Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 20 al 24 aprile 2026
Le Borse Mondiali in settimana si sono mosse in modo molto diverso l'una dall'altra. America sui massimi grazie all'AI ed ai titoli tecnologici, Asia solo in parte. Europa al ribasso sui timori geopolitici.
Scenari internazionali tensioni geopolitiche e conflitti: tutte le belle proposte e promesse di tregua e di dialogo con cui ci siamo salutati venerdì sera e che avevano spinto i mercati azionari a nuovi massimi, facendo scendere il prezzo del petrolio, si sono vanificate in poche ore già sabato 18 aprile. L’illusione dell’apertura di Hormuz è durata veramente poco. L’Iran ha irrigidito la sua posizione in quanto dal lato esterno del Golfo Persico il blocco navale statunitense che si era già schierato da alcuni giorni ha continuato a non consentire il transito di navi mercantili verso il paese asiatico. Inoltre il rischio dovuto alla presenza di mine disseminate nello Stretto, più quello di finire sotto tiro delle armi iraniane, cosa accaduta ad alcune navi, scoraggia la presa di qualsiasi iniziativa. Solo una decina di navi sono riuscite a transitare indenne in queste poche ore di sblocco. Intanto Trump durante tutta la scorsa settimana non ha fatto mancare le sue invettive contro l’Europa, l’Italia, il nostro Capo di Governo ed il Papa; quest’ultimo in particolare è stato oggetto di particolari accuse da parte di Trump, ma il Santo Padre ha risposto per le rime. Sul fronte Israele-Libano la tregua in realtà sembra solo di facciata. Il criminale esercito israeliano continua la distruzione di Beirut e la popolazione civile è sballottata da una parte all’altra della città per cercare scampo dai bombardamenti. Accennammo la scorsa settimana ad incontri diplomatici che sarebbero ripresi in questi giorni, forse da lunedì 20 potrebbero ricominciare ad Islamabad.
Lunedì: Tutti si aspettavano un’immediata inversione di tendenza sui mercati dovuta a quanto avvenuto prima venerdì 17 e poi sabato 18, ma non è andata così ad esempio per le piazze asiatiche che questa mattina hanno terminato positive la prima seduta. I rialzi sono contenuti (mediamente intorno allo 0,50%) ma mostra che le piazze asiatiche che sentono la crisi così vicina sono comunque ottimiste su una rapida risoluzione. Il Nikkei ha chiuso con +0,60% ed il Topix con +0,43%. Quello che subito ne ha risentito è stato il prezzo del petrolio Brent le cui quotazioni notturne sono state intorno a 95$ a barile. Deciso ribasso già dall’apertura per le piazze europee, dopo due ore gli indici sono tutti negativi mediamente di un -1%. In mattinata i cambi sono rimasti stabili e il prezzo dell’oro si muove sotto i 4800. Il petrolio cede un dollaro circa e scende a 94 $ (ore 11,30) spread a 75 punti rendimenti 3,74%. Scendono i prezzi dei titoli Btp. La giornata in borsa nelle piazze europee prosegue a senso unico per tutti e termina al ribasso. Si salva Londra con -0,55%, mentre la peggiore è proprio Milano -1,36%. I titoli bancari in grande ribasso trascinano giù anche il resto del listino. Salgono invece Nexi +3,77%, Saipem ed Eni rispettivamente +3,18% e 2,50%. Sul mercato valutario l’Euro si è indebolito nei confronti di tutte le altre valute monitorate. I fixing registrati in tabella, che riportano i dati a metà seduta, dimostrano il momento peggiore per l’Euro. Ma già in serata la valuta europea ha recuperato verso lo Yen e verso il Dollaro; Sterlina e F. Svizzero hanno continuato a dimostrare più forza. Sul mercato delle materie prime l’oro ha oscillato per tutta la seduta in area 4800/4820 $ oncia, mentre il prezzo del Brent che da subito è salito a 95 $ a barile si è mosso quasi sempre in questa fascia di prezzo tranne nel primo pomeriggio quando ha ceduto fino a 93$, per poi recuperare in breve tempo. Il mercato obbligazionario domestico in giornata ha dimostrato una certa stabilità, lo spread intorno ai 74/75 punti e i rendimenti al 3,74% sono i valori registrati oggi. Prezzi dei titoli in discesa.
