Le Borse mondiali ed i mercati finanziari dal 2 al 6 marzo 2026
Lo scoppio di un altro conflitto, questa volta contro l'Iran, voluto da Usa e Israele incendia il Medio Oriente, un'area strategica dove si concentra un quarto della produzione e commercio mondiale di petrolio.
Geopolitica e scenario internazionale: Alle 7 del mattino di sabato 28 febbraio gli Stati Uniti ed Israele di comune accordo, e senza confrontarsi ovviamente con la comunità internazionale, sferrano un attacco missilistico nei confronti dell’Iran. E’ superfluo esprimere il nostro biasimo per questi comportamenti assolutamente dittatoriali e lontani da ogni forma di democrazia, quindi in questa sede ci vogliamo limitare solo ad analizzare le conseguenze immediate sul settore economico finanziario. La prima conseguenza è avvenuta dopo ventiquattro ore. L’Iran ha chiuso lo stretto di Hormuz dal quale transita il venti per cento del traffico mondiale di petrolio. Già più di centocinquanta petroliere solo ferme all’ancora non potendo più attraversarlo. Nella mattina di domenica si è avuta la conferma che anche l’Ayatollah Khamenei ed alcuni suoi familiari sono rimasti colpiti a morte in uno di questi attacchi. L’Iran sta reagendo lanciando missili nel tentativo di colpire Israele e la flotta Usa presente nel Golfo Persico oltre a basi militari dei paesi occidentali presenti nell’area Medio Orientale. Staremo a vedere all’apertura dei mercati quale sarà la ripercussione sul prezzo del barile, delle altre materie prime e beni rifugio, nonché delle borse mondiali.
Lunedì: In Asia questa notte quasi tutte le borse si sono mosse in territorio negativo, anche se poi questa mattina non tutte hanno chiuso al ribasso. In Giappone, l’indice Topix ha perso l’1% e il Nikkei l’1,35%. Apertura al ribasso generalizzato per le borse del Vecchio Continente. Dopo due ore di scambi i ribassi si incrementano. Le peggiori sono Madrid -2,80% e Milano -2,10%; quella che perde meno è Londra -1%. In Piazza Affari scendono tutti i titoli bancari, mediamente intorno al 4%, salgono solo i titoli legati al settore difesa. Leonardo +3,70%, Fincantieri +3,50% e gli energetici: Eni +3%, Avio +2,50% ed Italgas +1,80%. Sul mercato valutario Euro più debole stamane nei confronti del Dollaro, il cambio avviene ad 1,1738; stabile invece il rapporto tra Euro e le altre valute. Forte rialzo invece come facilmente prevedibile per le materie prime, il petrolio Brent viene scambiato a 79$ a barile, il Wti a 72$. Già è positivo il contenimento del prezzo sotto la soglia degli 80$. Forte rialzo anche per i metalli preziosi, l’oro passa di mano a 5385$ e l’argento a 95$ l’oncia. Sul mercato obbligazionario domestico vediamo lo spread che è risalito fino a 65 punti base, i rendimenti restano contenuti al 3,31%, scendono i prezzi dei Btp. Iniziano oggi i cinque giorni di sottoscrizione dei nuovi Btp Valore a sei anni. Si conferma pesante la chiusura per le borse europee, la peggiore Madrid con -2,62%, la meno Londra con -1,20%. Milano perde l’1,97% l’FtseMib è stato trascinato al ribasso dai titoli bancari, già visto ad inizio seduta, ed anche da Stellantis -7% e Saipem -3,86%. Il mercato valutario in giornata ha mostrato nei confronti dell’Euro uno Yen stabile, un Dollaro in ripresa durante tutta la seduta (il fixing del cambio lo dimostra ampiamente) anche la Sterlina in leggera ripresa (0,8726), ed un Franco Svizzero leggermente più debole. Dopo i forti rialzi di questa mattina le materie prime, scese dai massimi odierni, sono scambiate: l’oro a 5305$, l’argento a 88$ l’oncia. Anche l’osservato speciale, il petrolio, è scambiato in serata a 76,80$ a barile. Infine la seduta del mercato obbligazionario è terminata con lo spread a 64 punti, i rendimenti leggermente più alti al 3,35%. La borsa Usa ha aperto al ribasso, ma alle 19,30 gli indici hanno recuperato fino ad arrivare leggermente sopra la parità.
