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Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 13 al 17 luglio 2026
Siamo alle solite, anche in questa settimana i titoli del settore tecnologico rappresentanti aziende di chip, semiconduttori ed AI fanno scivolare gli indici.

Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari

Avvenimenti internazionali: Guerre e violenze, queste le parole con cui possiamo sintetizzare gli avvenimenti mondiali nel fine settimana (11/12 luglio) appena trascorso. Sul fronte Usa-Iran dalla scorsa settimana il conflitto è ripreso in tutta la sua violenza e tra sabato e domenica sono arrivate notizie di attacchi a navi nello stretto di Hormuz ed attacchi a postazioni americane in vari paesi del Golfo da parte dell’Iran. Gli Stati Uniti per risposta hanno pesantemente bombardato il paese islamico. L’Iran minaccia di richiudere lo Stretto di Hormuz che, come gli stessi portavoce del governo islamico affermano, vale più di una minaccia nucleare. Stesso discorso sul fronte Russia-Ucraina, continuano i bombardamenti reciproci con attacchi di missili e droni. Quelli lanciati dall’Ucraina stanno colpendo depositi e raffineria di petrolio russe, mettendo in ginocchio Mosca da un punto di vista energetico. Le armi russe colpiscono su Kiev anche edifici residenziali. Il lavoro diplomatico sembra dissolto per il fronte Medio orientale mentre è inesistente per quello dell’Est Europa.

Lunedì: Inizio settimana in profondo rosso per le piazze asiatiche, crolla Seul (Kospi -8,95%), male Tokyo (Nikkei -1,92%, Topix -0,71%), gli indici delle borse cinesi perdono circa il 2%. Giornata di moderato rialzo per le borse europee, la più coraggiosa è proprio Piazza Affari che riporta il Mib fino a 52800, mentre Londra e Zurigo orbitano intorno alla parità. La giornata però verso il finale perde anche quel poco di ottimismo che l’ha sostenuta e in chiusura la migliore è Milano +0,37% seguita da Parigi +0,31%, Zurigo +0,22%. Londra e Francoforte sulla parità. Al ribasso Madrid. Sull’indice Mib risultano positivi: Stellantis +2%, Eni +3,88%, B.ca Monte Paschi ed Intesa Sanpaolo con oltre l’1%, al ribasso Leonardo. Il mercato valutario è rimasto stabile con una leggera tendenza al ribasso per i cambi €/$ ed €/Yen che nel pomeriggio registrano 1,1402 e 185,04. Per le materie prime il prezzo del petrolio Brent è stato in costante ascesa per tutta la seduta già dagli scambi notturni muovendosi sempre sopra i 77 $ ed arrivando a sfiorare più di una volta la soglia degli 80$ come nel pomeriggio. Prezzo dell’oro invece in netta discesa con gli scambi concentrati fino ad una certa ora intorno ai 4070/60$ per poi ripiegare nel primo pomeriggio fino a 4010/20$ l’oncia. Infine sul mercato obbligazionario domestico oggi assistiamo ad una riduzione dello spread che in giornata è oscillato tra 76 e 78 punti base. I rendimenti però non tendono a scendere e si attestano tra il 3,85 ed il 3,87%. I prezzi dei Btp sono al ribasso. Tutto il Debito Pubblico dell’area Euro è in questi giorni sta mostrando un rialzo dei rendimenti. La borsa Usa a metà seduta vede tutti e tre i principali indici al ribasso.