Martedì: Ieri sera la borsa americana ha chiuso con l’indice DJ stabile e gli altri due indicatori in moderato ribasso. Contrastato l’andamento delle piazze asiatiche questa notte, ed in chiusura gli indici lo hanno dimostrato. Sale molto Seul, sale Hong-Kong, stabile Shangai, anche la Cina in leggero rialzo. Scende invece di poco il Topix -0,18% mentre sale il Nikkei +0,89%. Le piazze europee hanno aperto in moderato rialzo, andamento che si è leggermente consolidato con il passare delle ore. Oggi potrebbero riaprire i tavoli di trattativa in Pakistan e c’è molta attesa su quello che ne può derivare. I settori finanziari dimostrano di risentire questa attesa. Le borse mostrano un’incertezza ma non mancano note positive. Le materie prime sono al ribasso, l’oro passa di mano a 4785 $ l’oncia, il petrolio Brent vale 94,50$ a barile. Sul mercato valutario buon recupero del Dollaro sull’Euro, il cross alle 12,30 segnala €/$ 1,1758. Poco variati gli altri cambi. Stabile anche il mercato obbligazionario domestico, i valori di stamattina sono lo spread a 74 punti ed i rendimenti al 3,71%. A metà seduta le piazze di Londra, Parigi e Zurigo girano al ribasso, le altre borse resistono fino ad un’ora circa dalla chiusura quando anche loro si adeguano a questa tendenza. Il finale quindi è negativo per tutte con la differenza che le prime tre borse registrano un segno negativo superiore all’1%, mentre le altre limitano i danni. Milano che termina con un -0,63% vede i migliori rialzi con Erg +3,52% e Cnh Industrial +2,65%, ed i peggiori con Saipem -1,90%, Pirelli -2%, Fincantieri -2,90% e Leonardo -4,87%. Le attese dei mercati sono quelle già accennate prima, non si muove ancora nulla e domani termina la tregua per il cessate il fuoco tra Iran ed Usa. Ovviamente risale il prezzo del Brent che supera i 98$ a barile, mentre l’oro conferma la tendenza al ribasso accentuandola nel pomeriggio. Alle 18,00 gli scambi avvengono a 4740$ oncia. Il mercato valutario conferma la tendenza di questa mattina ed i cambi restano in linea con quelli in tabella. Infine l’ultima segnalazione dello spread si registra a 76 punti base ed i rendimenti si fermano al 3,76%. I prezzi dei titoli sono in discesa. A metà seduta la borsa Usa vede gli indici sulla parità.
Mercoledì: Chiusura al ribasso ieri sera per gli indici americani, anche in virtù della notizia che gli incontri in Pakistan sono saltati, infatti la delegazione americana è rimasta a casa. Comunque il ribasso è limitato per tutti e tre gli indici a circa un mezzo punto percentuale. Diversa la situazione dei mercati asiatici che in chiusura questa mattina sono risultati contrastati. Al ribasso Hong-Kong, salgono Cina, Corea e Shanghai. In Giappone negativo il Topix -0,60% mentre in leggero rialzo il Nikkei +0,40%. Le piazze del Vecchio Continente dopo un’apertura cauta ed incerta, durante la prima fase della seduta e rappresentata da andamenti grafici altalenanti, hanno imboccato quasi tutte la strada del ribasso. Parigi e Madrid invece hanno dimostrato da subito un andamento ribassista durato tutta la giornata, infatti in chiusura hanno registrato i maggiori ribassi: -0,96% la prima e -0,75% la seconda. La borsa milanese è quella che si è difesa meglio delle altre insieme a Francoforte, entrambe con -0,25%. Il titolo migliore sull’FtseMib è stato Saipem +6,45%, ma bene anche gli altri titoli del settore energia: Eni +2,39%, Tenaris +2%. Scendono i bancari, gli industriali ed il lusso. Sul mercato valutario il Dollaro e lo Yen hanno recuperato posizioni nei confronti di un Euro indebolito. Il cambio €/$ è sceso a 1,1720 nel primo pomeriggio, ed il cross €/Yen a 186,80. Lo stallo della situazione medio orientale con gli incontri diplomatici sospesi, e Trump che ha comunicato una proroga della tregua armata ma anche del blocco navale Usa all’ingresso dello Stretto di Hormuz ha spinto in alto il prezzo del petrolio. Il Brent già dalle prime battute è tornato sopra i 100$ a barile e tutta la seduta gli scambi sono avvenuti intorno a questi prezzi. L’oro invece continua a restare fermo in una fascia di prezzo compresa tra 4740 e 4760 $ l’oncia entro la quale sono oggi avvenuti gli scambi. Il mercato obbligazionario domestico è rimasto in linea con l’andamento di ieri, i valori registrati sono stati sul finale 78 punti per lo spread e 3,77% per i rendimenti.
