Incendi dolosi sul Monte Tifata a San Prisco nel casertano
Un vasto fronte di fuoco ha tenuto con il fiato sospeso l’intera area del Monte Tifata tra la serata di sabato e la mattinata di domenica.
Tre incendi distinti sono divampati quasi in contemporanea a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, devastando diversi ettari di vegetazione, i roghi hanno lambito case e casolari dislocati lungo il versante montano compreso tra San Prisco e Sant’Angelo in Formis, frazione di Capua, provocando forte apprensione tra i residenti della zona.
Il tempestivo coordinamento della Sala Operativa regionale ha permesso di arginare le fiamme ed evitare l’evacuazione delle abitazioni minacciate. Le operazioni di spegnimento a terra sono state dirette da Antonio Pellegrino, responsabile del “Sos Radiosoccorso” di Capua, con l’impiego sinergico di:Vigili del Fuoco del Comando provinciale di CasertaVolontari della Protezione CivileSquadre antincendio boschivo della Sma di BrianoOperatori della comunità del Monte MaggiorePer arginare l’avanzata del fuoco e supportare le squadre di terra sono entrati in azione anche tre elicotteri, di cui due flotta regionale e uno della flotta nazionale. I mezzi aerei si sono rivelati decisivi per contenere i focolai localizzati in tre punti strategici: il territorio di San Prisco, il bosco di via Tombe Garibaldine e la vetta di San Nicola.
I soccorritori sono riusciti a domare definitivamente i roghi intorno alle ore 12 di domenica, bloccando una linea di fuoco che rischiava di raggiungere il bosco di San Vito, un’area ad altissimo rischio per l’incolumità della fauna e della flora locale. La concomitanza oraria e la distanza ravvicinata dei tre punti di innesco rafforzano l’ipotesi di una matrice dolosa legata all’azione dei piromani. Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per accertare l’esatta natura dell’evento, riaccendendo i riflettori sulla necessità di potenziare i sistemi di sorveglianza tecnologica, come fototrappole e telecamere di sicurezza, per tutelare i polmoni verdi del Casertano.
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