remunerato con un tasso più alto.
Mercato valutario: Il mercato delle valute ha visto un Dollaro protagonista e che si è rinforzato su tutte le altre valute. Il rapporto di cambio €/$ per tutta la settimana è stato a favore del biglietto verde con un valore in costante e leggera discesa fino ad attestarsi negli ultimi giorni sotto 1,1400. Al contrario lo Yen giapponese si è indebolito sia nei confronti dell’Euro che del Dollaro. Con la valuta europea il cambio è salito oltre 186,00 cosa questa che avvenne già circa tre mesi fa e che convinse la Banca Centrale nipponica ad intervenire a sostegno della propria valuta.
Petrolio Brent: Purtroppo non poteva essere diversamente, il petrolio resta l’ asset osservato speciale i cui prezzi risentono a pieno degli eventi bellici che avvengono nel Golfo Persico. Lo stretto di Hormuz di nuovo chiuso ed usato come arma di ricatto da parte dell’Iran, il greggio non transita, alcune petroliere che cercano di forzare il blocco vengono anche colpite. Le milizie islamiche minacciano di chiudere anche il passaggio di Bad el-Mandeb che conduce al Canale di Suez ultimo passaggio per le navi che trasportano greggio e gas. In questo contesto il Brent è salito del 10% in una settimana, ed il prezzo, nel giorno più “caldo” giovedì ha superato i 100$ a barile, quotazione che non si vedeva dalla fine di maggio scorso. L’ultima giornata del periodo ha visto il prezzo ridiscendere ai livelli medi degli ultimi giorni (96/97$ a barile) consentendo anche ad altri settori finanziari di stemperare la tensione.
Oro: Il metallo giallo ha vissuto un periodo relativamente tranquillo. Il prezzo dell’oro in questa settimana risalendo dai minimi recentemente toccati in area 3990/4000, nei primi giorni ha avuto un comportamento moderatamente rialzista. Solo mercoledì abbiamo visto una decisa spinta rialzista che ha portato il prezzo durante la seduta fino a 4160/170 (massimi sui cinque giorni) ma in breve il trend è rientrato riportando il prezzo nella media degli scambi di periodo. Il tutto è avvenuto, guarda caso, mentre il Dollaro si rafforzava sulle altre valute.
| Date | 20/07/26 | 21/07/26 | 22/07/26 | 23/07/26 | 24/07/26 |
| FtseMib | 51863 | 52285 | 52792 | 51316 | 51743 |
| Dax(D) | 24862 | 24992 | 25174 | 24709 | 25092 |
| Cac40(Fr) | 8340 | 8363 | 8438 | 8299 | 8372 |
| Ftse100(Gb) | 10525 | 10586 | 10717 | 10631 | 10738 |
| Smi(Ch) | 14254 | 14298 | 14316 | 14217 | 14327 |
| Ibex35(E) | 19207 | 19379 | 19571 | 19234 | 19580 |
| Dow Jones | 51846 | 52225 | 52219 | 51712 | 51947 |
| Nasdaq100 | 28604 | 29155 | 28998 | 28455 | 28128 |
| S&P500 | 7443 | 7509 | 7499 | 7408 | 7412 |
| Nikkei225 | Chiusa | 66232 | 66116 | 66423 | 64611 |
| Eur/Usd | 1,1426 | 1,1418 | 1,1408 | 1,1392 | 1,1377 |
| Eur/Gbp | 0,8488 | 0,852 | 0,8534 | 0,8531 | 0,8538 |
| Eur/Chf | 0,9236 | 0,9259 | 0,9268 | 0,9295 | 0,9302 |
| Eur/Yen | 185,54 | 185,82 | 186,03 | 186,23 | 186,38 |
| Petrolio Brent | 88 | 91,16 | 93,84 | 101 | 96 |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($ oncia) | 4015 | 4077 | 4160 | 4050 | 4073 |
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