Martedì: Chiusura negativa ieri sera per la borsa Usa, scendono tutte e tre gli indici, ma il Nasdaq (-1,88%) è quello più penalizzato a causa delle vendite dei titoli del settore dei semiconduttori. In Asia questa mattina le borse tentano un rimbalzo, la situazione però non è uguale per tutte. Positive le borse cinesi, Seul chiude in leggero recupero (+0,73%), Tokyo vede in recupero i suoi due indici principali il Nikkei +0,74, il Topix +0,79%. Le borse dei paesi asiatici più vicini o economicamente più legati all’area medio orientale sono negative a causa del riaccendersi del conflitto. In Europa la giornata apre al ribasso per tutte le borse. Il nuovo blocco di Hormuz ha immediatamente avuto ripercussioni sul prezzo del petrolio, il Brent è di nuovo schizzato già dalla mattina presto ben sopra gli 80$ ed alle 10,30 il barile vale 86,40$. Senza variazioni di prezzo invece il metallo giallo scambiato ai prezzi di ieri a 4017$ l’oncia ed in risalita dai minimi toccati negli scambi notturni. Sul mercato valutario invece si osserva un Dollaro in ripresa con il cambio €/$ in discesa a 1,1398. Stabili gli altri rapporti di cambio. Sul mercato obbligazionario domestico in risalita sia spread che rendimenti, 79/80 punti e 3,90%. Rialzi che stanno interessando tutti i debiti Sovrani dei paesi dell’Eurozona. La seduta delle borse europee cambia con il passare delle ore, e gli indici iniziano un leggero recupero che si rafforzerà all’approssimarsi della chiusura consentendo ai mercati di terminare intorno alla parità. La migliore è risultata Londra con +0,30%. Milano termina con +0,10% in una seduta che premia Fincantieri +2,66%, Prysmian +3,37% e Avio +2%. Deboli i titoli bancari, Leonardo ed Stm. Nel mercato valutario risale in cambio €/$ che torna in breve tempo a 1,1430; in leggero rialzo anche il rapporto €/Yen 185,30. In rialzo i prezzi delle materie prime. Del petrolio abbiamo già parlato e la giornata si conferma tutta con i prezzi al rialzo, il Brent ha toccato una punta massima di 88$ circa per poi ripiegare in area 85/86 questi i prezzi a cui sono avvenuti i maggiori scambi. Il prezzo dell’oro è risalito fino quasi a 4100$ in breve tempo nel pomeriggio, poi è ridisceso tornado in area 4050/60$ oncia. Infine osserviamo che i valori di riferimento per il reddito fisso sono un po’ rientrati e gli ultimi sono 76 per lo spread e 3,87% i rendimenti, in chiusura i prezzi dei Btp risultano contrastati. Positiva la borsa americana che ha giovato anche delle buone notizie diffuse oggi riguardo all’inflazione, minore del previsto. Gli indici della borsa Usa però vedono solo il Nasdaq (+1,17%) in recupero, mentre gli altri due terminano intorno alla parità.

Mercoledì: Andamento e chiusura al rialzo per le borse asiatiche che recuperano parte delle perdite dei giorni scorsi. Seul +6,24%, Tokio: il Nikkei +1,49% il Topix +1,22%; positiva anche Hong Kong ma non Shanghai e l’indice cinese Csi 300 in lieve perdita. La seduta odierna sulle piazze europee è stata negativa ad eccezione di Zurigo e Parigi i cui indici terminano al rialzo. Milano, con un finale di -0,85% è la peggiore. Al ribasso i titoli bancari, oltre a Leonardo -1,24%, Terna -1,89%, Eni -2,07%, Stmicroelectronics -3,99%. al rialzo Nexi +4,68% e Stellantis +3,34%. Sul mercato valutario oggi notiamo la Sterlina Inglese che si rafforza contro l’Euro, il cambio infatti è sceso a 0,8476; il cambio €/$ ha oscillato intorno a 1,145. Poco mosso il cambio €/Yen. Il prezzo del petrolio Brent si mantiene ancorato in area 85/86$ per buona parte della giornata prima di cominciare a cedere e scendere a 83/84$ a metà pomeriggio. L’oro invece è stato scambiato durante la seduta nella fascia di prezzo 4015/4060$ oncia. Il mercato obbligazionario domestico ha visto di nuovo risalire lo spread a 77/78 punti base ed i rendimenti al 3,89%, al ribasso i prezzi dei titoli di riferimento. A metà seduta la borsa Usa procede con gli indici in ordine sparso, scende il Nasdaq 100 di oltre un punto mentre il DJ è in leggero rialzo e l’S&P resta sulla parità.