Martedì: contrariamente a quanto ci saremmo aspettati la borsa Usa ieri sera non è stata negativa, tutti e tre gli indici hanno chiuso poco lontano dalla parità. Borse negative invece su tutte le piazze asiatiche, questa mattina gli indici sono in pesante perdita. Cede il 7,24% la borsa coreana, che è la peggiore di tutte, ma anche gli indici di Tokio il Nikkei perde il 3% ed il Topix il 3,24%. Inizio in profondo rosso per le borse europee. Dopo le prime due ore di scambi tutti i listini peggiorano, Milano e Madrid perdono rispettivamente il 3,80%, le altre piazze sono in rosso tra il 3,40% di Francoforte ed il 2,65% di Londra. In Piazza Affari nessun titolo è positivo, i ribassi coinvolgono tutti i settori e con percentuali elevate. Sul mercato valutario assistiamo ad un corposo recupero di Dollaro e Yen contro l’Euro. I cambi alle 11,15 sono: €/$ 1,160 e €/Yen 183,00. Per le materie prime oggi vediamo il prezzo del petrolio Brent salire con decisione a 82$ a barile, il Wti a 75,30$. I metalli preziosi subiscono una contrazione e l’oro segna 5285$, l’argento 84,50$ l’oncia. Anche il mercato obbligazionario domestico oggi risente fortemente degli avvenimenti di questi giorni, i prezzi dei Btp sono in forte discesa, salgono rendimenti e spread (3,48% e 69 punti base). Si conclude una giornata veramente disastrosa per le borse europee. Madrid è le peggiore e chiude con una perdita del 4,55%, ma tutte le altre borse terminano gli scambi con perdite superiori al 3%. Piazza Affari che termina con un ribasso del 3,94% vede tutti i titoli principali del listino che chiudono con perdite che vanno dal 3 al 6 e 7%. Si conferma il buon andamento del Dollaro sul mercato valutario, il fixing ufficiale è stato uno dei momenti migliori per la valuta Usa. Anche in serata il rapporto di cambio €/$ è 1,1620. Oggi anche lo Yen ha recuperato contro l’Euro (vedi fixing in tabella), in serata il rapporto è tornato sopra 183. L’Euro si è indebolito anche nei confronti di Sterlina a Franco Svizzero. Nel comparto delle materie l’oro è stato in flessione per tutta la seduta al punto che in serata il prezzo è 5125$ l’oncia, praticamente il prezzo di otto/dieci giorni orsono. Dietro front anche per l’argento alle 21,30 viene scambiato a 83$. Invece è il petrolio il protagonista del giorno il prezzo ha raggiunto in seduta anche gli 83$ a barile, solo in serata ha ritracciato per restare in area 80$ a barile (ore 21,30). Per finire brutte notizie anche dal settore del reddito fisso, lo spread è risalito a 72 punti, i rendimenti sono saliti al 3,49%, tutti i prezzi dei Btp sono scesi. A mezz’ora dalla chiusura gli indici americani stanno perdendo circa l’1%.
Mercoledì: ieri sera la borsa Usa conferma la chiusura con una perdita tutto sommato modesta (1%) per tutti e tre gli indici seguiti. Ben diverso invece l’andamento delle borse asiatiche che questa mattina terminano con ribassi molto seri. Crolla Seul con l’indice Kospi che chiude con -12,06%. Gli indici giapponesi perdono entrambi il 3,60%. In Europa invece si assiste ad un timido tentativo di rimbalzo. Gli indici delle borse del Vecchio Continente segnano mediamente un +0,50%, Piazza Affari alle 10,30 guadagna lo 0,47%. Tra i titoli principali salgono Leonardo +3,70%, Stellantis +2,40%, Fincantieri +2% e Saipem 1%. Sul mercato valutario si confermano anche oggi le posizioni raggiunte ieri dalle varie valute ai danni dell’Euro. I rapporti in mattinata sono €/$ 1,1615 e €/Yen 182,52. Nel settore materie prime e metalli preziosi oggi il prezzo del petrolio resta in linea con le ultime di ieri sera, il Brent segna 83,50$ a barile. Il prezzo dell’oro (5176$) resta stabile rispetto a ieri. Mercato obbligazionario domestico questa mattina mostra qualche segna di recupero, scende lo spread a 68 punti base dopo l’impennata di ieri. I rendimenti sono al 3,47% i prezzi dei Btp sono in salita. Nonostante la drammatica situazione geopolitica i mercati azionari europei oggi hanno girato al rialzo, forse ben più di un rimbalzo tecnico sono state le chiusure di oggi. La migliore Madrid con +2,50%, segue Milano con +1,95%, a seguire tutte le altre piazze. Sul listino milanese i recuperi sono abbondanti e generalizzati su quasi tutti i titoli. Il mercato delle valute non ha mostrato variazioni di rilievo, tranne un minimo recupero dell’Euro confermato nella serata. Le materie prime hanno mostrato oscillazioni contenute specialmente per il prezzo dell’oro che si è mosso in una forbice 5100/5200. Il prezzo del Brent invece ha raggiunto il prezzo massimo di circa 84$ ad inizio giornata per poi ripiegare ed essere scambiato in serata intorno agli 81$ a barile. Sul mercato obbligazionario domestico i valori di riferimento sono rimasti stabili. Spread a 68 punti anche in serata, rendimenti al 3,43% i prezzi dei Btp hanno chiuso al rialzo. A circa un’ora dalla fine della seduta la borsa Usa è in guadagno con l’indice Nasdaq in recupero dell’1,7%.