Giovedì: La borsa Usa va per la sua strada. Incurante del contesto internazionale reso così infuocato dalle follie del loro stesso presidente i mercati americani continuano a macinare guadagni. A spingere su il Nasdaq (+1,70% alla chiusura di ieri sera) l’interesse degli operatori per i risultati sempre lusinghieri delle società tecnologiche e dell’AI, sulla base dei dati trimestrali che vengono diffusi in questi giorni. Ma anche gli altri indici della piazza newyorkese sono saliti ieri sera. Non si sono adeguate invece le piazze asiatiche (ad eccezione della Corea) che hanno lasciato sul terreno una parte degli ultimi guadagni. Il Nikkei stamani ha chiuso con -0,75% ed il Topix -0,76%. Le borse del Vecchio Continente questa mattina si muovono contrastate. Sono sempre in attesa di capire quali possano essere gli sviluppi geopolitici, ma mentre Parigi e Zurigo salgono le altre piazze mostrano tutte segni negativi. Sul mercato valutario Dollaro forte questa mattina, infatti il rapporto di cambio con l’Euro si è posizionato in area 1,1700, scendendo anche oltre tanto che il fixing in tabella registra uno dei momenti migliori registrati in giornata a favore del Dollaro. Piccolo recupero anche per lo Yen e per la Sterlina, stabile invece il F. Svizzero. Materie prime con il prezzo dell’oro oscillante in una fascia compresa tra 4715/4730 $ l’oncia. Tranne alcune escursioni fuori di questa fascia il metallo giallo ha mantenuto una certa stabilità. Sale invece il prezzo del petrolio Brent che si è collocato già dalle prime battute in area 103$ a barile per restare su questi valori per tutta la seduta. Ma sono le borse che ci hanno riservato oggi più sorprese, infatti poco dopo la metà seduta una fase di correzione ha interessato la borsa milanese che è tornata in positivo, l’indice Smi ha incrementato i rialzi, infatti Zurigo è stata la migliore in chiusura (+1,38%) con Parigi +0,87%. Le altre piazze hanno chiuso con segno meno. In Piazza Affari è degno di nota l’exploit del titolo STMicroelectronics +14%, il titolo festeggia i risultati del primo trimestre +10,3% di ricavi rispetto al trimestre precedente e +21,10% sono i ricavi su base annua. Vale la pena segnalare che in quattro mesi questo titolo è aumentato dell’80%. Oggi al rialzo anche Erg +2,19% e Saipem +1,17%. Scendono i titoli bancari. Infine la seduta sul mercato obbligazionario domestico non si discosta più di tanto da quello della vigilia. Lo spread si è mosso tra i 78 e 79 punti base mentre i rendimenti si sono attestati intorno al 3,79%. I prezzi dei Btp di riferimento hanno chiuso al ribasso ma con una variazione contenuta.