Giovedì: L’indice Nasdaq della borsa Usa ieri sera ha recuperato ed ha chiuso con una perdita di 0,28%. Gli altri due benchmark in leggero rialzo: DJ +0,29% e l’S&P +0,38%. Piazze asiatiche di nuovo al ribasso, pesante il ribasso dell’indice di Seul, il Kospi -6,37%; male anche Tokyo con il Nikkei -2,63%, per entrambi causata dalla vendita dei titoli legati alle chip ed all’AI. Sale Hong Kong mentre scendono gli altri indici cinesi. Inizio svogliato per i mercati europei, andamento che continuerà per tutta la seduta fino alla chiusura che risulta di poco negativa per tutte le piazze ad eccezione di Londra che termina +0,54% e Madrid +0,15%. Milano con -0,07% vede forti acquisti su Fincantieri +4,18%, bene anche Stellantis +1,63%. Forte ribasso per Stmicroelectronics -4,84%, Saipem -2,15% e Prysmian -2,27%. Il mercato valutario ha visto i cambi non molto lontani dai valori della vigilia. Il cambio €/$ in area 1,1440/1,1455; mentre l‘€/Yen a 185,80/185,95. Resiste la Sterlina 0,8476. Novità invece nel settore delle materie prime, qui vediamo che il prezzo dell’oro, in discesa già dalla mattina è stato scambiato per buona parte della seduta in area 4020. Nel pomeriggio è sceso sotto la soglia dei 4000$ e alle 16,00 viene scambiato a 3995$ l’oncia. Il prezzo del petrolio Brent è ritornato ben presto sugli 85$ a barile ed a questi prezzi è avvenuto il grosso degli scambi odierni. Sul mercato del reddito fisso i primi valori registrati in apertura per spread e rendimento risultano in salita, 79 il primo e 3,92% il secondo. Ma in giornata si registrano valori più alti 81 per lo spread e 3,94% per i rendimenti.

Venerdì: La borsa americana ha chiuso la seduta di ieri in perdita con tutti e tre gli indici. Il più penalizzato è il Nasdaq con -1,62%, ma anche l’S&P500 ha chiuso con -0,51% e il DJ -0,20%. Ma lo scenario è in profondo rosso per le piazze asiatiche. Il Nikkei di Tokyo perde il 4%, il Topix -2,72%, scendono le borse cinesi del 3% circa. Seul è chiusa per festività altrimenti non osiamo pensare, in quanto sono proprio i titoli tecnologici quelli venduti su tutti i listini. Borse europee che ovviamente iniziano al ribasso, dopo tre ore di scambi le peggiori sono Francoforte, Parigi e Milano che perdono circa l’1% ciascuno. In Piazza Affari profondo rosso per i titoli tecnologici infatti Prysmian -4,76% , ed Stmicroelectronics -7% sono i peggiori. Il mercato valutario stamane si presenta stabile nei rapporti di cambio €/$ ed €/Yen, mentre si rafforza l’Euro nei confronti della Sterlina ed il cambio risale a 0,8511. Per le materie prime, l’oro sta testando anche oggi il famoso supporto dei 4000$ e gli scambi avvengono in area 3990/4005$ oncia. Il prezzo del petrolio Brent si mantiene alto ed il barile passa di mano tra gli 85 e 86$. Anche oggi i primi valori di riferimento del mercato obbligazionario sono al rialzo. Lo spread tra Btp e Bund segna 82 punti ed i rendimenti il 3,93%. Scendono i prezzi dei Btp. La giornata si conferma negativa per le piazze europee, ad eccezione di Zurigo +0,54% e Londra +0,27%. In chiusura la peggiore è Milano con -0,94%. I titoli menzionati prima confermano la chiusura al ribasso ma riducono le perdite intorno al -4%. Sono invece i principali titoli bancari, tutti al ribasso, che contribuiscono alla discesa dell’FtseMib, oltre a Nexi2,55% e Stellantis -3,12%. Mercato valutario senza particolari variazioni, in leggero rialzo il cambio €/$ 1,1442 nel pomeriggio rispetto al fixing, in risalita più decisa il cambio Euro/Sterlina dopo i minimi di settimana (vedi riferimenti in tabella). Prezzi delle materie prime al rialzo nel pomeriggio, colpisce un improvviso rialzo del Brent oltre 87$ a barile, mentre il metallo giallo risale a 4020$ l’oncia (valori delle 18,15). Per il settore del reddito fisso la seduta si conclude con un ulteriore leggero rialzo per lo spread registrato a 83 punti con i rendimenti invariati. Contrastati in chiusura i prezzi dei Btp di riferimento. La borsa americana conclude un’altra seduta al ribasso, tutti e tre gli indici chiudono in rosso ed il più penalizzato è il Nasdaq -1,50%.

Borse Mondiali ed Europee: Settimana negativa per le borse asiatiche e questo a causa dell’immancabile flusso di vendite confluite sui titoli delle aziende tecnologiche, specie quelle che rappresentano produzione di chip, microconduttori ed AI. Oltre agli indici delle piazze asiatiche anche il Nasdaq a Wall Street ha sofferto pesantemente per questo motivo scivolando nei cinque giorni del 4%. Anche gli altri indici Usa il DJ e l’S&P500 hanno terminato la settimana in perdita ma con margini più contenuti. Diverso il comportamento delle borse europee. Ognuna o quasi con una storia a parte. La peggiore della settimana è stata proprio Piazza Affari, dove l’FtseMib è sceso da 52800 punti a 51880 con una perdita di circa il 2%. Perdite moderate per Francoforte, Parigi e Madrid, mentre terminano il periodo in guadagno Zurigo e Londra, in controtendenza per tutta la settimana. Ribadiamo che gli indici delle borse dell’eurozona sono più protetti dalle forti oscillazioni dei titoli del settore tecno in quanto i listini sono composti da titoli che rappresentano settori “più tradizionali”.