Giovedì: la borsa newyorkese ha chiuso ieri sera al rialzo, circa mezzo punto in più per gli indici principali e + 1,50% per il tecnologico Nasdaq. Questa mattina le piazze asiatiche hanno terminato la seduta tutte al rialzo, la borsa di Tokyo ha visto i suoi indici principali Nikkei e Topix entrambi recuperare l’1,9%. Sull’ otto volante la borsa di Seul che oggi ha recuperato il 9% dopo il collasso di ieri. Tutto ciò è stato generato dal buon andamento della borsa americana di ieri e dal recupero dei titoli del settore tecno che hanno aiutato nella risalita generale. Anche le borse del Vecchio Continente questa mattina hanno aperto al rialzo e sono state positive per un paio di ore, ma i drammatici avvenimenti internazionali hanno ben presto avuto il sopravvento sull’ottimismo di una parte degli operatori e il mercato ha iniziato a virare verso il rosso. In Piazza Affari occorre segnalare il crollo del titolo Nexi -15% ed Amplifon -11% perché entrambe colpite dalla delusione dei risultati del 2025 e per gli obiettivi futuri poco chiari. Al ribasso anche molti altri titoli facenti parte dell’indice principale del settore bancario, industriali e comunicazioni. Salgono Campari +9,60%, Stmicroelectronics 3,70% e Ferragamo +2%. Nel settore delle valute assistiamo ancora ad un Dollaro forte nei confronti dell’ Euro che oggi perde terreno un po’ su tutte le altre valute. Alle 16,00 il cross €/$ era 1,1595 scendendo sotto una soglia importante anche dal punto psicologico. Stabile invece il cambio €/Yen in area 182,70. Per le materie scende il prezzo dell’oro che si scambia a circa 5100$ l’oncia seguito nella discesa anche dall’argento a 82,50$. Sale oggi il prezzo del petrolio, il protrarsi dello scenario di guerra in Medio Oriente non può che portare ad un rialzo del greggio che oggi si scambia intorno a 84$ a barile. Una volta che tutte le borse europee hanno iniziato il ribasso la tendenza si è consolidata quando ha aperto la piazza di New York. Come spesso accade, la fase di chiusura delle piazze europee è stata influenzata dal cattivo andamento degli indici Usa. Tutte le piazze hanno lasciato sul terreno l’1,50% circa. Milano ha chiuso con -1,60% e tutti i settori sono stati coinvolti con ampi ribassi per i titoli quotati. Guardando i fixing in tabella già si può notare un Euro che si indebolisce, anche se di pochi centesimi, contro Sterlina e Franco Svizzero. In serata il Dollaro guadagna ancora ed il cambio si attesta a 1,1587; recupera anche lo Yen che cambia a 182,80. Il prezzo dell’oro ancora in leggera discesa (alle 19,30 5068$ oncia). Petrolio Brent in salita costante 85,20 alle 19,30. Il mercato obbligazionario domestico ha sofferto come l’azionario, pertanto lo spread è di nuovo in salita e l’ultimo rilevamento è di 72 punti base. I rendimenti sono in aumento al 3,57% i prezzi dei titoli tutti al ribasso. A due ore dalla chiusura gli indici di Wall Street sono decisamente in perdita.