Venerdì: Nella seduta di ieri la borsa americana ha subito un rallentamento e tutti e tre gli indici hanno terminato al ribasso. Nel complesso la perdita è stata moderata, non superando il mezzo punto percentuale del Nasdaq che è stato il peggiore. Borse asiatiche contrastate o stabili alla chiusura di questa mattina, a Tokyo il Topix ha chiuso sulla parità ed il Nikkei ha chiuso in verde +0,97%, ma è un’eccezione se controlliamo le chiusure odierne. Iniziano decisamente al ribasso le negoziazioni sulle piazze europee che si dimostrano più attente alle vicende internazionali. Tensioni che non giovano certo al prezzo del petrolio che ha ripreso a salire già da ieri sera e che questa mattina conferma la tendenza per cui il barile passa di mano a 106$. Per restare in tema materie, il prezzo dell’oro sta cedendo terreno e stamani un oncia vale 4680$ ritornando ai prezzi di due settimane fa. Sul mercato valutario il Dollaro si dimostra resiliente nei confronti dell’Euro mantenendo ed anzi migliorando il rapporto di cambio che alle 9,45 registra 1,1682 contro Euro. Stabili gli altri rapporti. Il settore del reddito fisso domestico alle prime battute odierne vede invariato lo spread ma in leggero rialzo i rendimenti che sono saliti al 3,82%. Per le borse europee, l’ultima seduta della settimana viene archiviata con una lista di segni meno. Si parte da Madrid, la peggiore, con -1,09% fino a Francoforte -0,11%. Milano con -0,52% ha visto forti ribassi su Fincantieri -4,63%, Stellantis -4,94%, Leonardo -3%, scendono anche i titoli bancari. Salgono Prysmian +4%, Saipem +2,72% ed ancora StMicroelectronics +1,30%. Sul mercato valutario con il passare delle ore il rapporto Euro/Usd è tornato a favore della Moneta Unica ed il cambio è risalito oltre 1,1700. I cambi con le altre valute sono rimasti stabili. Il prezzo dell’oro che nella prima parte della seduta ha toccato i minimi di periodo a metà seduta ha iniziato a risalire e dopo avere ripreso quota 4700 ha continuato fino alla chiusura ad essere scambiato poco al di sopra di questi valori. Comportamento opposto per il prezzo del Brent che a metà seduta ha ceduto toccando quota 103 $ per poi risalire e chiudere ai prezzi della mattina. Il comparto obbligazionario domestico durante la seduta ha visto lo spread salire fino ad 82 punti, sono saliti anche i rendimenti fino al 3,85%. Ma gli ultimi valori sono ritornati più bassi restando in media con quelli della settimana (79 punti e 3,79% i rendimenti). I prezzi dei Btp nell’ultimo giorno hanno chiuso più contrastati.
Borse Mondiali ed europee: Le borse hanno vissuto una settimana particolare e occorre fare dei distinguo in quanto si sono mosse in maniera assolutamente non univoca e spinte da motivi diversi. Le borse asiatiche hanno visto salire gli indici nei cui panieri sono contenuti titoli legati all’intelligenza artificiale e comunque ai settori tecnologici. E’ il caso del nipponico Nikkei 225 il cui bilancio finale è positivo. Lo stesso vale per il coreano Kospi in misura moderata e senza gli strappi della scorsa settimana. Molto più altalenanti gli indici asiatici contenenti nei panieri i titoli dei più svariati settori. Discorso simile per la borsa di New York che ha visto l’indice Nasdaq 100 viaggiare sui massimi e terminare il periodo portando a casa quasi un altro 4% di guadano. Gli altri due principali indici della borsa Usa infatti hanno terminato la settimana con un bilancio in perdita per il Dow Jones (titoli industriali) ed in leggero guadagno per l’ S&P 500. In sostanza dopo un breve periodo di incertezze e ribassi gli indici americani hanno ripreso a salire. Ben diverso il discorso per le borse europee. La settimana anche se ci ha fatto assistere a giornate o momenti intraday di rialzo, nel suo insieme è stata negativa per tutte le borse del Vecchio Continente. I nostri mercati hanno dimostrato una maggiore sensibilità e timore per gli sviluppi dello scenario incandescente del Golfo Persico. Lo stallo delle trattative, e la chiusura di Hormuz che non si sa fino a quando resterà tale, fa temere tempi duri per l’economia e restrizioni in campo energetico per le nazioni dell’UE.
