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La bidella Giuseppina Giugliano divenuta nota qualche anno fa è stata arrestata per stalking nei confronti della preside di Caivano Carfora
Avrebbe tempestato di messaggi la dirigente cui è ispirata la fiction Rai

Giusy Giugliano

Napoli – Un anno e mezzo fa, nell’autunno del 2023, salì all’onore delle cronache, la storia di una ragazza napoletana, Giusy Giugliano, costretta a lavorare come bidella pendolare da Napoli verso Milano tutti i giorni. Nei giorni seguenti la “denuncia” social fatta dalla ragazza furono in tanti ad indignarsi, mentre altri si apprestarono subito a dar fiato alla bocca affermando che la ragazza rappresentava ciò che la maggior parte dei ragazzi non vuole fare: lavorare. Al grido di “chi vuole lavorare, si sacrifica” la storia divenne nel giro di pochi giorni ancora più virale e, come conseguenza, subito dopo la bidella fu trasferita nella scuola della Preside Eugenia Carfora di Caivano (NA).

Tutto risolto apparentemente. Se non fosse che la ragazza in realtà è stata poi cacciata dalla scuola di Caivano perché non si sarebbe presentata a lavoro per diversi giorni. La dirigente segnala il caso al ministero, seguendo le procedure previste. Per Giuseppina Giugliano scatta il licenziamento. Lei si difende sostenendo di aver inviato un certificato medico, mai pervenuto alla scuola. Si dice vittima di un’ingiustizia. Ma i ricorsi non cambiano l’esito: il licenziamento viene confermato.

A quel punto, Giusy Giugliano iniziò a tempestare di messaggi la Preside, che la denunciò per stalking.

Il giudice dispone un’ordinanza restrittiva: divieto di avvicinarsi a Caivano e a San Felice a Cancello, e divieto assoluto di comunicare per via telematica o tramite messaggi. Ma le prescrizioni vengono violate. Più volte. Il fascicolo si ingrossa, la preside segnala tutto alla Procura di Napoli Nord. A quel punto la misura cautelare si aggrava: per Giuseppina Giugliano scatta l’arresto. Resta in carcere quasi due mesi. Difesa dall’avvocato Corrado Coppola, del foro di Nola, la donna ottiene la scarcerazione dopo il ricorso al Tribunale del Riesame. Oggi è agli arresti domiciliari, in attesa della conclusione del processo per stalking, prevista per la fine di gennaio.

 

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