La fuga di cervelli dal Sud costa oltre 4 miliardi
È un’emorragia silenziosa che mette a repentaglio il presente e il futuro del Sud dell’Italia. Il rapporto Censis – Confcooperative “Sud, la grande fuga”, divulgato oggi, mercoledì 12 novembre, parla chiaro: ogni anno se ne vanno 134.000 studenti e 36.000 laureati. Una fuga dei cervelli che a quell’area costa costa oltre 4 miliardi. «Un trasferimento di ricchezza che risale dal Sud prendendo la strada del Nord», osserva Maurizio Gardini, numero uno di Confcooperative.
Secondo lo studio, dalle casse degli atenei meridionali sono evaporati 157 milioni di euro, con risorse che si materializzano altrove, nelle università del Centro-Nord, dove rette più salate (2.066 euro contro i 1.173 del Sud) hanno fruttato 277 milioni di incassi.
“L’esodo di 134.000 studenti verso le università del Centro-Nord – commenta Gardini – è una perdita sociale, economica, demografica, culturale.
Un depauperamento silenzioso di risorse che svuota interi territori. Un pezzo della futura classe dirigente che se ne va, lasciando dietro di sé interrogativi sul destino del Mezzogiorno”.
A fronte di questo fenomeno, 10.000 giovani del centro nord si sono iscritti alle università del Sud e invece di versare 21,1 milioni di rette alle università settentrionali, ne hanno pagati 12 a quelle del Mezzogiorno. Ma si tratta di una “contro migrazione debole che non compensa, né mitiga gli effetti economici e sociali della fuga dei giovani dal Sud” afferma Gardini.
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