Mercato obbligazionario domestico e spread: Riteniamoci fortunati se in uno scenario di probabile crisi economica internazionale a causa della situazione medio orientale, con Bruxelles che si riunisce per varare misure anti crisi, il nostro mercato obbligazionario ha dimostrato una discreta tenuta. Il settore, pur registrando qualche rialzo dei benchmark di riferimento nei confronti della scorsa settimana, ci ha mostrato lo spread muoversi in una fascia minima di 74 e massima di 82 punti, così come i rendimenti minimi 3,71% e massimi 3,85%. Il contesto va apprezzato anche per il fatto che proprio in questi giorni la premier Meloni non ha escluso la necessità di uno scostamento di bilancio per il 2025 a causa dello sforamento del deficit dovuto al Superbonus edilizio.
Mercato Valutario: Riscossa del Dollaro sulle altre valute e sull’Euro in questa settimana. La valuta americana ha registrato la scorsa settimana, ed in particolare venerdì 17 aprile i rapporti massimi di cambio con l’Euro toccando 1,1800. Questa settimana invece è stata tutta a favore del biglietto verde che da lunedì rafforzandosi ha visto il rapporto di cambio scendere gradualmente fino a toccare i minimi a fine periodo (1,1680). Per essere precisi a metà seduta di venerdì l’Euro ha iniziato un recupero che ha riportato il cambio oltre 1,1700. Nell’insieme anche le altre valute da noi monitorate in questi giorni si sono rafforzate nei confronti dell’Euro, pur mostrando variazioni più lievi.
Petrolio Brent: Il greggio non poteva non tornare ad essere l’osservato speciale di questa settimana. La flessione del prezzo verificatosi la scorsa settimana dovuta alle aspettative per gli accordi di pace poi naufragati non poteva resistere. Pertanto già in apertura lunedì 20 il Brent è partito con quotazioni molto più elevate di quelle viste venerdì 17. Il barile ha registrato un incremento di prezzo costante per tutto il periodo ed è stato inoltre molto sensibile alle notizie che arrivavano dall’area di crisi o peggio dalle parole di Trump, aumentando o diminuendo a seconda di quanto comunicato. Minimi e massimi di settimana sono stati 94/106 $ a barile.
Oro: Cinque giorni di ribasso per il metallo giallo dopo i rialzi della settimana scorsa. L’interesse degli operatori oltretutto in questo periodo si è spostato su altri asset, infatti l’oro pur venendo giù dai massimi di metà mese ha registrato delle oscillazioni di prezzo abbastanza contenute. I minimi e massimi di periodo sono stati: 4710/4820 $ l’oncia con i prezzi più bassi registrati giovedì scesi fino a circa 4680 $.
| Date | 20/04/26 | 21/04/26 | 22/04/26 | 23/04/26 | 24/04/26 |
| FtseMib | 48287 | 47903 | 47785 | 47907 | 47656 |
| Dax(D) | 24418 | 24295 | 24210 | 24181 | 24129 |
| Cac40(Fr) | 8331 | 8236 | 8156 | 8227 | 8158 |
| Ftse100(Gb) | 10609 | 10498 | 10476 | 10457 | 10379 |
| Smi(Ch) | 13284 | 13134 | 13068 | 13248 | 13170 |
| Ibex35(E) | 18261 | 18143 | 18006 | 17886 | 17691 |
| Dow Jones | 49442 | 49149 | 49490 | 49310 | 49231 |
| Nasdaq 100 | 26590 | 26479 | 26937 | 26783 | 27304 |
| S&P500 | 7109 | 7064 | 7138 | 7108 | 7165 |
| Nikkei 225 | 58825 | 59345 | 59586 | 59140 | 59716 |
| Eur/Usd | 1,176 | 1,1767 | 1,1733 | 1,1694 | 1,1712 |
| Eur/Gbp | 0,8704 | 0,8703 | 0,869 | 0,8657 | 0,868 |
| Eur/Chf | 0,9189 | 0,9172 | 0,9175 | 0,9177 | 0,9199 |
| Eur/Yen | 186,88 | 187,14 | 186,81 | 186,5 | 186,71 |
| Petrolio Brent | 95,44 | 98,24 | 101 | 103,33 | 105,71 |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($ oncia) | 4803 | 4738 | 4737 | 4731 | 4716 |
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