Venerdì: confermato quindi ieri sera il ribasso con cui hanno chiuso le contrattazioni gli indici Usa, ma questa volta il calo deciso è stato per il DJ -1,60%, mentre gli altri due indicatori hanno limitato i danni. I mercati asiatici invece hanno terminato le contrattazioni alquanto contrastate, Tokyo è tra le piazze che hanno chiuso al rialzo. Il Nikkei ha recuperato 0,62%, il Topix lo 0,39%. Prima parte della mattinata in Europa con le borse in ordine sparso, scende Zurigo -0,90%, tutte le altre piazze ruotano intorno alla parità dimostrando mancanza di orientamento. Milano -0,10% vede i titoli bancari in discesa, l’indice regge grazie al rialzo di Amplifon, Leonardo, Fincantieri e Nexi tutti titoli che salgono del 2,50% circa. Mercato valutario anche questa mattina a favore delle valute extra EU. Bene il Dollaro e lo Yen (€/$ 1,1580; €/Yen 182,80). Anche F. Svizzero e Sterlina si rafforzano nei confronti dell’Euro. Metalli preziosi in leggero rialzo, l’oro torna a quota 5100$, l’argento segna 82,80$ oncia. Ma è il petrolio ovviamente ancora in salita e stamane quota 86,50$ a barile. Anche sul mercato obbligazionario domestico continua questa mattina a salire lo spread a 73 punti, rendimenti al 3,58% scendono i prezzi dei Btp. Ben presto però tutti i mercati europei iniziano ad uniformare il loro andamento verso il basso che viene poi confermato nel pomeriggio dopo l’apertura della borsa Usa. Milano, Madrid e Francoforte perdono circa l’1% ciascuno, Zurigo l’1,50%, Londra l’1,20%, si difende solo Parigi con -0,65%. In Piazza Affari si confermano gli andamenti dei titoli già evidenziati in precedenza, anche se in chiusura hanno ulteriormente confermato i rispettivi rialzi o ribassi di prezzo. Il mercato valutario ha confermato fino a sera l’andamento già visto, il confronto dei fixing in tabella dimostra come l’Euro ha mostrato debolezza per tutto il periodo. Il prezzo dell’oro ha ripreso a salire con una certa moderazione e in serata viene scambiato a 5138$ l’oncia. Ma il protagonista assoluto della giornata è stato il petrolio che oggi ha veramente rotto ogni resistenza guadagnando in una sola seduta 8/9 $. Alle 19,15 il barile quota 94$. Brutte notizie anche dal mercato obbligazionario domestico lo spread oggi è salito fortemente ed è arrivato a toccare una punta massima di 80 punti, per poi ripiegare e segnare 75 punti come ultimo rilevamento. Sul finale i rendimenti sono saliti al 3,62%. Il listino dei Btp ha visto quasi tutti prezzi dei titoli chiudere al ribasso. A meno di tre ore dalla chiusura gli indici di Wall Street cedono circa lo 0,80% ciascuno. La chiusura vede il ribasso per tutti e tre gli indicatori, il peggiore è il Nasdaq -1,50%.
Borse Mondiali ed Europee: Ampio il risentimento sui mercati azionari mondiali per gli eventi bellici che stanno infiammando il Medio Oriente. Abbiamo assistito ad una settimana di grande volatilità sulle piazze asiatiche, la Corea è quella che ci ha stupito di più con quelle tre sedute caratterizzate, le prime due dal grande crollo ed il giorno dopo il forte recupero. Ma se guardiamo nel complesso non tutte le piazze asiatiche hanno chiuso la settimana negativa. Le piazze cinesi sono rimaste alquanto in equilibrio. Bilancio negativo invece per l’indice Nikkei, che pur senza subire crolli violenti ha comunque lasciato sul terreno il 4% circa. Negative le borse europee, tutte ed indistintamente. La borsa milanese ha perso nel complesso circa il 6,5%. L’andamento è stato uniforme per tutte le piazze. Dopo le prime due giornate negative, il rimbalzo tecnico di mercoledì si è dimostrato debole e non capace di invertire una tendenza al ribasso che si è rafforzata nella seconda parte della settimana. Stesso copione per i tre indici principali della borsa americana che hanno avuto sedute più regolari ma dagli esiti finali uguali alle altre borse: saldo settimanale negativo. I drammatici scenari di guerra, l’impennata del prezzo del petrolio, ed un quadro così incerto sull’immediato futuro non può fare altro che spingere gli operatori ad alleggerire le posizioni di portafoglio.
Mercato obbligazionario domestico e spread: Settimana negativa su tutti i mercati obbligazionari europei. Con lo scoppio del conflitto si è in breve compreso anche quello che è il rischio per le economie dei paesi europei, aumenti di costi e spese generalizzate con rischio inflazione. É bastato ciò per assistere ad un immediato rialzo dello spread tra Btp e Bund, sono saliti ovviamente i rendimenti dei titoli. La forbice di oscillazione è stata abbastanza ampia a dimostrazione proprio della preoccupazione per l’immediato futuro dell’economia domestica. Spread minimo 64 massimo 77 punti; rendimenti: minimo 3,31% massimo 3,62%. I prezzi dei Titoli di Stato al ribasso.