Mercato Obbligazionario domestico e spread: Cinque giorni negativi per il settore e questo per la verità non solo per il Debito Pubblico nazionale. Tutti i paesi europei, Germania in testa stanno accusando tassi in crescita per i rendimenti dei propri titoli pubblici. Questo è dovuto ad uno scenario internazionale cambiato recentemente con il riaccendersi del conflitto nell’area del Golfo Persico. Il prezzo delle materie prime energetiche ha ripreso a salire e lo spettro inflazione incombe nuovamente sulle economie mondiali. Ritornando in Italia i prezzi di riferimento dello spread in settimana sono stati compresi tra un massimo di 83 ed un minimo di 76 punti base, mentre i rendimenti da un massimo di 3,93% ad un minimo di 3,85%.

Mercato Valutario: Ancora una discreta settimana per il Dollaro che nei confronti dell’Euro ha continuato a mantenere un rapporto di cambio abbastanza contenuto circoscritto nell’area 1,1400/1,1460. Anche la Sterlina è stata protagonista in settimana rafforzandosi nei confronti dell’Euro portando il cambio a scendere fino a 0,8500, ai minimi da un anno. In questi giorni c’è il cambio di Governo in Gran Bretagna, e questo è stato uno dei motivi che ha spinto la valuta nazionale nei confronti delle altre in quanto gli operatori sperano che il nuovo leader del Partito Laburista scelga un ministro delle Finanze fiscalmente conservatore.

Petrolio Brent: Con il riaccendersi del conflitto era normale attendersi un rialzo del prezzo del petrolio. Questo ovviamente è avvenuto, ma dopo lo strappo iniziale all’apertura dei mercati lunedì, con un incremento del 5% circa che ha riportato il prezzo da 79 a 83$ a barile, il prezzo del Brent ha trovato un suo equilibrio. La fascia di prezzo intorno alla quale è avvenuto il grosso degli scambi infatti è stata 85/86 $ a barile un valore tutto sommato ben lontano dai massimi dei mesi recenti, nonostante lo scenario dei due principali teatri di guerra sembra tutt’altro che tendente a durare poco. Nel pomeriggio di venerdì un’improvviso strappo di prezzo verso l’alto porta il barile ai massimi di periodo 87,50$. Massimi e minimi in settimana 88/80.

Oro: Il prezzo dell’oro ha testato due volte nel periodo il supporto dei 4000$. Il prezzo è stato tendenzialmente al ribasso oscillando anche in una forbice abbastanza ristretta. Questo ci fa pensare che il metallo giallo dimostra di essere meno attrattivo di qualche tempo fa come bene rifugio. Se consideriamo infatti i tassi dei titoli governativi al rialzo ed un dollaro che continua a mantenersi tonico, non ci meravigliamo che alcuni investitori spostino capitali su questi settori allontanandosi, almeno momentaneamente dall’oro. Massimi e minimi di settimana 4070/3985.

Date 13/07/26 14/07/26 15/07/26 16/07/26 17/07/26
FtseMib 52809 52862 52411 52374 51882
Dax(D) 25087 25147 25019 24866 24828
Cac40(Fr) 8365 8367 8382 8378 8338
Ftse100(Gb) 10498 10529 10516 10572 10600
Smi(Ch) 14266 14242 14307 14267 14344
Ibex35(E) 19336 19357 19276 19304 19217
Dow Jones 52499 52508 52659 52554 52146
Nasdaq100 29264 29586 29503 29026 28593
S&P500 7515 7544 7572 7534 7455
Nikkei225 67243 67743 68751 66942 64141
Eur/Usd 1,1424 1,1405 1,1406 1,1467 1,1435
Eur/Gbp 0,8533 0,8521 0,8509 0,8487 0,8509
Eur/Chf 0,9253 0,9257 0,9256 0,925 0,9228
Eur/Yen 185,23 185,01 185,22 185,99 185,65
Petrolio Brent 79,7 85,34 83,7 84,87 86,15
Usd a barile
Oro ($ oncia) 4015 4056 4057 4004 4005
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