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Italia sotto infrazione UE: energia e banche
Bruxelles avvia tre procedure d’infrazione contro l’Italia: nel mirino energia, Golden Powers e frequenze radio.

procedura d’infrazione UE

L’Europa non ha fatto sconti: da Bruxelles sono partite tre diverse procedure d’infrazione che colpiscono l’Italia su fronti delicati: energia, banche e comunicazioni.

Energia: stop ai sussidi per le caldaie a gas

Il primo richiamo riguarda la mancata applicazione della Direttiva Ue 2024/1275 sull’efficienza energetica degli edifici. Italia non ha recepito entro il 1° gennaio 2025 l’articolo 17(15), che impone l’eliminazione dei contributi statali per l’installazione di caldaie alimentate da combustibili fossili. Secondo Bruxelles, il settore edilizio è responsabile di oltre tre quarti dei consumi energetici domestici e dipende per due terzi dalle caldaie tradizionali. L’obiettivo europeo è chiaro: un patrimonio edilizio a emissioni zero. L’Italia, accusata di inerzia, ha ora due mesi per fornire spiegazioni e adeguarsi, altrimenti scatterà il parere motivato.

Banche: Golden Powers sotto accusa

Il secondo fronte riguarda la normativa italiana sui Golden Powers, introdotta nel 2012 e rafforzata tra il 2021 e il 2022. La Commissione teme che i poteri speciali del governo, pensati per tutelare sicurezza nazionale e ordine pubblico, possano trasformarsi in interferenze ingiustificate nelle decisioni economiche. Bruxelles segnala possibili contrasti con il regolamento sul Meccanismo di Vigilanza Unico, con la Direttiva sui requisiti patrimoniali e con gli articoli del Trattato Ue che garantiscono libertà di stabilimento e circolazione dei capitali. Anche qui, due mesi di tempo per chiarire e correggere.

Comunicazioni: interferenze radio mai risolte

Il terzo dossier riguarda lo spettro radio FM. L’Italia, secondo la Commissione, non ha adottato misure efficaci per eliminare le interferenze che le emittenti nazionali causano a Francia, Croazia, Malta e Slovenia. Un problema noto da anni e discusso più volte nei tavoli europei, ma rimasto irrisolto. La violazione riguarda il Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche e la Direttiva Quadro del 2002. Anche in questo caso, il governo italiano ha due mesi per presentare una risposta convincente.

Nessun passo indietro sul Green Deal

Chi sperava in un allentamento delle regole ambientali, magari per concentrare risorse sul piano di riarmo europeo, dovrà ricredersi. Bruxelles ribadisce la linea dura: gli obiettivi del Green Deal restano centrali e non ammettono deroghe.

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