Mercato Valutario: Lo scenario internazionale così complesso ha giovato al Dollaro che in questi cinque giorni si è rafforzato a livello mondiale. Da inizio settimana la valuta americana ha iniziato un buon recupero nei confronti dell’Euro e partendo da un rapporto di cambio di 1,18 è sceso fino ad 1,15. L’Euro invece ha perso forza non solo nei confronti della valuta Usa ma anche nei confronti delle altre valute. Il rapporto con lo Yen ad esempio è sceso da 184 fino a 182 di venerdì. Il Franco Svizzero in recupero (€/Chf da 0,9117 a 0,9016) ha ripreso il ruolo, marginale, del bene rifugio.
Petrolio Brent: Petrolio osservato speciale in questi cinque giorni. Ed ad osservare vengono i brividi. Il prezzo del barile si attendeva ovviamente al rialzo già dalle prime battute di lunedì dato che la notizia della chiusura dello Stretto di Hormuz si era saputa domenica. Tutto ciò rallenta o blocca il transito del venti per cento dell’oro nero a livello mondiale. Il Golfo Persico è crocevia strategico anche per il gas ed altri prodotti primari di tipo industriale o agricolo. Le conseguenze di una paralisi ai commerci quindi sono facili da immaginare. Ritornando al Brent l’andamento del prezzo è stato in costante rialzo per tutta la settimana, solo tra martedì e mercoledì abbiamo assistito ad una fase di breve stabilità in area 81/82$. Da giovedì, consapevole che la durata degli eventi bellici potrebbe non essere brevi, aggravando la produzione e commercializzazione del prodotto, il prezzo ha ripreso a salire rapidamente. Il colpo di grazia è stato assestato venerdì dalle dichiarazioni del ministro dell’energia del Quatar il quale ha dichiarato che se la guerra non si ferma tutti i paesi produttori del Golfo interromperanno la produzione di petrolio con il rischio che il barile possa arrivare a 150$. La forbice di prezzo osservata in questi cinque giorni: minimo 77$ massimo 93$. La variazione in settimana + 31%, da inizio anno +53%.
Oro: Il bene rifugio questa settimana è rimasto un poco in disparte, con ciò vogliamo dire che l’andamento del prezzo è stato abbastanza regolare, senza grandi impennate o ricadute. Partito forte lunedì ha raggiunto e superato i 5300$, ma poi il prezzo è rientrato in una fascia inferiore, e per tutte le altre sedute si è visto in una forbice ristretta, dimostrando una buona tenuta del supporto 5000. Durante le cinque sedute i valori sono stati compresi tra un minimo di 5080 e massimo di 5340$.
| Date | 02/03/26 | 03/03/26 | 04/03/26 | 05/03/26 | 06/03/26 |
| FtseMib | 46280 | 44468 | 45337 | 44609 | 44152 |
| Dax(D) | 24672 | 23791 | 24205 | 23816 | 23591 |
| Cac40(Fr) | 8394 | 8104 | 8168 | 8046 | 7993 |
| Ftse100(Gb) | 10780 | 10484 | 10568 | 10414 | 10285 |
| Smi(Ch) | 13834 | 13405 | 13511 | 13298 | 13096 |
| Ibex35(E) | 17879 | 17062 | 17487 | 17245 | 17074 |
| Dow Jones | 48905 | 48501 | 48739 | 47955 | 47502 |
| Nasdaq100 | 24992 | 24720 | 25094 | 25020 | 24643 |
| S&P500 | 6882 | 6817 | 6869 | 6831 | 6740 |
| Nikkei225 | 58057 | 56279 | 54245 | 55278 | 55621 |
| Eur/Usd | 1,1698 | 1,1606 | 1,1649 | 1,1618 | 1,1561 |
| Eur/Gbp | 0,8739 | 0,8717 | 0,8705 | 0,8695 | 0,8669 |
| Eur/Chf | 0,9117 | 0,9107 | 0,9082 | 0,9064 | 0,9045 |
| Eur/Yen | 184,19 | 182,98 | 183,02 | 183,03 | 182,57 |
| Petrolio Brent | 77,39 | 81,45 | 81,64 | 84,71 | 91,1 |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($ oncia) | 5318 | 5135 | 5138 | 5061 | 5133 |
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