La storia drammatica del cuore di Domenico
Interrogatorio inquietante, drammatico. Lo si percepisce dalla lettura del verbale dell’interrogatorio del Primario del Monaldi che opero’ il piccolo Domenico, ora indagato per falsi ed omicidio colposo.
Quando il PM gli domanda :
“Espianto prima dell’arrivo dell’organo da trapiantare ?
Il Primario senza esitazione risponde :
“Assolutamente no! “
Ancora dal verbale :
«Mi sono girato e ho chiesto: dov’è il cuore? Nessuno rispondeva Nessuno parlava”.
Allora ho dovuto insistere con forza “scusate, ma che sta succedendo?
E qualcuno ha sussurrato:
“è tutto ghiacciato”.
Penso siano passati trenta secondi, un minuto per realizzare.
“Ho dovuto fare il pazzo, sono impazzito».
E’ quanto emerge dall’ Interrogatorio del dott. Oppido il 31 marzo scorso, Primario dell’ospedale Monaldi Guido Oppido che indaga sui momenti di tragedia nella sala operatoria del 23 dicembre 2025, quando si rileva dalle risposte che l’operatore ha compreso che il cuore da trapiantare sul piccolo Domenico, di due anni e mezzo, era risultato gravemente danneggiato dal ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano.
Assistito dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, il Primario è indagato anche per il resto di falso. Secondo il PM Giuseppe Tittaferrante e il Procuratore aggiunto Antonio Ricci, che coordinano i Carabinieri del Nas, nella documentazione acquisita dai militari, il Primario e la seconda operatrice, Emma Bergonzoni, avrebbero attestato due circostanze non vere, e da qui le contestazione dei reati commessi e cioè la contemporaneità tra l’avvio della circolazione extracorporea e l’arrivo al Monaldi dell’equipe proveniente da Bolzano con la contestualità dell’inizio dell’espianto del cuore nativo del bimbo con l’apertura del contenitore con l’organo da trapiantare.
Un atteggiamento doloso al di là da ogni ragionevole dubbio secondo la Procura, per cui i PM chiedono l’applicazione della misura cautelare della interdizione di Oppido e Bergonzoni, rispetto a cui il GIP Mariano Sorrentino deciderà dopo l’interrogatorio bis fissato per il 21 maggio, durante il quale i sanitari dovranno rispondere non di quanto accaduto in sala operatoria ma dell’accaduto sulla scena di un crimine, rispetto alla quale il Primario si catapulta ai Giudici ed alla Opinione Pubblica con profonda convinzione:
«Assolutamente no», risponde quando gli chiedono se abbia espiantato il cuore nativo prima dell’arrivo dell’organo da trapiantare. Ed ancora,
«Non perché penso che sia sbagliato, ma per una ragione di scuola medica, ed applicazione di principi in forma consuetudinaria », spiega.
All’arrivo del team dall’Alto Adige, continua, ricorda di aver voluto «vedere in faccia» la collega Gabriella Farina (una degli altri 5 medici indagati solo per concorso in omicidio colposo) che si era occupata del prelievo dell’organo del donatore , precisando che era necessario «per potersi confrontare e chiedere se tutto fosse andato bene durante il trasporto del cuore con il danno “.
Circostanza che emergerà tristemente solo all’apertura del contenitore.
Oppido ribadisce di aver successivamente «percepito un sì molto chiaro» in risposta alla sua domanda sull’inizio della cardioplegia sul cuore da trapiantare, ma di non sapere chi sia stato a pronunciarlo, e di aver pertanto iniziato l’espianto.
Secondo i Giudici la ricostruzione del Primario sui tempi del trapianto contrasta con la cartella Cec compilata dalla perfusionista Virginia Terracciano e con le dichiarazioni degli altri infermieri sentiti come testi, che indicano nelle 14.18 l’orario del “clampaggio dell’aorta”, mentre il box da Bolzano arrivò intorno alle 14.30.
E’ laconico Oppido quando il GIP Sorrentino gli domanda perché allora la perfusionista abbia attestato l’orario delle 14.18; allargando le braccia in segno di resa: «Non me lo spiego, visto che dichiara di non vedere il tavolo operatorio e io non ho dato un comando vocale.
Secondo me ha scritto a ritroso». Affermando senza mezzi termini che dopo il caso del piccolo Domenico all’interno del team «si è rotto un equilibrio ».
Per la difesa di Oppido il video che ritrae alle 14.34 il cuore di Domenico appena espiantato ancora pulsante costituisce un elemento-chiave a sostegno della tesi del Primario sui tempi.
Tesi non ci divisa dalla Procura che il 5 maggio scorso ha depositato una nota tecnica per ribadire che l’intervento sarebbe iniziato a contenitore chiuso e quando la dottoressa Farina non era ancora «operativamente in sala», mentre al riguardo Guido Oppido sottolinea di aver avvisato «personalmente» la direzione generale subito dopo l’intervento esortando la dottoressa Farina a parlare con la famiglia di Domenico.
Commento all'articolo